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L’eco della figura di Teilhard De Chardin è risuonato fortemente in due periodi storici. Il primo è scoppiato all’indomani della sua improvvisa morte, il giorno di Pasqua 1964; il secondo, più discreto, percorre gli anni recenti pervasi dalle prospettive di una nuova visione dell’uomo-superuomo aperta dalle recenti tecnologie e dall’intelligenza artificiale. Nel corso della sua vicenda scientifica e umana, Teilhard De Chardin è stato spalleggiato tra due fronti: da una parte la Congregazione dei Gesuiti che vedeva in lui l’uomo geniale ma indomabile nei riguardi della ricerca scientifico-teologica; dall’altra le riserve avanzate dalle istituzioni romane che avvertivano in alcune sue teorie il sovvertimento della dottrina cristiana circa l’origine dell’uomo e il peccato originale.

Pierre nasce e cresce in un contesto religioso nel quale è prevalente la figura della madre, e viene avviato alla scoperta della natura sulle orme del padre. Giovane, si lascia affascinare dalla spiritualità gesuitica, entrando nel lungo cammino di formazione della Compagnia di Gesù. Il coinvolgimento nelle vicende della prima guerra mondiale come barelliere dei feriti, gli apre una prospettiva di libertà personale e di esperienza della realtà, che lo caratterizzerà per tutta la sua esistenza. Potrebbe volare fino alla cima di una magnifica carriera universitaria, ma alcune sue dichiarazioni inducono alla prudenza e orientano il suo percorso verso la Cina, lontano dagli occhi e dal cuore. Diventa per lui l’occasione per un lavoro di investigazione e di scoperta sulle origini dell’uomo attraverso l’individuazione di reperti fossili. Da qui si accentua la divaricazione rispetto alla tradizionale formulazione della dottrina cattolica sulle origini, e nello stesso tempo viene a determinarsi la sua visione teologia che, partendo da san Paolo, vede l’intera evoluzione dell’universo e in particolare dell’uomo, come un percorso che conduce alla realizzazione del Cristo totale. Scienza e fede si intrecciano fino a confondersi.

Questo libro racconta per filo e per segno tutti i passaggi della vita di Teilhard, i luoghi, le persone, i rapporti, i viaggi, le lettere, gli scritti, le conferenze, le lezioni, le reazioni. Il suo tentativo di pubblicare alcune opere, come il Fenomeno umano e L’ambiente divino incontra mille ostacoli, ma nel frattempo i suoi scritti vengono copiati, ciclostilati e diffusi, suscitando vari sommovimenti. L’originale figura di gesuita risalta anche nel suo libero rapporto con il mondo e in corrispondenza con alcune figure femminili, in una cordiale fedeltà alla sua vocazione. Le ultime pagine del libro presentano un impressionante elenco di ‘bibliografia e fonti’ di suoi scritti e di interventi che lo coinvolgono. In chi già un po’ conosceva Teilhard De Chardin, questa biografia ridesta il desiderio di riprendere la lettura delle sue opere, per tornare a immergersi nell’orizzonte della storia e dell’umanità in cammino verso la pienezza di Cristo.

Mercè Prats, PIERRE TEILHARD DE CHARDIN, Una biografia, Libreria Editrice Vaticana 2025, pp 408 € 29,00

Sono due le strade che si aprono da Nicea e dal suo Concilio. La prima parte dalla terra e raggiunge il cielo, andando a bussare al ‘cuore’ di Dio; percorrendo questa strada arriviamo a scoprire che Dio è amore nella costituzione stessa del suo essere: è Padre che ama il Figlio nell’unità dello Spirito. Dio non è solitario, ma comunione. Il Figlio non è un ‘derivato’, non è una nobile creatura celeste, né un intermediario privilegiato; il Figlio è costituito della stessa natura di Dio. Nicea dice in modo nuovo quello che Gesù annuncia nel Vangelo: “Io e il Padre siamo una cosa sola”; “Chi vede me vede il Padre”. Lo dice con il linguaggio del tempo, usando un termine inequivocabile della filosofia greca, secondo la quale ogni essere è determinato dalla sua sostanza: il Figlio divino è della stessa sostanza del Padre; unità della sostanza nella diversità delle tre persone divine. E’ come entrare nell’abisso profondo del cielo, in un viaggio senza confini che conduce a scoprirne tutta l’immensità. Dio, in se stesso, nell’essenza che lo costituisce, è amore, comunione, donazione.

Ed ecco la seconda strada che parte da Nicea. Colui che si fa uomo nel grembo di Maria, è il Figlio eterno, della stessa sostanza del Padre, Dio come il Padre e con il Padre. Facendosi uomo, il Figlio innalza la nostra umanità al suo livello: vive una vita umana portandola al pieno compimento e aprendola al suo destino eterno. In Gesù la nostra umanità viene vissuta nella sua massima espressione di intelligenza e di amore, di intensità e pienezza; Gesù entra nella nostra morte e la supera con la risurrezione, fino al punto che ‘un uomo’ - Gesù di Nazareth – è reso partecipe della eternità di Dio e della sua pienezza di vita e di amore.

Con una sola parola - omoousios=consustanziale - il Concilio di Nicea spalanca una nuova visione di Dio e una nuova visione dell’uomo. Nello stesso tempo, le due strade vengono a incontrarsi e a intrecciarsi e la vita degli uomini e delle donne sulla terra si ritrova consolata e rilanciata. E’ questo il dono ricevuto da chi percorre le pagine di questo testo dedicato al Concilio di Nicea. “Si tratta di te!” è il sottotitolo, e i capitoli scorrono con agilità e chiarezza, affrontando questioni di tipo storico, terminologico, spirituale, ecumenico, che ci conducono a muovere il cuore e la mente al riconoscimento e all’adorazione del Dio uno e trino, fatto uomo per noi e per la nostra salvezza. Una salvezza che diventa redenzione dal male, illuminazione sul senso della vita, sollecitazione a immedesimarsi nel Dio, ‘amor che muove il sole e l’altre stelle’, così come Dante conclude il suo viaggio in Paradiso.

Giorgio Sgubbi, Si tratta di te! IL CONCILIO DI NICEA, La divinità di Cristo sorgente della tua umanità, Itaca, Castel Bolognese 2025, pp 208 € 18,00

PERCHE’ PREGARE ANCORA

“Hai detto le preghiere?” Così le mamme domandavano un tempo, ogni sera, ai bimbi ormai addestrati a pregare. Le preghiere più semplici, come l’Ave Maria e l’Angelo di Dio, senza dimenticare l’Eterno riposo per i defunti: queste e altre preghiere si sedimentano nel cuore e nella mente delle persone e salgono alla mente e alle labbra in tanti momenti della vita. Tutte insieme formano una collana da non perdere. C’è anche il Ti adoro per il mattino e per la sera, la Salve Regina e gli Atti di dolore e poi di fede, speranza, carità. C’è chi dice di voler parlare ‘con parole sue’, con il rischio di scadere nella banalità o nella dimenticanza. C’è chi dice che bisogna attenersi alle preghiere già comprese nella Bibbia e nella liturgia. Va bene. Ma le preghiere consuete sono una sintesi di Bibbia, liturgia, storia, conducono con sé quel filo di tradizione diffuso nella chiesa, che ha vivificato persone e famiglie. Occorre dunque entrarci dentro, coglierne il senso e il valore, inserite come sono nel contesto biblico, nelle vicende della Chiesa, nel bisogno del cuore. Questo libro introduce alla scoperta di queste preghiere che possiamo definire ‘primarie’, definendo il senso letterale delle parole, raccontandone la storia, evocando circostanze della vita. L’autore ci prende per mano e con sapienza discreta conduce alla loro scoperta. Come quando si innaffiano i fiori: resistono e rinverdiscono, danno ristoro e consolazione a chi li guarda, e aprono il cuore alla speranza.

Marco Panero, Un tesoro da scoprire. Le preghiere comuni del cristiano, Ancora 2025. pp 134 € 13,00

Angelo Busetto

Mentre sta portando a compimento la pubblicazione dell’OPERA OMNIA di Papa Benedetto-Ratzinger, l’Editrice Vaticana presenta l’ultima sapiente eredità del papa emerito: le sue omelie inedite dal 2005 al 2017 riferite ai tempi liturgici dei Avvento, Quaresima, Pasqua. Si tratta di testi che il più delle volte si estendono per cinque-sei pagine proponendosi alla lettura e alla meditazione, per diventare occasione di rilancio al popolo dei fedeli. La vasta conoscenza teologica di Ratzinger, la profondità del suo pensiero, la finezza del suo animo, la limpidezza e determinazione della sua fede vanno a esprimersi con semplicità in queste omelie delle messe festive celebrate nei tempi liturgici di Avvento, Quaresima, Pasqua, nel monastero dei giardini che lo ospitò negli ultimi anni di vita. Papa Benedetto le preparava con diligenza lungo il corso della settimana, permettendo al suo pensiero di svolgersi attorno al mistero di Cristo che alimentava e sosteneva la sua vita, con chiarezza della lettura biblica, puntualità dei riferimenti patristici, capacità di leggere la storia con gli occhi della Parola di Dio. La fede si esprimeva non nella pulita aridità del ragionamento, ma nell’intensità della relazione personale con Gesù. Come rècita la frase dell’ultima di copertina, “Cristo non è solo un passato, è un oggi, è un futuro”. L’anno liturgico è il ‘luogo’ e il modo privilegiato che racconta e comunica questo ‘eterno presente’ di Cristo. A titolo di esempio, nell’omelia della Pentecoste del 2013, che coincideva con l’anno C, papa Benedetto ricordava il Concilio come nuova Pentecoste, come anelava Giovanni XXIII; tuttavia ‘neanche un concilio può ‘organizzare’ una Pentecoste. Per questo la Chiesa prega ogni anno ‘perché ci sia una nuova Pentecoste’; l’omelia prosegue presentando i tre segni della Pentecoste indicati negli Atti, il vento, il fuoco, le lingue. Comincia così l’avventura della Chiesa, ‘cattolica’ fin dall’inizio, per una Pentecoste in cui ‘siamo pieni della sua gioia e doniamo la gioia agli altri’.

Benedetto XVI, “Il Signore ci tiene per mano”. Omelie inedite dal 2005 al 2017, Avvento, Quaresima, Pasqua. Prefazione di mons. Georg Ganswein, Introduzione di p. Federico Lombardi,

Libreria Editrice Vaticana 2025, pp 334 € 23,00

Angelo Busetto

Una storia bella raccontata in modo vivace fino a diventare un romanzo. E’ la storia di otto ragazze della buona società romana che nel crogiolo degli anni dell’ultima guerra mondiale intraprendono un nuovo cammino che le porterà alla fondazione dell’Associazione Guide Italiane, primo nucleo in Italia del ramo femminile dello scoutismo. Per una serie di incontri fortuiti e con l’accompagnamento di un saggio sacerdote il loro cuore, che già anela alla verità e alla libertà, si apre a un futuro di speranza. «Ma voi,- si interrogano a vicenda le otto amiche - una volta finita la guerra, non vorreste prendere in mano il vostro futuro, partecipare alla ricostruzione politica, morale e culturale di questo Paese?» E’ un tempo in cui, anche per la pressione della politica fascista, alla donna viene chiesto di vivere remissiva e obbediente, relegata alla casa e senza relazioni significative con il pubblico. Dapprima in modo clandestino e poi apertamente, le ragazze intraprendono una nuova vita, diventando protagoniste e sbaragliando tante convenzioni: vivono all’aperto, vestono con l’abbigliamento scout, abbandonano i confort della vita borghese, attuano la carità. Il libro documenta vari passaggi storici, facendo lievitare le vicende attraverso la forma del racconto, che vivacizza le situazioni e identifica i personaggi inventando dialoghi e circostanze che trasmettono al vivo quello che è accaduto realmente. Il percorso storico con i riferimenti agli ultimi mesi di guerra e all’oppressione del fascismo si intreccia con i richiami alla emancipazione della donna, anticipo di un sano femminismo, con tratti sapientemente ironici e spunti poetici. Una bella storia che rimane viva a ottant’anni di distanza.

Laura Cappellazzo, Come braci sotto la cenere, romanzo, ispirato a fatti realmente accaduti, Paoline, Milano 2025, pp 232 € 16,00

Angelo Busetto

 

“Non fu per i trenta denari…” La canzone di Claudio Chieffo sul tradimento di Giuda ha continuato a riecheggiarmi in testa nel corso dell’affascinante e densissima lettura di questo saggio di Bulgakov su Giuda Iscariota. L’autore è il grande teologo russo Bulgakov, amico di P.Florenskij e N.Berdjaev, nato nel 1871 e morto nel 1944 a Parigi, mandato in esilio dal regime sovietico nel 1922. La figura di Giuda viene indagata con grande sapienza, mettendo in confronto i racconti più stringati dei Vangeli sinottici – Matteo, Marco, Luca -, con quello più analitico di Giovanni. La tesi del nostro autore è interessante e paradossale. Giuda partecipa attivamente alla redenzione attuata da Cristo attraverso la passione e la croce. Gli apostoli e con essi tanti altri discepoli riconoscono Gesù come Messia, e fremono di desiderio che Lui porti a compimento questa missione secondo le loro attese: “Quando instaurerai il tuo regno?”. Giuda va oltre questa pretesa. In una decisione estrema, suggerita da Satana, egli offre a Gesù un’ultima occasione affinché possa manifestare la sua potenza salvatrice. Si protende fino ad accompagnare i soldati alla cattura di Gesù nell’orto degli Ulivi, con l’intento di farlo finalmente reagire sovrastandoli con la sua potenza di Messia vincitore. Il che non avviene. Seguono invece la cattura di Gesù, la condanna e la crocifissione. Giuda rimane deluso e sconvolto e si uccide. In una sintesi semplificata, possiamo riassumere in questo modo la tesi svolta dall’autore in più di cento fitte pagine.

E i trenta denari? Non fu per l’attaccamento al denaro che Gesù ha ‘tradito’ Gesù. Anzi, Giuda lo ha ‘consegnato’, sulla trafila della consegna di Dio Padre e della ‘consegna’ che Gesù fa di se stesso. La partecipazione di Giuda all’azione redentiva di Gesù è quindi ‘necessaria’. Apostolo chiamato alla sequela e alla missione come gli altri undici, Giuda viene investito di un altro compito ‘drammatico e diabolico’, ma inserito nell’azione di salvezza. Si apre qui l’annoso conflitto teologico tra libertà e predestinazione, sul quale il nostro autore indaga con profonda determinazione, conducendoci alle soglie di un mistero che affonda nel cuore di Dio.                              In conclusione, Bulgakov afferma: “…al di là della tomba, prima anche del ladrone pentito, Giuda fu il primo che Cristo (risorto) incontrò…”.

Sergej Nikolaevic Bulgakov, Giuda Iscariota, L’apostolo traditore, Traduzione e cura di Lucio Coco, EDB 2025, pp 142 € 19,50

Angelo Busetto

L’ANNUNCIO DI CRISTO, CENTRO DELLA VITA

Ecco un corso di esercizi spirituali presentato alle monache del Monastero cistercense di Valserena da un vescovo con il quale ho intrattenuto un rapporto di stima e amicizia, e che ormai da tre anni ha concluso il suo cammino terreno. Scorrendone il contenuto di pagina in pagina, ho buon gioco nel ravvisarvi lo specchio della sua personalità acuta e vivace, nel riflesso di una cultura documentata e sapiente. Luigi Negri è stato vescovo prima di San Marino e poi di Ferrara. Fu tra i primi giovani che avevano incontrato don Luigi Giussani; in seguito, diventato sacerdote, ha accompagnato l’esperienza di Gioventù Studentesca dedicandosi contemporaneamente allo studio e all’insegnamento della storia e della teologia, in un fervido contatto con persone e comunità. La sua vita è stata dominata da una fede centrata sull’amore a Cristo e sull’appartenenza alla Chiesa. Queste pagine lo documentano in modo chiaro e coordinato, presentando la realtà di un Cristo vivo e presente nella storia e l’immagine di una Chiesa come ‘luogo’ di vita.

Il punto di partenza è ‘la memoria di Cristo e possibili riduzioni’. Negri constata la riduzione spiritualista, individualista e anche sentimentale della fede cristiana, che la dissolve dall’interno, e ripropone un cristianesimo centrato sulla Persona di Cristo, a partire dalla prima enciclica di Giovanni Paolo II Redemptor hominis; la documentazione si allarga alla grande tradizione della Chiesa, al Concilio Vaticano II e a Paolo VI, il papa che ritenne la Chiesa come tema fondamentale dei lavori conciliari, fino alle istanze del mondo presente, profondamente bisognoso di Cristo, nel momento stesso in cui tende a dimenticarlo. Cristo diventa reale per ciascuno nell’esperienza di un incontro personale che lo rende vicino e amico, e lo fa percepire come liberatore. L’avvenimento di Cristo permane nella realtà di una Chiesa vissuta in una esperienza di comunione, che si esprime in tante modalità, da quella totalizzante della comunità monastica, alla famiglia e a tutte le forme della comunità cristiana. La tematica ecclesiale viene esposta nelle strutture essenziali, negli aspetti pedagogici e nelle dimensioni della carità e della missione. L’ultimo punto è quello della misericordia, in coincidenza con l’Anno santo della Misericordia del 2016. Il testo viene arricchito dalle acute e partecipi introduzioni del vescovo Corrado Sanguineti e della Badessa Maria Francesca Righi che conobbe Negri prima di entrare in monastero, e dalle appendici di Madre Monica della Volpe e del vescovo Massimo Camisasca.

Luigi Negri, Rimettere al centro Cristo e lui solo, a cura di Guido Luporini, Quaderni di Valserena Nerbini, Firenze 2024 pp 240, € 18,00

Una simpaticissima presentazione per un libretto frizzante. La curatrice spiega che ci dà in mano “600 detti e aneddoti, aforismi e provocazioni del prete dalla tonaca lisa, setacciati dai suoi quaderni, scritti personali, incontri… ma anche da omelie, convegni, articoli e pubblicazioni”. La personalità di don Oreste balza fuori nella sua originalità e profondità, condite di sincerità e audacia, come uno che ti prenda di petto e ti sproni, e alla fine ti accorgi che era una carezza. Don Oreste Benzi, sacerdote riminese morto nel 2007, ha dedicato la vita alle persone perdute. Le andava a trovare nelle discoteche e per le strade, parlava, aiutava, ospitava. Attorno a lui si è creata una vasta opera di famiglie, la Comunità Papa Giovanni XXIII che condivide la vita dei poveri sull’esempio di Gesù Cristo amato e servito. Don Oreste ha parlato con la vita, con gli occhi e con le mani. Questa raccolta dà l’idea del seminatore che getta la semente dovunque, e sempre questa attecchisce e produce germogli. Sua è la frase diventata un detto proverbiale che raddrizza e ricompone il giudizio sulle persone: “L’uomo non è il suo errore”. Il rimbalzo delle pagine ci porta a considerarne tante altre, di vario colore. Frasi amare: “Gli adolescenti hanno una casa ma non hanno una famiglia”; “La sofferenza più grande per i barboni è quella di non essere pensati da nessuno”. Frasi promettenti: “Se cominciate ad andare a Messa tutti i giorni, non ce la fate più a smettere. E vedrete che se prima non trovavate il tempo per fare niente, dopo che siete andati a Messa trovate il tempo per fare tutto”. “I figli sono i nostri educatori, perché tirano fuori il meglio che è dentro di noi”. E’ un libro da tenere sul comodino oppure accanto al frigorifero per centellinarlo a piccole sorsate. Se poi si cerca un argomento, ecco l’indice tematico distribuito in 300 temi. Da ricordare: “Il bambino è il sorriso di Dio sull’umanità. E’ la danza gioiosa della Santissima Trinità”.

Don Oreste Benzi, Aforismi, aneddoti e provocazioni. A cura di Elisabetta Casadei, pp 160, € 12,00

 

VIVERE LA FAMIGLIA

“Bisogna darsi una regolata…” Nella confusione delle cose e nel peso delle fatiche che avvolgono la famiglia, con padre e madre latitanti oppure sospinti a compiere interventi eccessivi e a schizzare, ci si domanda quanto vale suggerire una regola di vita. In famiglia spesso ciascuno corre per conto suo, mangia a orari suoi, gioca e dorme o non dorme quando gli pare. Sarà possibile tratteggiare i termini di una ‘regola di vita’ alla quale possano fare riferimento tutti i componenti della famiglia? Qualche famiglia ci prova e magari ci si mette anche una parrocchia. Nella proposta lanciata da questa pubblicazione, non c’è niente di pesante o di moralistico, piuttosto un tentativo serio di non lasciarsi determinare dal lavoro o dal capriccio. La prima cosa che conta è non rimanere soli, ma percepirsi nel contesto di una comunità. Ecco dunque spuntare la ‘Regola dell’amore’, che non procede per dettami o prescrizioni ma indugia su qualche riflessione, mettendo in pagina un cammino già avviato con famiglie di Torino e di altre località. Si comincia con il suggerimento del silenzio e della preghiera comune, vissuti in certo modo da tutta la casa, secondo il detto di Madre Teresa: “La famiglia che prega resta unita”. E’ il primo passaggio: l’amore di Dio. Il secondo è l’amore in famiglia, in tutti i suoi aspetti, coinvolgente l’educazione dei figli. Il terzo è l’amore alla comunità e al mondo: casa ospitale, fraternità tra famiglie, missione, lavoro. Viene a comporsi una sorta di Vademecum ragionato, sulla base del quale ciascuna famiglia può individuare un proprio percorso per non lasciarsi andare allo sbaraglio. Non è finita. Nella seconda parte del libro, ecco una dozzina di ‘storie controcorrente’, nelle quali alcuni coniugi provenienti da vari contesti geografici e umani raccontano peripezie, tentazioni, cadute e riprese, rendendo visivamente concreto un positivo percorso di vita. Il tutto si trova contenuto tra la prefazione di Giovanni Scifoni, originale e istrionico padre di famiglia, e la ragionata conclusione di Massimo Camisasca, vescovo emerito.

Crediamo che questa pubblicazione possa costituire un utile termine di confronto per famiglie e comunità.

Gianluca Attanasio, Lidia Catalano, Ilaria Giudici, LA REGOLA DELL’AMORE, Un cammino per famiglie nell’epoca dell’incertezza, San Paolo 2023, pp 156 € 16,00

La vita di un grande uomo è essa stessa un messaggio, prima ancora dell’opera che ha compiuto e dei libri che ha scritto. Nel caso di John Henry Newman occorre dire che l’opera – particolarmente per quanto riguarda la sua produzione letteraria - coincide con la vita. Lo documenta con chiarezza questa pubblicazione nella quale il racconto della vita di Newman si intreccia con la presentazione del contenuto di molti dei suoi scritti. Newman nasce a Londra nel 1801 e muore a Birmingham nel 1890. Educato nella religione anglicana, ha una prima intensa esperienza di Dio a quindici anni; nel 1825 diventa presbitero anglicano e nel 1828 assume l’incarico di parroco universitario a Oxford. Lo studio dei Padri della Chiesa gli fa capire che la Chiesa d’Inghilterra si è allontanata dalla fede primitiva e gli fa scoprire la Chiesa visibile nei suoi sacramenti, producendo in lui un processo interiore che lo conduce a passare alla Chiesa cattolica a 44 anni. Segue un periodo di crisi, per la perdita di stima da parte di esponenti della confessione anglicana e la perdurante diffidenza degli ambienti cattolici. Si vede indotto a scrivere le motivazioni della sua conversione nell’Apologia pro vita sua, un’opera che lo fa subito apprezzare da tutti, in Inghilterra e fuori. Profondamente stimato per il suo atteggiamento positivo e dialogante e per i suoi scritti razionali e documentati, viene eletto cardinale nel 1879 da Leone XIII. Muore nel 1890, viene beatificato il 19 settembre 2010 da papa Benedetto XVI, e proclamato santo il 13 ottobre 2019 da papa Francesco. Qui vengono presentate in modo particolare due delle sue opere, per la stretta corrispondenza che hanno con la sua vita: Lo sviluppo della fede cattolica, Apologia pro vita sua. Si racconta la sua vita, si documenta il suo lavorio intellettuale e interiore per il passaggio alla Chiesa cattolica, e si presenta il suo pensiero soprattutto su due questioni fondamentali: la ragionevolezza dello sviluppo della fede della Chiesa cattolica e il problema della coscienza, che non è svincolata dalla verità, ma vi si protende sempre con libertà e onestà. Io e Dio in perfetta e dinamica consonanza.

Hermann Geissler, John Henry Newman, Un nuovo dottore della Chiesa?  Cantagalli, Siena 2024; pp 152 € 16,00