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Vangelo secondo Marco 2,18-22

In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da lui e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno. Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore.
E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».

LA NOVITA’ CRISTIANA

Gesù è una presenza nuova che rinnova il mondo. Non un rattoppo sul mondo vecchio, ma una nuova sorgente, un nuovo principio, un nuovo mondo e una nuova umanità. Quando Gesù entra nella vita di una persona, questa ricomincia a vivere, a sperare, ad amare. Un nuovo slancio, una nuova speranza, una nuova vita. Tutto si rinnova non dall’impegno dell’uomo e dalla sua iniziativa, ma dalla festa per la sua presenza, come la sposa si allieta per lo sposo e genera nuova vita.

Vangelo secondo Giovanni 1,29-34

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

BATTESIMO DI VITA

Il Vangelo di questa domenica è la controfaccia di quello della festa del Battesimo del Signore, domenica scorsa. In modo ancora più esplicito, il Battista riconosce in Gesù il ‘Figlio di Dio’. Egli è colui che ‘è avanti’ rispetto al Battista: conduce a compimento la storia della salvezza; è colui che ‘era prima’, fin dal principio, dall’eternità. Su Gesù scende e rimane lo Spirito di Dio che ha creato il mondo e lo rinnova, rigenerandolo a vita nuova ‘nell’acqua e nello Spirito’. Da questo permanente battesimo ricominciamo a vivere ogni giorno.

Vangelo secondo Marco 2,13-17

In quel tempo, Uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?». Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

LA SORPRESA DELLA CHIAMATA

Noi saremmo andati in cerca dei più buoni, dei più fidati. Levi-Matteo non è certo tra questi. Appartiene piuttosto alla categoria dei ‘pubblicani e peccatori’ disprezzati dalla gente normale. Con quale prospettiva Gesù fa le sue scelte? Perché sceglie proprio Matteo-Levi? Certamente Matteo.Levi, avendo fatto un’esperienza di libertà e di salvezza dal male nell’incontro con Gesù, potrà realmente essergli grato, fino a riconoscerne e proclamarne l’identità di salvatore.

Vangelo secondo Marco 2,1-12

Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola.
Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati».
Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?». E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua». Quello si alzò e subito presa la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».

QUALE GUARIGIONE?

I quattro amici che fanno arrivare il paralitico con la sua barella fin sotto gli occhi di Gesù calandolo dal tetto, non sanno quanto bene stanno per procurargli. Il paralitico avrà non solo le gambe raddrizzate, ma il cuore risanato, il perdono donato. Questa liberazione è ciò di cui la persona ha veramente bisogno per vivere, ed è preludio e promessa di quella salvezza totale – anima e corpo – che Gesù promette ed opera.

Vangelo secondo Marco 1,40-45

In quel tempo, Venne da lui un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato. E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro». Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

VENIVANO DA OGNI PARTE

Gesù, che percorre paesi e contrade per incontrare persone e folle, si vede sommerso da gente che viene ‘da ogni parte’. Il richiamo delle sue azioni è così vasto, e il bisogno di incontrarlo come salvatore così intenso, da spingere Gesù a ritirarsi in luoghi deserti. Non una fuga, ma una presa di distanza per non favorire gli equivoci circa la sua identità e missione. Egli viene a salvare, ma la sua opera non si esaurisce nella guarigione di lebbrosi e malati.

 

Vangelo secondo Marco 1,29-39

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui, si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

GESU’ IN AZIONE

Il Vangelo di Marco ci conduce a seguire giorno per giorno i passi di Gesù, rendendo viva e concreta la nostra condizione di discepoli: sinagoga, ‘casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni’, suocera, folla di malati, preghiera mattutina, missione aperta. Gesù percorre tutta la nostra umanità, incontra le persone, smuove la vita, salva. Il Vangelo di Marco è tutta azione. Gesù parla, si comunica e salva non con le parole, ma con la sua stessa vita.

Vangelo secondo Marco 1,21-28

In quel tempo, Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, [a Cafarnao,] insegnava. Ed erano stupìti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi.
Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!».
La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

L’AUTORITA’ DI GESU’

L’autorità di Gesù si esprime con l’evidenza, la chiarezza, la determinazione della sua parola. Gesù non è un ripetitore; egli cava dal profondo del suo essere la parola di verità e di vita, che va a toccare e muovere il cuore delle persone. La sua parola è talmente autorevole che diventa efficace fino al punto da sconcertare e poi sbaragliare lo spirito impuro che possiede un uomo. Gesù tocca la nostra libertà e la sospinge a riconoscerlo e a seguirlo: è la grazia della fede.

Vangelo secondo Marco, 1,14-20

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

UNA NUOVA PESCA

Nei giorni feriali del tempo ordinario dell’anno liturgico, ci accompagna la lettura pressoché continua del Vangelo di Marco. Si riparte dall’inizio della missione, dopo l’arresto di Giovanni. Subito Gesù, che annuncia la venuta del Regno di Dio, chiama a seguirlo quattro pescatori nel bel mezzo del loro lavoro. Gesù apre la vita a un altro mare e spalanca la missione di un’altra pesca. L’intensità e la dedizione dei chiamati dovrà essere la stessa degli uomini che vanno a pescare. Un paragone da tenere vivo.