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Vangelo secondo Matteo 25,1-13

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono.
A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”.
Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora».

LA SCOPERTA DELLA VERITA’ CROCIFISSA

Per Edith Stein l’attesa dello sposo divenne fremente e riflessiva. Non le è bastata la fede ebrea della famiglia, né la riflessione filosofica sulle orme di grandi filosofi del ‘900. La luce dello Sposo Gesù brillò davanti ai suoi occhi e nel suo cuore attraverso la scoperta di Santa Teresa d’Avila. Con lei entrò nella croce del Signore Gesù non solo attraverso l’attrazione e l’approfondimento della fede, ma attraverso la condivisione del martirio del suo popolo, nel campo di sterminio di Auchswitz.

Domenica 14 agosto 2020 - XX DEL TEMPO ORDINARIO, Anno C

Introduzione del celebrante

Nel Vangelo il Signore Gesù risveglia il desiderio del nostro cuore. Domandiamo che la sua grazia ci accompagni nel nostro impegno quotidiano, per il bene nostro e di tutti.

  1. Signore, tu sei venuto a portare il fuoco sulla terra. Risveglia il nostro interesse e la nostra passione per la vita della Chiesa e il bene del mondo, come è accaduto a Geremia e a tanti testimoni del Vangelo,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore, guida il nostro cammino con la sapienza di maestri e la compagnia di fratelli. Sostieni il ministero del Papa, dei vescovi, dei sacerdoti,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore, donaci la grazia di sperimentare la tua Provvidenza e la tua misericordia; converti i cuori e le decisioni degli uomini. Ti affidiamo le nazioni e le persone sconvolte dalla guerra e dalla violenza,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore concedici la grazia di fare memoria di te ogni giorno nella preghiera e nella carità. Ti affidiamo le famiglie e i ragazzi, sotto lo sguardo di Maria Assunta,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

Conclusione del celebrante

Siamo tuo popolo o Signore, guarda la nostra umanità che si rivolge a te con l’intercessione della Madonna Assunta in cielo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

RISVEGLIO E PASSIONE

Il cuore di Gesù brucia di amore verso il Padre, e di passione per il destino dell’umanità e di ciascuna persona. Questo è il ‘fuoco’ che Gesù vuole comunicarci. Vivere intensamente la vita, accogliendo con fortezza e dedizione le condizioni del vivere quotidiano, godendo dei beni e collaborando al bene di tutti. Possiamo avere davanti agli occhi tante persone, del passato e del presente, che ci testimoniano un sano impegno di vita: i santi del passato e del presente. Tante opere di bene, tanta dedizione, tanta passione, che ogni giorno risveglia e rinnova il mondo.

Vangelo secondo Matteo 17,22-27

In quel tempo, mentre si trovavano insieme in Galilea, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà». Ed essi furono molto rattristati.
Quando furono giunti a Cafàrnao, quelli che riscuotevano la tassa per il tempio si avvicinarono a Pietro e gli dissero: «Il vostro maestro non paga la tassa?». Rispose: «Sì».
Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: «Che cosa ti pare, Simone? I re della terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli estranei?». Rispose: «Dagli estranei».
E Gesù replicò: «Quindi i figli sono liberi. Ma, per evitare di scandalizzarli, va’ al mare, getta l’amo e prendi il primo pesce che viene su, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d’argento. Prendila e consegnala loro per me e per te».

UN PERCORSO INTERO

E’ entrato nella nostra vita fino a sottomettersi all’ingiustizia e alla violenza degli uomini, raggiungendoci nel nostro abisso di male. E’ entrato nella banalità dei poteri umani, sottoponendosi a tasse e tributi. L’esperienza umana del Figlio di Dio è una cosa seria, un percorso pieno e intero. Si è caricato dei nostri pesi e dei nostri peccati, inseguendoci fino all’ultimo confine, per condurci alla vita della risurrezione, alla speranza del futuro, alla carità di una vita buona.

 

Vangelo secondo Luca 12,32-48

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.
Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!
Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

UNA STORIA, UN COMPITO

Siamo partecipi di una grande storia, una storia buona, come ci suggeriscono le prime due letture che richiamano le vicende dell’antico popolo di Israele. Questa storia prosegue nella nostra vita personale, nella Chiesa e nel mondo. Siamo responsabili non solo della nostra vita, ma anche del bene di tutti, dai più vicini ‘fino agli estremi confini della terra’. Domandiamo la grazia di parteciparvi con gioia, intelligenza e intraprendenza, collaborando con i fratelli di fede e con tutti gli uomini di buona volontà.

 

 

Vangelo secondo Luca 9,28-36

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sul monte a pregare.
Mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco, due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elìa, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo, che stava per compiersi a Gerusalemme.
Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno; ma, quando si svegliarono, videro la sua gloria e i due uomini che stavano con lui.
Mentre questi si separavano da lui, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui. Facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elìa». Egli non sapeva quello che diceva.
Mentre parlava così, venne una nube e li coprì con la sua ombra. All’entrare nella nube, ebbero paura. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!».
Appena la voce cessò, restò Gesù solo. Essi tacquero e in quei giorni non riferirono a nessuno ciò che avevano visto.

IL SUO E NOSTRO TABOR

Gesù ci prende e ci porta sul monte. Accade quando andiamo in vacanza con una compagnia di amici che aprono il nostro sguardo al Mistero. Quando stiamo a casa per malattia, per una carità verso qualcuno che ha bisogno di noi, o dove e quando la nostra vocazione ci conduce. Il monte sul quale salire è Gesù stesso: si chiami Tabor, o Beatitudini o a tratti anche Calvario, la Sua presenza solleva la vita e la illumina, in attesa dell’ultima salita a Gerusalemme.

Vangelo secondo Matteo 16,24-28

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni.
In verità io vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno, prima di aver visto venire il Figlio dell’uomo con il suo regno».

GUADAGNARE LA VITA

E’ un cambiamento di vita, anzi un rinnovamento, una vita nuova, quello che propone Gesù. Una vita che non è l’esito di esercizi ascetici, ma nasce da uno sguardo che diventa attrattiva e sequela verso di Lui. Conquistati da un amore più grande ‘perdiamo la nostra vita’ e siamo rinnovati dalla Sua. Non dobbiamo nemmeno fare lo sforzo – prima di tutto – di rinunciare a ‘guadagnare il mondo intero’: non ci affascina e non ci basta. Guadagnando Cristo, abbiamo la vita.

Giovedì 4 agosto 2022 - San Giovanni Maria Vianney, Curato d’Ars, 1786-1859; Madonna dell’Apparizione, Pellestrina, diocesi di Chioggia

Vangelo secondo Matteo 16,13-23

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».

RICONOSCERE E SEGUIRE GESU'

Un momento decisivo del Vangelo: Gesù viene riconosciuto come Messia e Figlio di Dio. Occorrerà ancora un cammino per accogliere il suo passaggio pasquale di croce e risurrezione e per decidere di seguirlo sulla stessa strada. E’ la vita di fede nella compagnia della Chiesa. Con noi ci sono tanti fratelli e la Madre stessa del Signore, oggi venerata nell’isola di Pellestrina per la sua apparizione a un ragazzo quattordicenne, al quale consegna un messaggio di preghiera, di vittoria e di salvezza.

Vangelo secondo Matteo, 15,21-28

In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore, – disse la donna – eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.

IL GRIDO DELLA FEDE

Un episodio strano. Potrebbe essere che realmente Gesù si è lasciato vincere dalla fede della donna straniera. Potrebbe anche essere che Gesù abbia voluto mettere alla prova quella madre, sospingendola a una fede e a una domanda più audace. Certamente questo episodio mostra che Dio ci guarda come suoi figli, e si china sul nostro bisogno. Quando la fede in lui diventa domanda e si fa grido di invocazione, allora la nostra salvezza si compie.

Vangelo secondo Matteo 14,22-36

[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».
Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. E quanti lo toccarono furono guariti.

GESU’ IN MOVIMENTO

Nel racconto di Matteo, Gesù è il grande protagonista. Rimanda i discepoli all’altra riva, congeda la folla, sale sul monte a pregare; verso mattina raggiunge la barca dei discepoli camminando sull’acqua. Salva Pietro dalle acque e riceve la grande professione dei discepoli in barca. Giunti all’altra parte del lago, ancora folla e tante guarigioni. Tutto un piccolo mondo converge verso Gesù. Oggi è il nostro piccolo mondo, le nostre fatiche, problemi, difficoltà e tutto quanto abbiamo intorno. Ancora Gesù ci fa camminare sull’acqua.

Domenica 7 agosto 2022 - XIX DEL TEMPO ORDINARIO, Anno C

Introduzione del celebrante

Affidiamo la nostra preghiera al Signore, che conosce i nostri veri bisogni fin nella profondità del nostro cuore.

  1. Signore Gesù, la vita che ci doni fa parte della grande storia cristiana; rendici attenti al compito che ci affidi per il bene nostro e dei nostri fratelli,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore Gesù, Ti affidiamo Papa Francesco e tutti i nostri pastori e maestri; come Abramo e Mosè sostengano la fede e la speranza del popolo cristiano nel cammino verso la terra promessa,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore Gesù, dona ai capi delle nazioni saggezza e responsabilità per il bene delle persone e dell’intera umanità; aumenta in tutti i cristiani l’impegno per la presenza nella vita pubblica, ,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore Dio, Ti ringraziamo per la tua Provvidenza che ci accompagna di giorno in giorno. Insegnaci ad amare e rispettare i doni del creato, scoprendo la tua opera di Creatore e Padre,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

Conclusione del celebrante

Padre buono, la nostra preghiera sia accolta dalla tua misericordia e dalla tua grazia. Guarda con amore i tuoi figli convocati in questa Eucaristia. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Ame

UNA STORIA, UN COMPITO

Siamo partecipi di una grande storia, una storia buona, come ci suggeriscono le prime due letture che richiamano le vicende dell’antico popolo di Israele. Questa storia prosegue nella nostra vita personale e nella Chiesa, e nel mondo. Siamo responsabili non solo della nostra vita, ma anche del bene di tutti, a partire dai più vicini ‘fino agli estremi confini della terra’. Domandiamo la grazia di partecipare con gioia e vitalità a questa storia, collaborando con i nostri fratelli di fede e con tutti gli uomini di buona volontà.