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Ratzinger-Benedetto: volto, mente, cuore

Conoscere dall’interno dell’anima e dalle azioni compiute l’immagine di una persona è un’impresa purificante e rasserenante. Ratzinger-Benedetto XVI, pur guardato da molti con profonda ammirazione, è stato fatto oggetto di uno smaccato disprezzo da chi si è lasciato catturare da slogan e preconcetti. E’ dunque doverosa e piacevole avventura percorrerne la vita lungo tutte le tappe: l’infanzia serena e fruttuosa, il tempo della preparazione al sacerdozio nel contesto del dramma nazista, i passi del giovane sacerdote al suo primo impatto con il mondo, la bellezza e il travaglio degli studi, l’emergere dell’insegnante di teologia, chiamato al Concilio Ecumenico come ‘perito’ teologo al seguito del cardinale Frings, nominato arcivescovo di Monaco e dopo appena cinque anni chiamato da Giovanni Paolo II a ricoprire la carica di prefetto della Congregazione della Fede. Infine papa per otto anni ed emerito per altri dieci. Fresche e belle le pagine dell’infanzia e degli studi, nel contesto del rinnovamento teologico che pervadeva in particolare la Germania e la Francia. Ricca di informazioni e carica di fermento la descrizione del ‘periodo conciliare’, nell’intreccio dei teologi e dei vescovi che lanciano la Chiesa nel mare aperto del mondo. Le pagine del pontificato passano in rassegna con una serrata documentazione avvenimenti, discorsi, pronunciamenti e in modo particolare i viaggi nel mondo. Protagonista è un uomo semplice, intelligente, sincero. Semplice perché tutto aveva in mente fuorché la ‘carriera’ ecclesiastica. Intelligente per la capacità di entrare nei problemi rintracciandoli dentro la loro storia, e di esprimere giudizi e valutazioni sul presente e sul futuro. Ratzinger con occhio acuto entra a svelare la temperie del tempo moderno nella grandiosità delle nuove scoperte e nell’equivoco della sua vuota superficialità. Non elude i problemi e le questioni difficili o scabrose: valuta con audacia gli equivoci e i valori della teologia della liberazione ed è il primo papa a affrontare il dramma degli abusi da parte di ecclesiastici. Riconosce errori della Chiesa e suoi personali, come a proposito di alcune scorrette interpretazioni di suoi pronunciamenti sulla libertà religiosa e sulla vita e la persona. L’autore di questa ragionata biografia, avendo partecipato in vario modo, come studioso e giornalista, alla vicenda di Ratzinger, trova buon gioco a presentarne l’immagine autentica, liberata da caricature ed evidenziata con linearità e schiettezza. Significative le ultime pagine sulla rinuncia al ministero papale e sul tempo trascorso come ‘papa emerito’, che fanno risaltare l’autenticità di un uomo e di un papa vissuto nella fede in Cristo e nell’amore alla Chiesa. Fino all’ultima parola pronunciata sul letto di morte: “Gesù ti amo”.Andrea Tornielli, Benedetto XVI, il teologo, il Pontefice, l’uomo, Piemme, Milano novembre 2023, pp 330 € 19,90
Angelo Busetto

 

Luoghi dell'Infinito

I passi della Memoria
C’è anche la foto a tutta pagina della famiglia Ulma, con i sei bellissimi bambini, il padre, e la madre che porta in grembo il settimo, distrutti dalla follia nazista per aver dato rifugio ai perseguitati. Ci sono gli spartiti delle musiche composte su carta igienica nei campi di concentramento e c’è la lunga fila – disposta su due pagine – dei bambini orfani armeni deportati in Turchia nel 1929. Dolcezza e dramma si combinano insieme nelle pagine di Luoghi dell’Infinito del mese di gennaio dedicato alla pace e imbruttito dalla guerra. Riaffiorano memorie finora eluse, come quella dei pellerossa d’America vittime di un vasto genocidio contraffatto da distorte narrazioni e dai vecchi film western. Si arriva all’estremo Oriente del Giappone che ha perseguitato e costretto alla latitanza per 250 anni i cristiani che hanno mantenuto la fede e celebrato il battesimo senza alcun sacerdote, e l’altro Giappone divorato dalla bomba atomica, come a segnare il tempo con un drammatico cippo distinto in p.A. (prima della bomba atomica) e d.A. (dopo la bomba atomica). La Palestina, infiorata dalla presenza dei Frati Minori di San Francesco, innalza il Memoriale di Gerusalemme non solo con il ricordo dei milioni di ebrei uccisi nella Shoah, ma anche con il riconoscimento dei tanti Giusti tra le Nazioni che si opposero all’annientamento di un popolo. Nell’isola Tiberina sulle acque del Tevere, la basilica di San Bartolomeo all’Isola è stata scelta da Giovanni Paolo II per ricordare chi ha perso la vita ‘in odium fidei’ nei nostri tempi. E’ un emozionante viaggio nella Memoria, che non potrà essere cancellato nemmeno con la distruzione di statue e la cancellazione di nomi. Siamo fatti dal nostro passato, e il brivido della memoria del male, insieme con l’ebbrezza del bene fiorito dalle sue ceneri, apre davanti a tutti un passo di vita nuova.
a.b.

 

Dopo qualche decina d’anni, eccomi nuovamente di fronte a questo romanzo. Nel frattempo, il romanzo e il suo autore hanno camminato per il mondo, come documentano la postfazione e gli approfondimenti finali: ha rivoluzionato la vita dell’autore, invitato a parlare in America e in Europa, e donandogli fama e fortuna. Nato nel 1897 e morto nel 1975, Thornton Wilder aveva trent’anni quanto scrisse Il ponte di San Luis Rey. L’occasione venne da un fato realmente accaduto: venerdì 20 luglio 1714, il ponte più bello del Perù, che congiungeva due opposte montagne sulla strada tra Lima e  Cuzco, intrecciato dagli Incas con tralci di vimini, si ruppe e lasciò cadere nel baratro cinque persone. Il fatto fu visto a poca distanza da un monaco che da allora venne tormentato da una domanda: perché quei cinque, proprio quei cinque? Quale disegno di Dio, quale Provvidenza di bene sta dietro questo fatto? Così ‘nacque in lui la decisione che lo tenne occupato per sei anni’, alla ricerca della vita e dei precedenti di quelle cinque persone.

Il romanzo ne registra meticolosamente la storia, le storie, sorprendendo ogni volta il lettore, con una frase che dice più o meno così: “…mentre attraversavano il ponte di San Luis Rey, si abbatté su di loro l’incidente di cui sappiamo”. Si può ancora aggiungere l’ultima finale: “C’è una terra dei vivi e una terra dei morti, e il ponte è l’amore, la sola sopravvivenza, il solo significato”.

Thornton Wilder, Il ponte di San Luis Rey, Sellerio editore Palermo, 2023, pp 244 € 14,00

Riviste
NATALE DI DRAMMA E SPERANZA
Come nell’intreccio di un dialogo a distanza, due riviste presentano la bellezza e il dramma del Natale. Luoghi dell’infinito non smette di farsi ammirare per la chiarezza delle parole e il fascino delle immagini. Nel numero di dicembre, il punto focale è l’ottavo centenario del presepio di Greccio, quando Francesco, che aveva toccato le pietre e il paesaggio di Betlemme, volle raffigurare Gesù in carne e ossa nella figura di un bambino e lo attualizzò nel sacramento dell’Eucaristia celebrata lì accanto. Quel presepio raccoglieva un’antica tradizione documentata nelle catacombe, con il Bambino in braccio alla Madre e un profeta che lo indica. Anche noi percorriamo il tempo, perché vogliamo andare a vedere e udire e toccare la realtà del Bimbo di Betlemme in ogni tempo e in ogni luogo. Scopriamo il marmo vivo del presepio di Arnolfo di Cambio nella Chiesa di Santa Maria Maggiore a  Sant’Alfonso che lancia la prima immagine dei presepi napoletani, allarghiamo lo sguardo alla scenografia del teatro liturgico, a tutte le tendenze dell’iconografia sacra fino alle visioni delle mistiche. Il cristianesimo nasce da un fatto che entra nelle nazioni e nelle culture, con i dipinti, le sculture, le rappresentazioni al vivo, facendo risplendere di bellezza le chiese e le case, i monti e le campagne. E’ impossibile sintetizzare il giro di bellezza, come una magnifica danza, di questo numero di Luoghi dell’infinito, che esplode nella gloria di Gaudì con l’interno e l’esterno dell’impossibile cattedrale già annunciata in copertina con la facciata della Natività.
Ma il Natale non è solo un fatto di storia e arte. E’ un fatto del presente, che rivive dentro il dramma del nostro tempo. E’ emozionante e straziante il Natale nella chiesa della Sacra Familia di Gaza, dove le voci dei bambini si alternano ai sibili dei missili; il parroco, padre Gabriele Romanelli racconta: “Ogni giorno il Santo Padre si collega con noi per pregare insieme e dare la sua benedizione. Non abbiamo altra forza se non nella celebrazione della Messa quotidiana”. Lo registra il numero di Tracce di dicembre che, dopo l’intervista al cardinal Parolin e il dialogo con dom Bernardo Gianni, abate di San Miniato, mostra la consacrazione di Maria Ruiz, avvenuta a Gerusalemme davanti al Cardinale Pizzaballa. Jean-François Thiry, dopo trent’anni di lavoro  culturale a Mosca, vede nella cassetta della posta una lettera del Ministero dell’Interno che lo invita ad andarsene; tra le varie possibilità, accoglie l’invito dei francescani di Damasco e riprende il suo lavoro nella Siria martoriata dalla guerra e dal terremoto. Altre storie di dramma e di speranza percorrono la pagine della rivista con i volti di bambini dagli occhi spalancati. C’è ancora spazio
per il Sinodo con un articolo di Tornielli, e per presentare il Premio Nobel per la letteratura, l’irlandese Seamus Heaney. La vita rinnova la sua corsa.
Angelo Busetto

Libro: NATALE CON I FIORETTI DI SAN FRANCESCO
Il candore dei ‘Fioretti’ di San Francesco si inserisce bellamente nel clima del bianco Natale. Composti tra di 1370 e il 1390 da un autore anonimo toscano, raccolgono una serie di miracoli ed esempi del santo, scritti cinquant’anni prima in lingua latina da un frate marchigiano. Tanto per chiarire le cose, ecco l’incipit: “Per prima cosa è necessario considerare che il glorioso messere Santo Francesco, in tutti gli atti della sua vita fu conforme a Cristo benedetto”.
Questa ennesima edizione, economica e di piccolo formato, riporta il testo originale traslato in italiano corrente, mantenendo fedeltà al saporoso linguaggio originale. Sono pagine candide e serene, che si leggono e rileggono con frutto di letizia. L’analogia con la vita di Cristo, l’amore per le creature, l’accettazione delle circostanze della vita come dono di Dio, segnano in Francesco
d’Assisi un percorso agile e vivo di sapienza e fede.
Il testo dei cinquantatre fioretti è accompagnato da una ventina di belle illustrazioni in bianco e nero. Vengono riprodotte anche le cinque considerazioni sulle stimmate, e la cronologia della vita di Francesco.
I Fioretti di San Francesco, a cura di Giuseppino de Roma, Paoline 2023, pp 360 € 8,30

I canti di Natale non sono solo emozione e atmosfera. Sono preziosi per il contenuto: la nascita del Bambino di Betlemme. Un Bambino che cambia la storia del mondo, perché introduce la presenza stessa di Dio dentro le vicende umane: Tu scendi dalle stelle, come cantava Sant’Alfonso de Liguori. E’ vero che alcuni canti di Natale si stempererano nel sentimentalismo e scivolano verso il  vuoto. Pututtavia, nella varietà delle forme e delle parole, l’ambientazione rimane. Per questo è utile riconoscere per ciascun canto l’autore, l’origine, la storia, almeno fin dove è possibile, poiché alcuni canti sembrano fiorire quasi dal nulla e invadono il mondo. Qui ne vengono segnalati una quarantina, in una semplice ed elegante pubblicazione che comprende, insieme con il testo in italiano, una paginetta di presentazione storica. Cliccando su YouTube il nome del curatore e il titolo del canto, li si può ascoltare in un’ottima registrazione. Nel frattempo arriva il Natale e ti trovi a contemplare il Bambino Gesù.

Andrea Montepaone, Tu scendi dalle stelle, I più bei canti della tradizione natalizia, Paoline, Milano 2023

ALLA SCOPERTA DELLA COSCIENZA
Guardini, maestro di vita, in questo libretto che contiene tre conferenze, ci guida alla scoperta della coscienza. Come un artista che addestra gli allievi all’uso degli strumenti musicali, egli ci introduce a riconoscere una componente fondamentale della nostra personalità, la coscienza, in particolare la coscienza cristiana. La coscienza non è uno strumento artefatto, come insinuava Kant che isolava la coscienza come esclusivo prodotto dell’individuo. I cristiani riconoscono un principio, un Creatore, fattore continuo di originalità e di verità, che apre a un uso della coscienza finalizzato alla piena realizzazione del proprio destino di verità e di felicità. Guardini accompagna il lettore a diventare ‘educatore’ della propria coscienza, proponendogli anche consigli pratici: la scoperta del raccoglimento, con il silenzio, la lettura, la salvaguardia del proprio mondo interiore.
Scorrendo le pagine di un grande maestro, c’è sempre qualcosa da apprendere e guadagnare per la vita.
Romano Guardini, La coscienza. Il bene, il raccoglimento Morcelliana Bresca 2023 pp 68 € 10,00
Angelo Busetto

GUARDINI, OCCHI CRISTIANI SUL MONDO

I libri di Romano Guardini tradotti in italiano superano abbondantemente la cinquantina e si aprono a una vasta gamma di tematiche: filosofia, teologia, biblica, antropologia, liturgia, letteratura, psicologia e un po’ tutto l’orizzonte delle scienze storiche e umane. Dov’è il centro del suo pensiero, che scorre sempre con chiarezza di dettato, profondità di indagine e vastità di pensiero? E’ Guardini stesso dichiararlo, raccontando un passaggio nodale della sua esperienza di insegnante. E’ il minsitro del Culto e dell’Istruzione della Prussia a raggiungere Guardini a Bonn nel 1923 proponendogli di assumere a Berlino la cattedra di ‘Filosofia della religione e di visione cattolica’, che tuttavia non ha un contenuto definito. E’ Guardini stesso a elaborarne il contenuto nel contesto dell’università di Berlino, nella quale viene praticamente ignorato dagli altri colleghi ma guadagna l’attenzione e la partecipazione di un numero sempre più vasto di studenti, con l’aggiunta di persone esterne all’Università. Di cosa si tratta dunque? Lo esplicita Guardini nelle poche pagine di questo libro, in cui definisce il contenuto di una impostazione che diventa il punto centrale e l’orizzonte di tutto il suo insegnamento e anche della sua vita. Egli definisce dapprima il senso della parola ‘Weltanschauung’, intesa come un ‘moto conoscitivo verso la totalità delle cose e del mondo’, considerati nei particolari e nell’interezza. Guardini avvia una ‘visione cristiana e cattolica’ del mondo. La parola ‘cattolica’ non definisce uno sguardo che si metta in parallelo con altri sguardi, ad esempio, psicologico, storico, artistico; invece, li comprende tutti e li valuta nel loro esplicito riferimento a Cristo. Non si tratta però solo di uno sguardo intellettuale, ma esistenziale; è necessario quindi fare riferimento all’ambito in cui tutte le realtà considerate si ritrovano; questo ambito è la comunità, la Chiesa vissuta. Come la mano resta se stessa movendosi nell’ambito del corpo, così ogni realtà umana realizza pienamente riferendosi allo sguardo che la Chiesa ha sul mondo e sugli avvenimenti, dal punto di vista di Cristo. Comprendiamo allora come l’insegnamento e la produzione letteraria di Guardini si siano sviluppate in un orizzonte così vasto e come continuino a godere dell’apprezzamento di molti lettori, non esclusi gli stessi ultimi papi. In una corposa ‘post-fazione’ il curatore racconta ed esplicita la vicenda di Guardini, insegnante di ‘visione cattolica del mondo’.

Romano Guardini, La visione cattolica del mondo, a cura di Silvano Zucal, Morcelliana, Brescia 2022, pp 109 € 11,00

Angelo Busetto

 

UNA CONTENTEZZA STRANA

Una contentezza strana, che nasce da dove non te l’aspetti. Lo dice Alessandra, una degli universitari che passano qualche ora alla settimana con i ragazzi di Portofranco, accompagnati nello studio ciascuno da un insegnante. Portofranco è iniziato nel novembre del 2000 dall’intuizione di un sacerdote educatore, don Giorgio Pontiggia. Occorreva partire dal bisogno che i ragazzi esprimono di più, da punto in cui fanno più fatica, lo studio. L’educazione richiede un rapporto personale a tu per tu. Il nome è spuntato da un ragazzo: “Portofranco”, come un luogo libero, in cui ciascuno si gioca con la sua libertà. All’impresa aderiscono giovani universitari, insegnanti in pensione o no, libri professionisti, altre persone. A Portofranco arrivano ragazzi di tutte le scuole, italiani e stranieri. Lo diceva già Plutarco: “I ragazzi non sono vasi da riempire, ma fuochi da accendere”. Arrivano spenti, appassiti, spesso mortificati da insuccessi scolastici o da situazioni familiari complicate. Qui trovano accoglienza e un sorriso. Come la ragazza che non si era fatta vedere per un anno, temendo una solenne ramanzina a causa della sua bocciatura; al suo ritorno trova un abbraccio e l’insegnante che le dice. “Mi sei mancata”. Negli anni, l’esperienza di Portofranco si è allargata in decine di altre città, e l’autore di questo libro ha percorso l’Italia da Milano a Rimini, da Napoli a Palermo, da Chiavari a Ravenna, da Verona a Gioia del Colle, raccogliendo una sequenza di centotredici volti di cui racconta il dramma e il riscatto. Ogni capitolo del libro riprende una fantasmagoria di colori nei racconti dei protagonisti dell’avventura educativa. Come dice il Cardinal Zuppi nella prefazione: “Il libro è una miniera dove, lavorando, si trovano, un po’ incrostate e nascoste, piccole o grandi pepite. I ragazzi ‘sbarcano a Portofranco come ultima spiaggia e vi trovano una seconda casa”. E aggiunge: “E’ un libro di storie di persone di fatti, di creatività originale, che ci parlano di incontri, di fatiche, di diffidenze, di gioie, di soddisfazione, di riconciliazione, di fuoco e di passione” L’ultimo capitolo registra un grappolo di testimonianza di ragazzi e insegnanti che mettono in comune la loro esperienza, per rendersi di più conto del suo valore. Nel mare di tante dolorose vicende del mondo giovanile, una cammino concreto di educazione e integrazione.

Davide Perillo: FUOCHI ACCESI, I ragazzi di Portofranco, un’esperienza di educazione e integrazione, San Paolo, Milano 2022 , pp 144 € 14,00

Angelo Busetto

 

LE OTTO MONTAGNE

Anche se un libro già attira per la sua fama, solo una lettura personale può dare conferma del suo valore. Questo libro è tradotto in più di 40 paesi e viene svelato in un apprezzatissimo film. Il titolo rimanda alle montagne dell’Himalaia, ma in realtà i capitoli sono numerati con il titolo dall’uno al dodici, e le tre parti in cui è suddiviso evocano i tre tempi della vita: Montagna d’infanzia, La casa della riconciliazione, Inverno di un amico. Per chi ama la montagna, ma anche per chi è appassionato alla vita, il percorso di lettura conduce a una immedesimazione con il protagonista, con le sue vacanzae di ragazzo nelle prime camminate e arrampicate dietro il padre. La vicenda familiare si intreccia discretamente con l’asprezza e il fascino della montagna, e viene a coincidere con la scalata della vita e la costruzione della personalità. L’uomo si specchia nel paesaggio che attraversa e nel mondo in cui vive. Vale per il protagonista e vale soprattutto per l’amico Bruno, stretto nel breve orizzonte dei monti e del lavoro agricolo. Avviene poi il passaggio a un’altra altezza, gli ottomila del Nepal, che tuttavia rappresentano uno strappo piuttosto che una semplice svolta. Il ritorno è ancora lì, alla baita ricostruita, alle bestie da accudire, alla vita che guarda in su. Il canto dell’amicizia tra il montanaro Bruno e il protagonista irrubustisce la lettura, mentre la nenia dell’amore materno, raffigurato nell’anziana madre e nella madre più giovane, fa spirare un’aria lieve sul dramma di un uomo tentato di chiudersi in se stesso.

Paolo Cognetti, Le otto montagne, Einaudi 2016 e 2018, 14.a edizione 2023 pp 204 € 13,00

Angelo Busetto

SECONDO PILATO

Tra i personaggi citati nel Vangelo, a contorno della figura di Gesù, emerge Pilato, che la liturgia nomina nel Credo della Messa al fine di collocare la passione di Gesù in un punto preciso della storia. Pilato viene coinvolto suo malgrado nel processo di Gesù e viene indotto a pronunciare la definitiva sentenza di morte. Il Vangelo registra il suo breve, intensissimo dialogo con Gesù, un varco nel mistero della verità e quindi della giustizia; viene nominata anche la moglie di Pilato, alla quale la tradizione attribuisce il nome di Claudia.
Pilato in prim’ordine e la moglie in contrappunto sono diventai oggetto di interesse soprattutto in campo letterario, con vari tipi di narrazione, in particolare da parte di Elena Bono con ‘La moglie del procuratore’ e Schmitt con ‘Il Vangelo secondo Pilato’, già presentati in questo settimanale. In questi ultimi mesi incontriamo Pilato nell’opera di un giovane scrittore, classe 1991, con un titolo che richiama il Vangelo, ‘Secondo Pilato’. Racconto romanzato e storia si intrecciano con abilità nei due stadi di vita di Pilato, il primo che ne descrive l’origine sannita e la collaborazione alla gloria di Roma attraverso imprese belliche che lo mettono in rapporto con illustri personaggi; il secondo, che corrisponde alla sua nomina di procuratore della Giudea. Pilato emerge per il carattere forte, la tempra di indipendenza, caratteristica del Sannio, regione conquistata ma mai domata dall’imperialismo romano. Il tutto è raccontato nell’ordito di una Roma che domina il mondo ma è attraversata da drammatiche contese tra i capi, di alcuni dei quali è ben palese la corruzione. L’abilità del narratore si muove tra precisi ambientazioni storiche e invenzioni di fantasia e recupera nel contesto di tutta la vicenda altri personaggi che incontriamo fuggevolmente nel Vangelo, come Longino e il centurione Cornelio, insieme con quanti sono coinvolti nella condanna di Gesù, Erode e Caifa. L’interesse della lettura sale con il procedere delle pagine, e si intensifica nella descrizione del drammatico rapporto tra Pilato e la moglie Claudia, con accenti particolarmente coinvolgenti nel contesto della condanna di Gesù.
La vicenda di Gesù coinvolge un mondo e si estende nel tempo, inseguendo Pilato e condizionando la sua vita oltre la sua funzione di procuratore, fino alla conclusione che si impenna in un drammatico imprevisto.
Camillo Bartolini, Secondo Pilano, romanzo, prefazione di Stefano Alberto, Cantagalli, Siena 2023, pp 350 € 20,00

Angelo Busetto

 

Che non si trattasse di una esperienza come altre, pur tese al riscatto e alla ripresa di giovani massacrati dalla droga, si intuisce già dal titolo, dove dominano le parole ‘miracolo’ e ‘imprevisto’. Qui dunque non prevale il ‘programma terapeutico’, nè viene messo a tema l’impianto medico-psicologico. Di cosa si tratta dunque? Per dirlo quasi per slogan: non il malato, ma la persona. Il punto di partenza, che poi continua nel tempo, è lo sguardo di simpatia e di apprezzamento: “Tu vali, tu sei prezsioso”. La tua persona, prima del tuo male, della tua confusione, tristezza, delusione.
Questo sguardo traspare da tutte le pagine del libro, che raccontano i primi approcci con i ragazzi all’ingresso in comunità, e documentano i due incontri quotidiani, al mattino e al pomeriggio, in cui si dialoga insieme, si racconta, si vive. Una energia indomabile, che mai si arrende di fronte alla sconfitta e alla lotta che riprende ad ogni istante.
L’educatore – Silvio Cattarina – e quanti collaborano con lui, non possiedono prima di tutto una tecnica da praticare, ma vivono la stessa posizone di fronte alla vita, sono riconoscenti per il sole e le stelle e i doni di ogni giorno. Vivono di gratitudine per la propria esistenza e questo li predispone a guardare e accogliere la vita altrui. Mentre guardano l’altro nel suo passato, nel presente e nella speranza del futuro, hanno gli occhi fissati sull’Altro, Gesù, senza nascondimenti e senza reticenze.
Questo libro riporta le parole che vengono dette e i fatti che accadono. Dalle pagine sgorga l’aria fresca della vita che riprende a nascere, attraverso i racconti ei giovani. E’ il Miracolo dell’Imprevisto, che si svela inaspettato e fa fiorire il prato come a primavera. A tratti sembra una favola, se non fosse una storia reale con un tempo e uno spazio, che ha fatto rinascere molte centinaia di ragazzi.
“Un impreviso è la sola speranza”, scriveva Montale. E se lui aggiungeva: “Ma mi dicono che è una stoltezza dirselo”, l’espereinza qui raccontata documenta che la risurrezione di Gesù si ripercuote in chi lo incontra oggi.
L’opera l’Imprevisto, ramificata in una serie di percorsi, ha sede a Pesaro.
Silvio Cattarina, Voglio il miracolo! Emergenza educativa: un imprevisto è la sola speranza. Itaca 2022, pp 192 € 16,00.
Angelo Busetto