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Vangelo secondo Marco 2,1-12

Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua». Quello si alzò e subito presa la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

QUALE GUARIGIONE?

I quattro amici che fanno arrivare il paralitico con la sua barella fin sotto gli occhi di Gesù calandolo dal tetto, non sanno quanto bene stanno per procurargli. Il paralitico avrà non solo le gambe raddrizzate, ma il cuore risanato, il perdono donato. Questa liberazione è ciò di cui la persona ha veramente bisogno per vivere, ed è preludio e promessa di quella salvezza totale – anima e corpo – che Gesù promette ed opera.

Domenica 19 gennaio 2020, II del Tempo Ordinario

Introduzione del celebrante:
Gesù si manifesta a noi e al mondo attraverso l’annuncio del Battista. A Gesù, Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo, ci rivolgiamo con fiducia.

Ripetiamo insieme: SALVACI, SIGNORE GESU’

1. Ci affidiamo a te, Signore Gesù, annunciato e mostrato da Giovanni Battista, e ti riconosciamo come Figlio di Dio e Salvatore,
Noi ti preghiamo: SALVACI, SIGNORE GESU’

2. Signore Gesù, la tua azione di salvezza raggiunga le persone deboli e indifese, coloro che sono lavoro, senza casa e senza patria. Rendici tuoi collaboratori, con cuore aperto e mani fraterne,
Noi ti preghiamo: SALVACI, SIGNORE GESU’

3. Nella settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, preghiamo insieme con coloro che credono in Cristo e con coloro che invocano Dio, per collaborare nel costruire un mondo di verità, di giustizia e pace,
Noi ti preghiamo: SALVACI, SIGNORE GESU

4. Signore Gesù, con la grazia dello Spirito Santo sostieni la nostra comunità e la nostra città; le istituzioni e le famiglie siano luoghi di educazione alla fede e alla carità,
Noi ti preghiamo: SALVACI, SIGNORE GESU’

Conclusione del celebrante:
Affidiamo a Dio, Padre di tutti, la nostra preghiera fiduciosa e incessante. La sua grazia ci sostenga nel cammino della vita. Per Cristo nostro Signore.

Spunto della Domenica
BATTESIMO DI VITA

Il Vangelo di questa domenica è la controfaccia di quello della festa del Battesimo del Signore, domenica scorsa. In modo ancora più esplicito, il Battista riconosce in Gesù il ‘Figlio di Dio’. Egli è colui che ‘è avanti’ rispetto al Battista: conduce a compimento la storia della salvezza; è colui che ‘era prima’, fin dal principio, dall’eternità. Su Gesù scende e rimane lo Spirito di Dio che ha creato il mondo e lo rinnova, rigenerandolo a vita nuova ‘nell’acqua e nello Spirito’. Da questo permanente battesimo ricominciamo a vivere ogni giorno.

Vangelo secondo Marco 1,40-45

In quel tempo, Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

VENIVANO DA OGNI PARTE

Gesù, che percorre paesi e contrade per incontrare persone e folle, si vede sommerso da gente che viene ‘da ogni parte’. Il richiamo delle sue azioni è così vasto, e il bisogno di incontrarlo come salvatore così intenso, da spingere Gesù a ritirarsi in luoghi deserti. Non una fuga, ma una presa di distanza per non favorire gli equivoci circa la sua identità e missione. Egli viene a salvare, ma la sua opera non si esaurisce nella guarigione di lebbrosi e malati.

 

Vangelo secondo Marco 1,29-39

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

GESU’ IN AZIONE

Il Vangelo di Marco ci conduce a seguire giorno per giorno i passi di Gesù, rendendo viva e concreta la nostra condizione di discepoli: sinagoga, ‘casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni’, suocera, folla di malati, preghiera mattutina, missione aperta. Gesù percorre tutta la nostra umanità, incontra le persone, smuove la vita, salva. Il Vangelo di Marco è tutta azione. Gesù parla, si comunica e salva non con le parole, ma con la sua stessa vita.

Viene da un autore proveniente dall’Africa profonda – Makombo, Goma, in Congo – questo limpido testo sui primi due sacramenti dell’iniziazione cristiana, il Battesimo e la Cresima. Un discorso lineare, condotto sui testi biblici del Nuovo Testamento, sui Padri della Chiesa, sul magistero e sui teologi dei vari secoli, per dire che cosa sono questi due sacramenti, quale origine e quale sviluppo hanno avuto. E’ evidente che nei primi secoli i due sacramenti venivano celebrati nello stesso rito, esprimendo la partecipazione alla morte e risurrezione di Cristo e al dono dello Spirito Santo e la relazione con la Santa Trinità. Motivi prevalentemente pastorali hanno indotto una distinzione e separazione dei due momenti, che sottolineano l’uno la nuova nascita, l’altro la missione originata dallo Spirito. La nascita si rapporta evidentemente a tutta la persona e alla sua crescita e richiama la comunione di vita degli apostoli con il Signore Gesù. La missione fa riferimento in modo particolare al dono dello Spirito nella Pentecoste. Si evidenzia così che i doni del Signore si rapportano allo sviluppo e alle tappe progressive della vita del cristiano, il quale si rende partecipe della vita della Chiesa e della storia del mondo secondo la sua specifica vocazione. ‘Così il Battesimo è stato concepito come il sacramento della fede e la Cresima come il sacramento della missione e della testimonianza’. Dopo avere dettagliatamente e ordinatamente presentato i singoli due sacramenti, l’autore dedica una terza parte del suo lavoro al ‘rinnovamento della teologia del Battesimo e della Cresima’, tirandone le conseguenze per la crescita nella fede, per la formazione cristiana e per la missione. Sia per l’esposizione dottrinale, sia per le osservazioni conclusive, il testo si presenta come base per tutte le conseguenze di tipo pastorale, catechistico, educativo.

Innocent Hakizimana Ndimubanzi, Teologia del Battesimo e della Cresima

Edizioni OCD> Sussidi, Via Vitellia,14, Roma 2018 pp 210 € 14,00

Vangelo secondo Marco 1,21-28

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava. Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

L’AUTORITA’ DI GESU’

L’autorità di Gesù si esprime con l’evidenza, la chiarezza, la determinazione della sua parola. Gesù non è un ripetitore; egli cava dal profondo del suo essere la parola di verità e di vita, che va a toccare e muovere il cuore delle persone. La sua parola è talmente autorevole che diventa efficace fino al punto da sconcertare e poi sbaragliare lo spirito impuro che possiede un uomo. Gesù tocca la nostra libertà e la sospinge a riconoscerlo e a seguirlo: è la grazia della fede.

Vangelo secondo Marco, 1,14-20

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

UNA NUOVA PESCA

Nei giorni feriali del tempo ordinario dell’anno liturgico, ci accompagna la lettura pressoché continua del Vangelo di Marco. Si riparte dall’inizio della missione, dopo l’arresto di Giovanni. Subito Gesù, che annuncia la venuta del Regno di Dio, chiama a seguirlo quattro pescatori nel bel mezzo del loro lavoro. Gesù apre la vita a un altro mare e spalanca la missione di un’altra pesca. L’intensità e la dedizione dei chiamati dovrà essere la stessa degli uomini che vanno a pescare. Un paragone da tenere vivo.

 

Vangelo secondo Matteo 3,13-17

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui.
Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare.
Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

INVIATO IN MISSIONE

Il Battesimo di Gesù al Giordano è fatto di due momenti. Nel primo, Gesù compie la ‘giustizia di Dio’ assumendo su di sé il peccato dell’umanità, come l’aveva segnalato il Battista indicando in Lui l‘Agnello di Dio che toglie i peccati’. Nel secondo momento Gesù viene mostrato a tutti come Figlio amato dal Padre, riempito di Spirito Santo. Egli è inviato a mostrare agli uomini il volto e il cuore di Dio e ad attuare la sua azione di salvezza. Ora comincia realmente per Gesù la grande avventura missionaria, che non ha fine.

Vangelo secondo Luca 5,12-16

Un giorno, mentre Gesù si trovava in una città, ecco, un uomo coperto di lebbra lo vide e gli si gettò dinanzi, pregandolo: «Signore, se vuoi, puoi purificarmi». Gesù tese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii purificato!».                              E immediatamente la lebbra scomparve da lui. Gli ordinò di non dirlo a nessuno: «Va’ invece a mostrarti al sacerdote e fa’ l’offerta per la tua purificazione, come Mosè ha prescritto, a testimonianza per loro». Di lui si parlava sempre di più, e folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro malattie. Ma egli si ritirava in luoghi deserti a pregare.

GESU’ SALVA

Gesù salva il lebbroso. Gli ordina di non dirlo a nessuno, ma intanto lo invita a presentarsi al sacerdote e ad adempiere le pratiche che lo dichiarano guarito. Il fatto diventa necessariamente pubblico, tanto da richiamare le folle attorno a Gesù. Gesù dunque parla con i fatti e con i fatti manifesta la sua identità di Salvatore. In che cosa abbiamo bisogno di essere salvati? Con quale tipo di guarigione Cristo potrà manifestarsi a noi? Salvandoci dalla lebbra del cuore: solitudine, egoismo, odio, cattiveria…