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VI.a Domenica - Tempo Ordinario anno A - 15 febbraio 2026

Introduzione del celebrante

Gesù ci dona una sapienza che non è di questo mondo, ma che conduce a vivere da cristiani. Gli domandiamo di accompagnarci con la sua grazia.

  1. Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua parola che ci spinge a vivere con verità e carità. Donaci un cuore nuovo per accogliere la testimonianza della tua vita,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore Gesù, ti affidiamo Papa Leone, il nostro vescovo e tutti i testimoni che ci accompagnano a vivere secondo il Vangelo, per il bene nostro e del mondo,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore Gesù, i nostri bambini, i ragazzi e i giovani, possano vivere in famiglie che li accompagnano nella via della fede e dell’amore fedele. Sostieni i fidanzati nella decisione di formare una famiglia benedetta dal sacramento del Matrimonio,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore Gesù, guarda i drammi e le speranze del mondo: conduci i governanti alla pace, sostieni le persone e le famiglie dilaniate dalla guerra e quanti soffrono per malattie, infermità, povertà,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

Conclusione del celebrante

Dio nostro Padre, accogli la nostra preghiera, sostienici con la tua grazia nell’operare il bene e nell’annuncio della salvezza. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli Amen

PER UNA VITA PIU’ UMANA

Gesù spalanca un nuovo modo di vivere, vero, umano, pacifico. Non tanto con una nuova legge, ma per un cuore nuovo. Occorre sostare sulle queste parole, perché conformino la nostra mentalità, le nostre scelte, le nostre azioni. Paragoniamole con quello che vediamo attorno a noi: vediamo la differenza ma nello stesso tempo potremo scoprire chi già vive così. Tutti siamo alla ricerca del buon vivere, e della felicità: domandiamo la sua grazia affinché i comandamenti ‘ci custodiscano’ ogni giorno, con vera sapienza.

 

 

 

Vangelo secondo Marco 7,31-37

In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

LA NUOVA CREAZIONE

Guardiamo uno ad uno i gesti di Gesù che guarisce il sordomuto: la discrezione del prenderlo in disparte, le dita negli orecchi e la saliva sulla lingua, gli occhi al cielo, il sospiro e la parola che ancora risuona nel cuore dell’evangelista e della Chiesa: «Effatà». E’ la mano di Dio Creatore che si protende verso l’uomo nel dipinto di Michelangelo nella Cappella Sistina. Non possiamo tacere i gesti di questa nuova creazione che si ripercuotono nei sacramenti della Chiesa e nella carità cristiana.

Vangelo secondo Marco 7,24-30

In quel tempo, Gesù andò nella regione di Tiro. Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto.
Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi. Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia.
Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia. Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli». Allora le disse: «Per questa tua parola, va’: il demonio è uscito da tua figlia».
Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato.

IN TERRA STRANIERA

Non sappiamo perché Gesù va in terra straniera. La missione iniziale doveva limitarsi al suo popolo. Ma la vita ci supera, e Gesù allarga il territorio della sua missione, per arrivare poi ai confini del mondo. Il dialogo con la donna straniera è squisito. Gesù la sfida con l’immagine del pane dato ai figli, e la donna desiderosa della guarigione della figlia, gli replica con scaltrezza. Dio non ci vuole pavidi e rassegnati, ma vigili e appassionati per tutto quanto ci sta a cuore.

Vangelo secondo Marco 7,14-23

In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro».
Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?». Così rendeva puri tutti gli alimenti.
E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».

IL CUORE DELLA PERSONA

Il cuore al centro, all’origine del bene e del male che nella vita si compie. Non sono i cibi da dover qualificare come cattivi; Gesù non proibisce di mangiare alcun tipo di cibo, liberando così la natura creata da ogni qualificazione negativa. Invece, è dal cuore che sorge ogni sorta di male che contamina la persona e sporca il mondo. Per questo, non ci resta se non chiedere - insieme con il profeta Ezechiele, con Maria e i santi - un ‘cuore nuovo e uno spirito nuovo”.

Vangelo secondo Marco 7,1-13

In quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate - i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, stoviglie, di oggetti di rame e di letti -, quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?».
Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
"Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini".
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini».
E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: "Onora tuo padre e tua madre", e: "Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte". Voi invece dite: "Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio", non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».

L’OFFERTA DELLA VITA

Una religione ridotta a pratiche esteriori è la tentazione di chi pensa di salvarsi da solo. Quando Gesù richiama all’amore di Dio, praticato come amore del prossimo, allora si grida allo scandalo verso chi non è fedele alle prescrizioni. Gesù si impone con parole decise e soprattutto con la pratica della sua vita. Egli è tutto proteso a compiere la volontà del Padre donando se stesso per i fratelli. Nell’offerta del suo sacrificio l’amore trinitario si riversa sulla terra.

 

 

Vangelo secondo Marco 6,53-56

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono.
Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse.
E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati.

UNA SALVEZZA PIU’ GRANDE

Nel Vangelo di Marco, Gesù viene circondato continuamente dalla folla. La sua fama corre di bocca in bocca e muove le persone che gli portano i malati e desiderano toccare almeno il suo mantello. Così grande è il bisogno di salvezza. Così grande è la potenza di Gesù salvatore. Poi Gesù si allontana e va altrove. Ma l’incontro con Lui rimane nella vita e si apre alla speranza più grande, quella della salvezza che Gesù compie con la sua risurrezione e la nostra.

Vangelo secondo Marco 6,30-34

In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare.
Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città accorsero là a piedi e li precedettero.
Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore che non hanno pastore, e si mise a insegnare loro molte cose.

IN DISPARTE

Com’è delicato, affettuoso, premuroso l’invito di Gesù agli apostoli che ritornano dalla missione, stanchi e forse pieni di sé per il buon risultato: in disparte, loro soli, in un luogo deserto. E’ quello che Gesù stesso fa, in dialogo con il Padre. Non una fuga, ma la via per ritrovare se stessi. Come suggerisce Ildegarda di Bingen, il silenzio apre uno spazio di ascolto profondo, di ripresa della vita e della missione a partire dalla sorgente di Colui che ti crea e ti fa vivere.

 

Vangelo secondo Matteo 5,13-16

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

SALE E LUCE

Una vita che abbia senso e sapore, doni chiarezza a noi per le scelte grandi e quotidiane, e sia luce per altri: non possiamo non desiderarla. Da dove viene? Non siamo noi la sorgente. E’ Gesù la luce del mondo, il senso di tutto, via, verità, vita. Come ci raggiunge? Gesù risorto vive nella Chiesa, nei sacramenti, nella parola, nella compagnia cristiana. Entra nella nostra vita e ci apre il cammino, e attraverso noi raggiunge il pezzo di mondo nel quale viviamo.

Vangelo di Marco, 6, 14-29

In quel tempo il re Erode sentì parlare di Gesù, perché il suo nome era diventato famoso. Si diceva: Giovanni il Battista è risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi". Altri invece dicevano: "È Elia". Altri ancora dicevano: "È un profeta, come uno dei profeti". Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: "Quel Giovanni che io ho fatto decapitare, è risorto!". Proprio Erode, infatti, aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l'aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: "Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello". Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell'ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell'esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: "Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò". E le giurò più volte: "Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno". Ella uscì e disse alla madre: "Che cosa devo chiedere?". Quella rispose: "La testa di Giovanni il Battista". E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: "Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista". Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto. E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

IL MARTIRIO E LA PRESENZA

Nel rimbalzare delle voci, Erode si informa chi sia realmente Gesù, rimanendo confuso dal chiacchiericcio che lo circonda. Gesù sfugge a ogni categoria, ed Erode subisce il ricatto della figlia di Erodiade, scoprendo il cuore malefico suo e dei cortigiani. L’uccisione di Giovanni Battista apre la strada al sacrificio di Gesù. Mentre i potenti e gli usurpatori usano violenza verso profeti e messaggeri di Dio, i discepoli e gli amici ne accolgono e custodiscono la presenza che vive risorta e viene a raggiungere la nostra esistenza.

 

Vangelo secondo Marco 6,7-13

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche.
E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro».
Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

IN MISSIONE

Quanto dura l’addestramento degli apostoli che Gesù manda in missione? In cosa consiste? E’ bastato ai dodici stare insieme con Gesù, sentirlo parlare, vederlo agire e trattare con le persone, e già vengono inviati con il potere sugli spiriti impuri e il potere di guarire. Inviati a due a due, liberi da ogni cosa che non sia la missione. Anche San Francesco, che segue il Vangelo alla lettera, invia i suoi frati per le strade: “Annunciate il Vangelo, anche con le parole, se potete”.