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Vangelo secondo Giovanni 1,29-34

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

LA FEDE. UNA STRADA APERTA

Giovanni Battista non guarda più il futuro, ma indica colui che è presente e salva, Gesù, l’Agnello di Dio che ci libera dal male. Quanto sono importanti nella vita di noi tutti, coloro che indicano Gesù e instradano nella via della fede. Grazie ai genitori che non danno solo cibo, vestito e giochi, ma conducono i figli a Gesù, come ricordava domenica papa Leone alla celebrazione dei battesimi. Grazie agli insegnanti che non bloccano la via della fede, ma ne suscitano il desiderio. Guai a chi taglia la strada ai piccoli…

Vangelo secondo Marco 2,13-17

In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

LA CHIAMATA DEL PECCATORE

Abbiamo sotto gli occhi la chiamata di Levi-Matteo - raccontata da Marco oltre che dallo stesso Matteo e da Luca - nel dipinto di Caravaggio: la luce invade la stanza e illumina i personaggi, il braccio teso di Gesù, i volti sorpresi o distratti…. Gesù arriva e chiama. Matteo subito risponde. Come uno al quale viene donata una nuova vita, una vita vera, e si mette a far festa. Di quanti peccatori convertiti è fatta la Chiesa? Una conversione che prosegue nel cammino della vita…

“C’è vita nella nostra Chiesa? C’è spazio per ciò che nasce? Amiamo e annunciamo un Dio che rimette in cammino?». Queste parole di papa Leone ai cardinali riuniti in Concistoro prolungano il fascio di luce della stella dell’Epifania. Si dipana la sequenza dei giorni segnati dal mistero cristiano: Natale, Epifania, Battesimo di Gesù, e tutto il percorso dell’anno liturgico fino a Pasqua e oltre. Il Natale inserisce nello scorrere del tempo e nel cuore delle persone una radice diversa, una presenza nuova che vediamo fiorire appena vi porgiamo attenzione. Con sincerità disarmata papa Leone dice di sè: ‘Questi mesi, se non l’avessi vissuto prima, certamente ho avuto tantissime belle esperienze della vita della Chiesa’. Lui, all’incrocio dei drammi del mondo e con addosso un cumulo di responsabilità, parla di ‘tantissime belle esperienze’. Certamente si riferisce in particolare alle occasioni offerte dal Giubileo, con le comunità e i gruppi incontrati, con le persone guardate in faccia e accolte nel cuore. La fede cristiana si svela come principio di novità e bellezza in tutte le dimensioni della vita. Lo riscontriamo in modo più evidente là dove imperversano i mali della guerra e le persecuzioni verso i cristiani. Nel disastro di Gaza la gente mantiene un filo di speranza con il sostegno di sacerdoti e la guida del Cardinal Pizzaballa. Una stella continua a brillare nel Baby Hospital di Betlemme, dove avanza la costruzione del reparto di chirurgia, nonostante ritardi e inceppamenti: un segno di vitalità per i bambini che continuano a nascere e vengono accompagnati a crescere. In tanti luoghi del mondo in cui i cristiani sono perseguitati con attentati alle chiese e discriminazione nel lavoro e nella società, la condivisione della fede rinnova un reciproco sostegno tra famiglie e con i sacerdoti. Anche nella tragedia dei giovani morti e feriti nell’incendio in Svizzera la fede apre spiragli di consolazione, nella preghiera e nella carità; al funerale di Giovanni Tamburi a Bologna, pur nello strazio del dolore, nelle parole del papà, nessun cenno di rabbia o rancore: solo l’amore e la gratitudine per i 16 anni del figlio.

Da dove sorge questo fiato di vita, questo vento di speranza? Disgrazie che accadono, guerre che uccidono, forme politiche che disorientano, provocando un senso di smarrimento che ci prostra a terra. Urge la domanda: “Dov’è Dio, il nostro Dio?” La fede annuncia che il Figlio di Dio è venuto e viene nella nostra umanità, e prende su di sé il nostro dramma e il nostro dolore. Si fa strada per mezzo dell’annuncio cristiano che si pone vicino come un amico, nella carità che si china con pazienza accanto a chi soffre, nella speranza che apre l’orizzonte alla prospettiva dell’eternità e all’abbraccio dell’amore infinito di Dio. Insieme con il soccorso delle ambulanze, con la cura premurosa degli ospedali, con la vicinanza degli psicologi e il cordoglio dei rappresentanti della cosa pubblica, occorre che si apra il varco che fa intravvedere il Suo volto e accogliere la Sua mano: “Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi…”. In qualunque modo la fatica del vivere e i travagli della storia ci pesino addosso e ci travolgano, occorre la grazia di riconoscere questo Cristo presente attraverso i fatti e le persone che lo testimoniano come salvatore per il tempo presente e per il cielo futuro.

Nuova Scintilla di domenica 18 gennaio 2026

Vangelo secondo Marco 2,1-12

Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua».
Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

MUSICA DI SALVEZZA

Ci sono episodi del Vangelo che risuonano come una sequenza musicale. Questo brano si può paragonare a una ‘fuga’, con i quattro amici che aggirano la folla, salgono sul tetto, lo scoperchiano e calano la barella con l’amico ammalato ai piedi di Gesù. Segue il contrappunto tra Gesù e gli scribi, e il clamoroso finale del paralitico che si allontana dalla folla tutta meravigliata. Gesù fa buona la musica degli strumenti e del cuore, per condurre a salvezza.

Vangelo secondo Marco 1,40-45

In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito, la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

QUALE SALVEZZA

Gesù è venuto a salvare, non a fare propaganda. Nel primo tempo della sua missione, Gesù non vuole dare pubblicità alle sue azioni miracolose, per non venire equivocato. Egli non fornisce appena una salvezza temporanea, limitata a una qualche guarigione. Attraverso la sua morte e risurrezione che verranno in seguito, Egli ci mette a disposizione una salvezza piena e perfetta, introducendoci nella sua stessa vita. Questa salvezza è da accogliere e da annunciare al mondo.

 

Vangelo secondo Marco 1,29-39

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

IL SIGNORE E’ CON TE

Rileggere gli stessi Vangeli di anno in anno e a volte anche di mese in mese, è come trovarsi Gesù in casa, allo stesso modo in cui è capitato a Simone. E’ questa familiarità con Gesù che salva le nostre giornate, da valore a quello che facciamo e ci apre alla gioia dell’incontro con tutti. Questa è la novità di ogni giorno, questo l’augurio da scambiarci in ogni momento: il Signore sia con te, Il Signore è con te,

Introduzione del celebrante
Il Signore Gesù si presenta in questa Eucaristia per restare con noi nella vita della Chiesa e del mondo. Ci rivolgiamo a Lui con fiducia.

  1. Signore Gesù, ti ringraziamo per tutti coloro che ci indicano la tua presenza come Giovanni Battista: Papa, vescovo, sacerdoti, religiosi e tanti nostri fratelli e sorelle. Rendici tuoi testimoni nei luoghi della vita.

Preghiamo: ASCOLTACI SIGNORE

  1. Signore Gesù, all’inizio della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, ti affidiamo tutti coloro che credono in te: vivano fedelmente il Vangelo, aprendo il cuore e la vita ad ogni grido di dolore e ad ogni bisogno che incontrano,

Preghiamo; ASCOLTACI SIGNORE

  1. Signore Gesù, in questo nostro mondo attraversato da guerre e conflitti, orienta alla pace i pensieri e le decisioni dei governanti; rendici costruttori di fraternità e misericordia nelle nostre case, nel lavoro e nella vita di società,

Preghiamo: ASCOLTACI SIGNORE

  1. Signore Gesù aprici all’ascolto della tua parola in chiesa e nelle nostre case, perché la vita quotidiana sia illuminata dal giudizio cristiano e dalla compagnia dei fratelli nella fede.

Preghiamo: ASCOLTACI SIGNORE

Conclusione del celebrante
O Signore, ti presentiamo la nostra vita e la vita del mondo, confidando nella tua misericordia. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

LA FEDE. UNA STRADA APERTA

Giovanni Battista non guarda più il futuro, ma indica colui che è presente e salva, Gesù, l’Agnello di Dio che ci libera dal male. Quanto sono importanti nella vita di tutti, coloro che indicano Gesù e instradano nella via della fede. Grazie ai genitori che non danno solo cibo, vestito e giochi, ma conducono i figli a Gesù, come ricordava domenica papa Leone. Grazie agli insegnanti che non bloccano la via della fede, ma ne suscitano il desiderio. Guai a chi taglia la strada ai piccoli…

Vangelo secondo Marco 1,21-28

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava. Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

CONTRO IL MALIGNO

La parola di Gesù non è solo insegnamento, ma autorità che agisce, ponendosi come un reagente di fronte al male. Fin da subito - come racconta il Vangelo di Matteo che leggiamo di giorno in giorno – dopo la chiamata dei primi discepoli sulla riva del lago, Gesù entra in azione contro il male, che non è qualcosa di evanescente, ma si impersona nell’uomo indemoniato. Satana è più o meno chiaramente visibile in tutti i tempi. Gesù è il suo oppositore e distruttore.

Vangelo secondo Marco 1,14-20

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. Subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

GLI ANDIAMO DIETRO…

Termina il tempo natalizio e inizia il tempo liturgico ‘ordinario’ della vita della Chiesa. L’arresto di Giovanni Battista provoca una svolta in Gesù, che esce allo scoperto e dà inizio alla sua missione annunciando il regno di Dio e invitando a volgersi verso il Vangelo. Non è un grido al vento, ma subito una chiamata a seguirlo, ’andando dietro a lui’. Anche noi sentiamo nuovamente la chiamata di Gesù, volgiamo lo sguardo a lui e gli andiamo dietro…