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UN POPOLO LIBERATO

Trascorrere la Quaresima lasciandosi accompagnare dalla lettura di questo ‘romanzo di Mosè’ provoca un paragone tra le vicende narrate e quelle che tuttora stiamo vivendo. Casualmente ma non troppo, la lettura comincia il mercoledì delle Ceneri e termina il Sabato Santo, qualche ora prima dell’inizio della Veglia Pasquale. La memoria del passato si innesta nel presente e lo fermenta con una promessa di compimento. La schiavitù e la voglia di liberazione, l’entusiasmo per l’uscita dall’Egitto e il lungo travaglio del popolo ebreo, entrano in sintonia con l’altalena delle prescrizioni, delle limitazioni, delle piccole schiavitù a cui tutta l’umanità si trova sottoposta in questi ultimi mesi. La via che finalmente si apre all’ingresso nella terra promessa, segna la strada a tutti i cammini percorsi dall’umanità. Mosè è il protagonista, addestrato alle grandi prospettive dalla sua partecipazione alle vicende delle dinastie dell’antico Egitto. Ma il protagonista è soprattutto Dio. Si presenta in modo misterioso a Mosè e lo sospinge a interpellare il faraone insieme con il fratello Aronne, buon parlatore, per lasciare libero il suo popolo, destinato alla terra promessa. Laboriosamente e dolorosamente, il faraone insieme con il suo popolo si arrende e lascia partire gli ebrei. Inizia l’avventura del deserto, attraversata da delusioni, tradimenti, rivendicazioni, vendette. Il viaggio verso la terra promessa non finisce mai, incrocia nemici esterni e oppositori in mezzo al popolo. L’autore del romanzo dà vita a uomini e donne, a imprese piccole e grandi di smarrimento e di ripresa. Vengono descritte proteste e delusioni, guerre e guerriglie, fame e sete che conducono alla totale sparizione della generazione uscita dall’ Egitto. Sarà migliore la generazione che segue? Sarà migliore la nostra generazione? O la prossima? La storia di Dio misericordioso che si china sugli uomini e li protegge, continua. Lo sperimentiamo pure noi, già introdotti da Gesù risorto nel territorio della liberazione

Jan Dobraczynski, Deserto, il romanzo di Mosè, Morcelliana 2009.3 pp 398 € 24.00

 

DON GIUSSANI,                          IL PENSIERO E L’AZIONE

Un Convegno di studi sul ‘percorso teologico e l’apertura ecumenica’ di don Luigi Giussani: si è svolto non in Italia, ma in Svizzera, alla Facoltà teologica di Lugano, dall’11 al 13 dicembre 2017. Questo ampio volume ne riporta gli atti. Chi è addestrato a seguire gli scritti di don Giussani, riconosce qui il suo pensiero e la sua azione esposti con ordine e sistematicità, e ne ritrova radici e ampliamenti. Per altri, questo testo può costituire una scoperta ricca e sorprendente. Si parte dalla descrizione dell’ambiente formativo, quel ‘cattolicesimo ambrosiano’ che don Giussani ha respirato e professato in famiglia, e poi nei dieci anni di Seminario a Venegono, seguiti dagli anni di insegnamento della teologia e quindi da un rapporto dinamico con i vescovi e con tutto l’ambiente della vita cristiana milanese. Il punto di partenza del pensiero di don Giussani è la sua concezione dell’uomo, aperto all’infinito. Il suoi primi appunti sul ‘senso religioso’ vengono pubblicati in coincidenza con la lettera pastorale dell’arcivescovo Montini, poi Paolo VI, che ha lo stesso titolo. Il percorso di scoperta del pensiero di don Giussani rileva il rapporto con la tradizione della Chiesa, con J.H. Newman e con alcuni dei grandi protagonisti del novecento, Guardini e De Lubac, von Balthasar e Ratzinger. L’apertura ecumenica di Giussani si rivolge in particolare al pensiero protestante americano e all’ortodossia russa, mentre il percorso letterario incontra poeti come Leopardi, Pascoli, Péguy, Eliot, Rebora, A.Negri, fino a Montale e Pavese. Giussani appare uomo di fede, uomo di Chiesa, profondamente immerso nel suo tempo. E’ la linea dell’incarnazione che porta a riconoscere Cristo presente qui ed ora. Il suo grande impegno educativo, iniziato come insegnante di religione in liceo a Milano e proseguito come guida di un numero sterminato di giovani e adulti soprattutto con la diffusione del Movimento in Italia a nel mondo, viene variamente documentato. Come sottolinea nella ‘lectio magistralis’ conclusiva Julian Carron, successore di Giussani alla guida della Fraternità di Comunione e Liberazione, il fattore essenziale del cammino di don Giussani è l’esperienza, cioè l’impatto con la realtà nella quale la proposta della fede trova la sua verifica. Un buon cammino, con il quale giova confrontarsi. Un nuovo sviluppo sul ‘pensiero sorgivo’ e sull’opera di don Giussani, con l’intervento di vari studiosi, viene proposto dalla stessa Facoltà di Lugano in vista del 2022, anno centenario della nascita di don Giussani.

AA.VV. Luigi Giussani. Il percorso teologico e l’apertura ecumenica, Eupress FTL – Cantagalli – Lugano-Siena 2018 pp 472 € 23,00
Angelo Busetto

A me gli occhi

Se il sorriso svanisce sotto la mascherina, negli occhi continua a brillare. Gli occhi: ne vediamo non solo il colore, ma ne intuiamo la profondità. Ci viene dato l’occasione per ‘guardare negli occhi’ le persone vive e per considerare gli occhi dei dipinti, scoprendone la densità e bellezza. Con Luoghi dell’infinito, il mensile allegato al quotidiano Avvenire, nel mese di febbraio ci imbattiamo nell’occhio di Gesù deciso e compassionevole che incrocia l’occhio torvo di Giuda il traditore. Splendono gli occhi di nel ritratto di Antonello da Messina e nella trasfigurazione di Raffaello, e possiamo immaginare l’occhio di Gesù attraverso il velo della Veronica. Veniamo condotti a scrutare i potenti occhi degli dei, in una scorsa panoramica delle religioni. La storia della pittura è piena di occhi, da Giovanni Pisano a Tiziano, da Velasquez a Martini. Ci sono occhi che si proiettano dalle fotografia, nuova arte visiva; tra i protagonisti, l’obiettivo di Steve McCurry, che percorre America e India, Afghanistan e Torri Gemelle. Ci vediamo scrutati persino dagli occhi degli animali. In altre pagine vediamo il ‘crepuscolo rosa’ del Tiepolo in una mostra in corso a Milano, e indugiamo nella vallata dei Walser a Gressoney. Tutto il mondo brilla nei nostri occhi.

POESIA E SANTITA’

Quando la poesia incontra la santità, la scena si illumina e il cuore si riscalda. La lettura diventa evocativa, entrando nel mistero dell’azione di Dio che incontra la libertà dell’uomo. Questa volta l’interlocutore è il santo medico lombardo Riccardo Pampuri. Nato a Trivolzio, in provincia di Pavia nel 1897, penultimo di 11 figli, rimane orfano di mamma a tre anni e orfano di padre a dieci. Viene affidato agli zii materni. Nell’ambulatorio di zio Carlo, il piccolo Erminio intuisce già la sua futura professione di medico. Frequenta il liceo e la facoltà di medicina a Pavia. Nel 1917, nel pieno della prima grande guerra, è chiamato al fronte come ausiliario medico. Nel 1923 diventa medico condotto a Morimondo, un paese vicino al suo, e nel 1927 entra nell’Ordine ospedaliero dei Fatebenefratelli, prendendo il nome di Riccardo. Con questa vita si paragona un autore addestrato a presentare personaggi biblici e santi attraverso quella ‘fantasia reale’ che si esprime nella forma del dialogo e dell’impianto teatrale. Questa composizione letteraria si svolge in quattro quadri, ampi i primi due, più veloci gli altri, come descrive il vescovo di Pavia Corrado Sanguineti nella nota introduttiva. Dapprima il bambino meravigliato di fronte alla vita, poi il soldato che nella disfatta di Caporetto raccoglie un carretto di medicine e una mucca, con la quale faticosamente sotto la pioggia arriva fino alla postazione medica di Latisana. Si giunge alla fine della vita, anzi alla fine senza fine, a trentatre anni, l’età di Gesù.  Questa ‘azione drammatica’ – da cui è tratto uno spettacolo prodotto dal Teatro degli Scarrozzanti – si completa con un’appendice di grazie e miracoli: “Mentre Riccardo che ora è su nei cieli / ringrazia il Suo Signore e aggiunge solo - / Un buon dottore fa sempre il suo mestiere”.

Giampiero Pizzol, Grazie, dottor Pampuri, Illustrazioni di Franco Vignazia, Mimep-Docete, Milano 2020, pp 126 € 8,00

Angelo Busetto

 

Quanti giornalisti incontrano il Papa, quanti lo intervistano, lo raccontano, lo pubblicizzano? L’autore di questo libro è un giornalista di razza, dalla lunga e variegata carriera, conclusa come direttore per l’informazione a Tv2000 e Inblu Radio. Arrivato alla pensione, si trova a buttar giù ‘un diario dei ricordi personali di papa Francesco, da condividere con figli, parenti, amici’. Così è. Ma la voce corre e la platea inevitabilmente si allarga. Così il diario diventa un libro, ‘che farà bene a chi lo legge’, come decretano gli amici. Si potrebbe quasi dire che ci troviamo di fronte alla storia di un’amicizia. Brunelli conosce il cardinal Bergoglio nel 2001, e il rapporto tra i due si sviluppa in termini confidenziali che permettono al nostro di entrare nella vita e nel cuore del cardinale che poi diventa papa: incontri personali, telefonate, mail. Il racconto, ricco di episodi anche inediti e di sorprese soprattutto nella parte meno nota, quella che precede il periodo del pontificato, conduce a scoprire l’anima del Papa, le sue intenzioni profonde, la sua libertà di spirito, la sua dedizione a Dio e all’uomo. Le pagine del libro scorrono veloci come quelle di un romanzo. Non solo viene delineato uno schizzo originale e parlante della figura di papa Francesco, ma si fa piazza pulita di cattive interpretazioni circa alcuni suoi gesti e parole, che andrebbero conosciuti e interpretati nel loro contesto. Un libro utile a chi ama il papa e anche a chi lo riduce o lo contesta.

Lucio Brunelli, Papa Francesco, Come l’ho conosciuto io, San Paolo, Milano 2020, pp 192 € 16,00

L’AVVENTURA DI UN UOMO CURIOSO

Di fronte a una testimonianza raccontata con estrema semplicità, documentata da racconti su giorni di vacanza, esperienze scolastiche, feste, incontri, conferenze, ci si trova impacciati nel presentare un libro così personale, pluriforme e intenso. Il protagonista è un uomo dalla lunga vita, trascorsa attraverso vari livelli. Perfino la partecipazione giovanile all’Eta, l’organizzazione terroristica basca. Ben piantato nella cultura illuministica, docente universitario di antropologia e sociologia, con una prestigiosa carriera accademica alla Sorbona di Parigi e in Spagna, serenamente agnostico più che ateo professo, naviga totalmente estraneo ad ogni richiamo di fede. La sorpresa della vita inizia quando dal letto di una lunga degenza in ospedale, alle 6 del mattino si mette ad ascoltare la voce di Fernando Haro che alla radio commenta la foto del giorno pubblicata dai giornali. Una volta, due volte, cento volte. E’ l’inizio dell’avventura. I due si incontrano e si frequentano e Fernando fa scoprire a Mikel un mondo diverso, che lui, sociologo, non aveva neppure l’idea esistesse. Incontra famiglie, giovani, ragazzi, medici, insegnanti, gente di qualsiasi ceto e qualunque lavoro; partecipa alla loro vita, ascolta le loro testimonianze, entra nella loro esperienza. Nel libro presta la parola a uomini, donne, preti, industriali e operai, casalinghe e consacrati. Chi sono, da dove vengono, perché vivono così, come si fa a vivere così? L’esperienza che questa gente vive e racconta fa capo a Comunione e Liberazione, una realtà prima totalmente sconosciuta al nostro. Così come gli era sconosciuto il cristianesimo che ora gli appare davanti agli occhi nella pratica della vita vissuta. Basteranno lo stile brillante, la riflessione imponente, la libertà espressiva a invogliare a scorrere le 400 pagine sorprendenti di questo libro?
Mikel Azurmendi, L’abbraccio, Verso una cultura dell’incontro, BUR Rizzoli, saggi, 2020, pp 410 14,00

L'abbraccio. Verso una cultura dell'incontro

VANGELI DA GUARDARE

Nel periodo natalizio echeggiano nella liturgia i Vangeli dell'infanzia, secondo il racconto di Matteo e Luca. È bello non solo ascoltare il Vangelo, ma anche guardarlo, nelle scene dei presepi e nei dipinti che percorrono tutto l'arco della storia della chiesa, a partire dalle raffigurazioni dei primi secoli nelle catacombe. Occorre certamente essere accompagnati a guardare, apprendendo l'alfabeto visivo ed entrando nella specifica ambientazione storica. Ecco qui una guida puntuale che presenta in otto raggruppamenti i fatti narrati dai 'Vangeli dell'infanzia': Annunciazione, Visitazione, Natività, Presentazione di Gesù, Adorazione dei Magi, Fuga in Egitto, Strage degli Innocenti, Disputa di Gesù nel tempio. Micaela Soranzo, architetto, da diversi anni presenta nel mensile Vita pastorale una rubrica che riporta le raffigurazioni artistiche riguardanti infatti del. Vangelo e le feste del calendario cristiano. Qui vengono risistemati i materiali che riguardano il Natale. Per ciascuna scena evangelica viene proposto un veloce percorso storico sulle raffigurazioni pittoriche, descrivendo i personaggi, l'ambiente; vengono descritti sinteticamente gli oggetti, gli animali, i simboli delle varie scene. Guardando, si entra nel racconto evangelico, se ne coglie il messaggio di fede e la caratterizzazione teologica. La scena storica rivive nelle caratteristiche del tempo e dei personaggi, attualizzando i fatti del Vangelo nel conteso delle varie epoche.
Cristo è venuto per gli uomini e le donne di ogni tempo e di ogni luogo. Lo documentano le centinaia di dipinti esaminati succintamente in questo libro, quattordici dei quali vengono riprodotti a colori in altrettante pagine.
Micaela Soranzo, I Vangeli dell'Infanzia - L'arte racconta la Bibbia 1 - Ancora, Milano 2020 pp 112 € 9,90

 

Micaela Soranzo, I Vangeli dell'Infanzia

LA TUNICA MISTERIOSA

E agli altri, cos’è accaduto? A quelli che l’hanno frequentato per un giorno o l’hanno incrociato di sfuggita? I Vangeli documentano l’evoluzione di alcune poche persone che hanno vissuto un certo tempo con Gesù, come Maria e Pietro. Per tanti altri, è intervenuta la fantasia ad arricchire la loro vita e farne dei personaggi: letteratura, pittura, filmografia e un po’ tutte le arti hanno portato in scena i personaggi di contorno e li hanno fatti vivere. Ecco qui un grande romanzo, ‘tradotto’ a suo tempo in un film di successo, con lo stesso titolo de ‘La tunica’. Di cosa si tratta? Per una fortunosa coincidenza, un tribuno romano appena inviato in Palestina, si trova coinvolto nella crocifissione di Gesù, e ne riceve la tunica giocata a dadi tra i soldati. Attorno a questo fatto si svolge l’intera vicenda. Precede questo fatto la descrizione della vita di una Roma imperiale che invade il mondo ma sperimenta la corruzione, dai capi al popolo. Attorno ad alcuni personaggi noti dalla storia, come gli imperatore Tiberio e Caligola che definiscono i tratti della decadenza romana, si muove una fitta rete di cortigiani e cortigiane, senatori, trafficoni, insieme con persone di animo retto e valoroso. Vediamo spuntare Marcello, il tribuno protagonista, dapprima nel giro dell’imperatore, poi nella sua duplice missione in Palestina. Nella seconda missione deve indagare per incarico dell’imperatore quali fatti siano realmente accaduti in Palestina e in che cosa consista la ‘diceria’ secondo la quale l’uomo Gesù è tornato in vita. Assistiamo a un giro complesso di personaggi, con amori, inganni, odi. Risalta in particolare la figura di Demetrio, il grande schiavo greco, attraverso il quale percepiamo l’immenso dramma della schiavitù, spina dorsale dell’impero. Entriamo nella vita di alcuni personaggi della prima storia cristiana e della prima comunità, in particolare Barnaba e Pietro, quest’ultimo piuttosto impacciato in Palestina e maestoso a Roma. Soprattutto siamo condotti ad accompagnare il protagonista, Marcello, il quale porta sempre con sé la tunica, che lo sostiene nella sua evoluzione di fede e nella sua vicenda amorosa. Nonostante alcune lungaggini e alcuni tratti dispersivi, questo è un grande romanzo, uscito la prima volta nel 1942 ad opera di un autore – pastore luterano statunitense - che ha indagato altri personaggi ‘evangelici’; il romanzo è stato continuamente rieditato fino al 2020. Un’occasione per riscoprire il vigore e la novità dell’incontro con Cristo, e per misurarsi con le domande fondamentali del vivere.
Lloyd C. Douglas, LA TUNICA, Castelvecchi, Roma 2020, in collaborazione con Itaca, pp 574 € 14,00
Angelo Busetto

L'OSTE DI BETLEMME

Il Natale non è solo luce e calore. E’ un fatto che nel suo primo accadere coinvolge persone vicine e lontane. Quante? Il racconto evangelico si allarga a tante narrazioni che immaginano le vicende di vari personaggi, realizzando lo scopo del Natale: Cristo nasce per tutti e tutti lo possono incontrare. Ecco uno di questi racconti fioriti sulla trama dei Vangeli di Matteo e Luca, a partire da una delle locande in cui Maria e Giuseppe non hanno trovato posto. Ma prima ci sono due ragazzini che litigano per il possesso di uno strano oggetto trovato ‘là in fondo alla stalla sotto un mucchio di paglia’. Interviene zia Ester che racconta la storia di suo marito, l’oste della locanda alla quale bussano Maria e Giuseppe. Non c’è posto per ospitarli. E anche ci fosse, i due non possono pagare. E tuttavia, la dolcezza di Marie e Giuseppe colpiscono il ‘rustego’ oste il quale, sollecitato da Ester, concede ai due l’uso della stalla… Sappiamo il seguito della vicenda, ma rimaniamo colpiti dalla gratitudine di Maria, e dalla disponibilità di Giuseppe, che si presta a rendere vari servizi all’oste. Nel racconto impostato tutto sul dialogo, c’è l’estro del narratore che mette in fila i personaggi con sintetica vivacità, e soprattutto rimaniamo colpiti dall’originalità delle tavole disegnate. Pochi tratti di linee e colori descrivono l’atmosfera prima rude e poi dolce, e fanno emergere una vicenda che dal passato diventa attuale, com’è ogni fatto vissuto. Sorpresa delle sorprese, il disegnatore è un giovane chioggiotto, la cui famiglia è ben conosciuta nella nostra città. Questo testo – se le condizioni lo permettessero – potrebbe ben entrare in scena ad opera dei ragazzi della scuola primaria o secondaria. Natale accade ogni anno e il proposito potrà attuarsi in seguito.  Resta da dire che il ricavato di questa operetta è destinato alla missione dell’autore dei testi, missionario in Zambia. Un bel colpo natalizio.

L’oste di Betlemme, testi di don Stefano Conti, illustrazioni di Nicola De Bei, Piccola Casa Editrice Srl Unipersonale, San Giuliano Milanese (Mi) 2020 pp 58 € 10,00

Angelo Busetto

Più che una VITA

Con il benvenuto di Papa Francesco si apre questa densa biografia di Ratzinger-Papa Benedetto XVI. Commuove il sentimento di vicinanza e fraternità e anche di discreta collaborazione tra i due papi; Francesco riconosce l’acutezza e la vastità dell’insegnamento del predecessore e il suo umile coraggio nel rinnovamento della chiesa. E ora, come percorrere le 500 pagine di questo racconto? Perché di racconto si tratta, analitico nei riferimenti biografici e pieno di suggestioni nel delineare il percorso umano, i passaggi di una vita sacerdotale e magisteriale, fino all’apice del pontificato. Qui papa Benedetto è stato posto in faccia al mondo con la vivezza e chiarezza del suo insegnamento e l’umiltà del suo porsi, ampiamente riconosciuti e apprezzati giocoforza anche dagli oppositori.

I capitoli del racconto procedono sul ritmo della vita, dai primi passi nel contesto del Terzo Reich al momento del ritiro ‘nel recinto di San Pietro’. Una narrazione solida, documentata, non chiacchierata, che rappresenta anche una sintesi ragionata del suo pensiero, nel contesto degli anni che hanno preceduto il concilio, lo hanno attraversato e seguito.

La ricerca teologica e le vicende per le varie cattedre di insegnamento vengono analiticamente presentate, e il lettore rimane avvinto per l’inseguirsi reciproco tra le scoperte teologiche e i fatti della vita. Quasi una concretizzazione della novità insorgente nel metodo teologico, che abbandona la spiaggia quieta della metafisica per considerare la rivelazione e la teologia piuttosto come storia. Un vero balzo nella vita di Ratzinger si verifica con il Concilio, quando viene scelto come esperto dal cardinale di Colonia Frings. E’ il suo ingresso nel grande dibattito conciliare, al quale il giovane teologo offre un apporto decisivo, che lo fa emergere nell’orizzonte internazionale. Dopo il Concilio, Ratzinger riprende a tempo pieno lo studio e l’insegnamento della teologia, e promuove la pubblicazione della rivista di teologia Communio, insieme con von Balthasar e con la collaborazione di un giovanissimo Angelo Scola. Ed ecco, a 50 anni, l’improvvisa nomina ad arcivescovo di Monaco e Frisinga, cui segue ben presto il cardinalato. Significative le pagine dedicate all’impostazione pastorale nella diocesi, in un tempo di grandi attese e cambiamenti. Viene l’anno dei tre papi. Giovanni Paolo II visita la Germania e in particolare Monaco, accompagnato dall’arcivescovo. Pochi mesi dopo Ratzinger è chiamato a Roma come Prefetto della Congregazione della fede. Siamo a poco più di un terzo delle pagine del libro. Lasciamo al diligente lettore la continuazione di una scoperta della quale potrà essere stato in qualche modo testimone e che gli rivelerà la profondità e la novità del personaggio che credeva di conoscere. Non sono da trascurare le note al testo, la bibliografia, l’indice dei nomi, che indicano l’accuratezza e la competenza dell’autore di questa saggia biografia.

Elio Guerriero, Servitore di Dio e dell’umanità, La biografia di Benedetto XVI,           Le scie- Mondadori,  Milano 2016 pp 540 € 24,00

Angelo Busetto