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Vangelo secondo Giovanni 13,1-15

Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.
Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.
Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».
Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».

INVITO A CENA

Di solito è Gesù che viene invitato a cena o che si autoinvita. Il Giovedì Santo, è Gesù che invita alla sua Ultima Cena i ‘suoi che erano nel mondo’, amandoli fino alla fine. Ha da donarci il suo corpo e il suo sangue, in un segno che diventa memoria di Lui per tutti i secoli: pane e vino. In questo Giovedì Santo, in cui non possiamo ricevere sacramentalmente il suo Corpo e il suo Sangue, Gesù ci dona la sua vita, e apre il nostro cuore all’amore e al servizio dei fratelli: “Anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri”.

Vangelo secondo Matteo 26,14-25

In quel tempo, uno dei Dodici, chiamato Giuda Iscariòta, andò dai capi dei sacerdoti e disse: «Quanto volete darmi perché io ve lo consegni?». E quelli gli fissarono trenta monete d’argento. Da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù.
Il primo giorno degli Ázzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che prepariamo per te, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Ed egli rispose: «Andate in città da un tale e ditegli: “Il Maestro dice: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”». I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
Venuta la sera, si mise a tavola con i Dodici. Mentre mangiavano, disse: «In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?». Ed egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, è quello che mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come sta scritto di lui; ma guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito! Meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!». Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto».

PREPARARE LA PASQUA

Giuda trova un suo modo di preparare la Pasqua: tradire Gesù. Gli altri discepoli si premurano di trovare un posto dignitoso per il banchetto pasquale; non sanno cosa realmente li aspetta. Gesù è perfettamente consapevole di tutto. E noi, quale livello di consapevolezza abbiamo di questa Pasqua? Possiamo vivere le difficoltà, la carità e soprattutto la preghiera di questi giorni, unendo mente e cuore alla passione del Signore Gesù: lo pensiamo intensamente e offriamo a Lui tutta la giornata.

Giovedì 9 Aprile 2020, Giovedì Santo

Messa vespertina nella Cena del Signore

Introduzione del celebrante

Gesù ci accoglie alla Cena Pasquale, ci chiama amici e si mette a servirci. Ci rivolgiamo a Lui con umiltà e fiducia.

  1. Signore Gesù, questo è un grande giorno per te e per tutti noi: tu lavi i piedi ai discepoli e consegni il tuo corpo e il tuo sangue; donaci di partecipare con il cuore e il desiderio al dono di te stesso nell’Eucaristia,

Noi ti preghiamo: SANTIFICA IL TUO POPOLO SIGNORE

  1. Signore Gesù Ti ringraziamo per tutti i sacerdoti che nella Messa celebrano il mistero del tuo corpo donato e tuo sangue versato. Rendili santi e santificatori,

Noi ti preghiamo: SANTIFICA IL TUO POPOLO SIGNORE

  1. Signore Gesù, nell’ultima cena hai pregato per l’unità dei tuoi discepoli; raduna il tuo popolo nella Chiesa; rendici testimoni di speranza e di pace per il bene di tutti gli uomini,

Noi ti preghiamo: SANTIFICA IL TUO POPOLO SIGNORE

  1. Signore Gesù sostieni tutti coloro che partecipano alla tua passione attraverso la sofferenza e la malattia, attraverso la dedizione e la carità. Consola il nostro dolore e sostieni la nostra speranza,

Noi ti preghiamo: SANTIFICA IL TUO POPOLO SIGNORE

Conclusione del celebrante

Padre Santo, in questa sera, uniti al Papa, ai nostri vescovi e ai nostri sacerdoti, partecipiamo all’inizio della tua passione e presentiamo a te il bisogno dell’umanità intera.  Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Uno spunto

Oggi è il vero ‘giorno della memoria’: un avvenimento del passato diventa presente. ‘Fate questo in memoria di me’. Gesù si rende presente tra noi nel segno dell’Eucaristia. Oggi è il giorno del sacerdozio. Gesù accoglie nella sua passione tutta la sofferenza e tutta la carità del mondo. Uniamoci a Lui, con amore, con desiderio e domanda.

Domenica 12 Aprile 2020, Domenica di Pasqua, Risurrezione del Signore, Solennità con Ottava (bianco)

VEGLIA PASQUALE 

Introduzione del celebrante

Noi, popolo cristiano, convocato nella grande Veglia Pasquale, partecipiamo dalle nostre case all’avvenimento più grande della storia. Con fiducia ci rivolgiamo a Cristo risorto, nostro Salvatore.

  1. Signore Gesù, in questa Veglia ci conduci attraverso i grandi avvenimenti della storia della salvezza. Dona a noi e al mondo di partecipare a questo grande cammino di liberazione,                                                                                                           Noi ti preghiamo: SIGNORE RISORTO, SALVACI
  2. Signore Gesù, che nei sacramenti del Battesimo e dell’Eucaristia rinnovi il cuore dei cristiani, ti affidiamo la tua Chiesa; insieme con il Papa, i vescovi, i sacerdoti, tutti i fedeli cristiani siano testimoni di una vita nuova,                                                       Noi ti preghiamo: SIGNORE RISORTO, SALVACI
  3. Signore Gesù, la grazia dell’incontro con te possa raggiungere tutti gli uomini della terra, perché possano sperimentare la novità cristiana nella fede, speranza, carità,                                                                                                                         Noi ti preghiamo: SIGNORE RISORTO, SALVACI
  4. Signore Gesù, ti domandiamo il dono pasquale dell’unità e della pace per tutti i popoli della terra; ti affidiamo quanti sono oppressi dalla malattia, dalle privazioni, dalla guerra, dalla disperazione,                                                                           Noi ti preghiamo: SIGNORE RISORTO, SALVACI

Conclusione del celebrante

Uniamo a queste preghiere la nostre personali intenzioni affidando a Lui tutte le nostre intenzioni. Dio Padre ci renda partecipi della vita del Suo Figlio Gesù risorto dai morti, che vive e regna nei secoli dei secoli.

Domenica 12 Aprile 2020, Domenica di PASQUA, Risurrezione del Signore, Solennità con Ottava (bianco)

Messa del giorno 

Introduzione del celebrante

Ci rivolgiamo con gioia e speranza al Signore risorto, che ci convoca in questa Eucaristia nel giorno della sua Pasqua.  Presentiamo con fiducia le nostre domande.

  1. In questa celebrazione della Santa Pasqua domandiamo al Signore risorto il cuore e gli occhi delle donne e dei discepoli, per poterlo riconoscere vivo dopo la sua Passione,                                                                                                                         Noi ti preghiamo: SIGNORE GESU’ RISORTO, ASCOLTACI
  2. Affidiamo a Gesù la Chiesa, nata dalla sua risurrezione, insieme con tutti i nostri pastori e fratelli di fede. Domandiamo la grazia di poter testimoniare al mondo la gioia e la speranza di una vita risorta,                                                                 Noi ti preghiamo: SIGNORE GESU’ RISORTO, ASCOLTACI
  3. Affidiamo al Signore risorto, Dio della vita e della pace, tutti coloro che sono colpiti dalla pandemia, insieme con le persone che lavorano al loro servizio. Domandiamo pace e consolazione per tutte le famiglie,                                                  Noi ti preghiamo: SIGNORE GESU’ RISORTO, ASCOLTACI
  4. Signore Gesù, Figlio di Dio, che hai condiviso la nostra vita fino alla morte in croce e fino alla risurrezione, liberaci dalla morsa del male e rendici lieti di partecipare alla gioia delle risurrezione,                                                                             Noi ti preghiamo: SIGNORE GESU’ RISORTO, ASCOLTACI

Conclusione del celebrante

Presentiamo questa preghiera al Padre, che nella potenza dello Spirito Santo ha risuscitato dai morti il Figlio Gesù.  Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Uno sguardo

Un fatto nuovo dentro il nostro vecchio mondo: un uomo ha vinto la morte e vive per sempre. Egli è vivo tra noi e la grazia della sua presenza supera ogni fatica e ogni sofferenza, apre alla dedizione e al servizio, dona speranza e libertà. La presenza del Signore risorto ci sostenga all’aprirsi di ogni giornata, nello sguardo verso la realtà e verso le persone, in una nuova speranza e carità.

Vangelo secondo Giovanni 13,21-33.36-38

In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».
I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui.
Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.
Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire».
Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte».

OLTRE IL TRADIMENTO

Nell’ultima cena, le parole di Gesù creano un fremito tra i discepoli, che si guardano tra loro. Chi sarà il traditore? Pietro dà un’occhiata a Giovanni e Giovanni si piega sul petto di Gesù. Giuda allunga la mano, ma non guarda Gesù; subito esce. La potenza di Satana pervade il suo cuore e il tradimento è consumato. Subito Gesù intravede il punto finale: la sua glorificazione. Per quale strada i discepoli potranno seguirlo? Fino a che punto? La debolezza sarà vinta dalla misericordia.

Esperienza di amore

Non si può dire in prosa la poesia: sarebbe come denudare un albero. La poesia va letta e cantata, con l’onda delle parole e il rimbalzo delle cose che evoca. La poesia dice e rivela, e nello stesso tempo nasconde e rimanda. Lo si percepisce in modo più esplicito quando la poesia si riferisce all’esperienza dell’amore (ma non nasce da simile esperienza ogni poesia?). Allora l’evocazione dei sentimenti e la descrizione degli atteggiamenti non si chiudono nel cerchio delle cose definite, ma si apre a un’altra vastità, fino a spalancarsi all’infinito. L’ultimo verso di questa raccolta, pubblicata già nel 1933, annuncia: ‘…l’amore inventa il suo infinito’. E’ quasi un rimando al biblico Cantico dei Cantici, recentemente evocato da Benigni pur nell’equivoco di un amore ‘pluralista’. Qui invece, di un uomo e di una donna si tratta. Non della donna che cerca l’uomo – come nel Cantico – ma di un uomo che percepisce vicina la donna e nello stesso tempo la avverte inafferrabile e sfuggente. Pedro Salinas, nato a Madrid nel 1891, morto a Boston nel 1951, che ha avuto un’intensa vita di insegnante in varie università e di traduttore, esprime in questo ‘poema’ l’esperienza dell’amore come un avvenimento che accade e ti possiede, eppure non può essere posseduto e non ti basta. Come nei versi richiamati in copertina: “Al di là di te ti cerco. / Non nel tuo specchio / e nella tua scrittura, /nella tua anima nemmeno. / Di là, più oltre”.
Pedro Salinas, La voce a te dovuta, poema Giulio Einaudi Editore Torino 2019 pp 234 € 16,00
Angelo Busetto

Ringrazia con me il Signore Gesù: 56 anni fa diventavo sacerdote.

Vangelo secondo Giovanni 12,1-11

Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Làzzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui fecero per lui una cena: Marta serviva e Làzzaro era uno dei commensali.
Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo.
Allora Giuda Iscariòta, uno dei suoi discepoli, che stava per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto questo profumo per trecento denari e non si sono dati ai poveri?». Disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro.
Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché ella lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me».
Intanto una grande folla di Giudei venne a sapere che egli si trovava là e accorse, non solo per Gesù, ma anche per vedere Làzzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I capi dei sacerdoti allora decisero di uccidere anche Làzzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

GESTO D’AMORE DI UNA DONNA

Amare Gesù con pienezza e abbandono, fino a spendere per Lui le ricchezze e la stessa vita: il gesto di Maria di Betania esprime questo amore e questa dedizione a Gesù, diventa un simbolo della tenerezza che le donne vorranno usare con Lui nel sepolcro, e nello stesso tempo anticipa la fragranza della risurrezione.
Attorno a Gesù, Giuda e altri che non lo amano, si nascondono dietro l’alibi della dedizione ai poveri. Ma proprio dall’amore a Gesù nasce la vera dedizione al prossimo.

Domenica 5 Aprile 2020, delle PALME e della Passione del Signore (rosso)
XXXV Giornata Mondiale della Gioventù - (celebrazione nelle diocesi)

Introduzione del celebrante
Accompagnati dalla liturgia della Chiesa entriamo con Gesù a Gerusalemme, partecipando nelle nostre case e con le nostre famiglie agli avvenimenti della Pasqua, nella Passione, Morte, Risurrezione. Insieme con il Signore Gesù partecipiamo al dramma di tanti nostri fratelli che condividono la Sua Passione.

1. Mentre guardiamo e accompagniamo il Signore Gesù nei giorni della sua passione, gli affidiamo coloro che lo seguono nella fede cristiana, quanti lo cercano con cuore sincero e quanti sono smarriti e incerti,
Preghiamo insieme:
PER LA TUA PASSIONE, SALVACI SIGNORE

2. Affidiamo al Signore Gesù il Papa, i Vescovi, i sacerdoti, e tutti coloro che accompagnano il popolo cristiano a vivere il mistero della Pasqua nella difficile situazione che stiamo vivendo,
Preghiamo insieme:
PER LA TUA PASSIONE, SALVACI SIGNORE

3. Poniamo davanti al Crocifisso tutti coloro che nel mondo condividono la sua passione: i malati insieme con le loro famiglie, i poveri, gli abbandonati, gli esiliati e tutti i perseguitati: possano sperimentare liberazione e pace,
Preghiamo insieme:
PER LA TUA PASSIONE, SALVACI SIGNORE

4. Ci affidiamo con speranza al Signore crocifisso e risorto, per ritornare a vivere insieme con libertà e gioia la fede cristiana, la fraternità e la carità. Il Signore sostenga la dedizione di chi lavora per la salute dei fratelli,
Preghiamo insieme:
PER LA TUA PASSIONE, SALVACI SIGNORE

Conclusione del celebrante
In unione al Signore Gesù Crocifisso e risorto affidiamo a Dio Padre queste invocazioni e la nostra personale preghiera La grazia della sua Passione riversi sulla Chiesa e sul mondo il dono della salute e della riconciliazione. Per Cristo nostro Signore.

Spunto della festa
Il racconto della Passione del Signore ci accompagna nei giorni di prova che stiamo soffrendo. Di giorno in giorno poniamo i nostri piedi sui passi del Signore e immedesimiamoci con Lui: Ultima Cena di Giovedì Santo, Passione-Morte del Venerdì Santo e Veglia pasquale del Sabato Santo. Il Signore ha camminato dentro la nostra vita salvandola. Viviamo con fede, speranza e carità i giorni di Passione che conducono alla Pasqua del Signore e nostra.

Vangelo secondo Matteo 21,1-11

Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: “Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma”».
I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!».
Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea».

LA VIA DI GESU’

Come desideriamo che Gesù entri nella nostra Gerusalemme, nella nostra città, nella nostra chiesa, nella nostra casa. Accoglierlo e fargli festa, con gli amici, i bambini, spalancando il cuore perché Egli entri nella nostra vita e in quella di ogni uomo.
Entrando a Gerusalemme, Gesù non si ferma alla festa, ma inizia la passione, porta la sua croce, costruita con tutte le croci del mondo, muore e viene sepolto. Egli condivide la passione di ogni uomo. La sua strada procede oltre e si spalanca sul panorama della risurrezione. Seguiamo Gesù.

Vangelo secondo Giovanni 11,45-56

In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.
Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione».
Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo.
Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli.
Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».

I PASSI DEL DRAMMA

Si stringe il cerchio attorno a Gesù. La risurrezione di Lazzaro, che suscita la fede di molti Giudei, provoca in altri una decisione di morte. Non c’è limite alla cattiveria del pregiudizio e del potere. “Meglio che uno solo muoia per tutti”: le parole di Caifa vengono lette dall’evangelista Giovanni come una profezia. Gesù è morto per tutti, per te, per me, per chi vive e chi muore, per chi dona la vita e chi la trattiene per sé. Volgiamo lo sguardo a Gesù.

Vangelo secondo Giovanni 10,31-42

In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».
Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.

IL BIVIO DELLA FEDE

Si svolge un lungo, laborioso contrasto tra Gesù e i Giudei, che lo voglio addirittura lapidare come bestemmiatore. Gesù si innalza al livello di Dio, dichiarandosi suo Figlio in un modo diverso da tutti gli altri ‘figli’. Non lo dice solo a parole, ma con l’attestazione delle opere che compie nel nome e con la potenza del Padre. Dei suoi interlocutori, alcuni cercano di catturarlo, altri ‘credettero in lui’: un bivio che abbiamo davanti anche noi. Domandiamo un cuore di fede.