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Vangelo secondo Matteo 11,25-27

In quel tempo, Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.
Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».

LA SAPIENZA DEL VANGELO

C’è la sapienza di chi studia, e c’è la sapienza dei semplici e dei piccoli. Dove sta la differenza? Si possono conoscere le cose del mondo per diventarne padroni e dominare il mondo. Si può conoscere il senso della vita, con cuore e occhi aperti a riconoscere l’opera di Dio. Bonaventura, studioso di teologia diventato ministro generale dei francescani quarant’anni dopo la morte di Francesco, accoglie la sapienza del Vangelo e la comunica negli scritti e nel raccontto della vita del santo di Assisi.

Vangelo secondo Matteo 11,20-24

In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sodòma sarà trattata meno duramente di te!»

LA SUA VISITA

Siamo noi, sono io la città visitata dal Signore, che non corrisponde alla grazia della sua visita? Il bene ricevuto riguardo alla condizione fisica e ambientale, e soprattutto il bene della fede, in  famiglia e nella compagnia ecclesiale, ha trovato e trova risposta? Di fronte al rimprovero diretto e cocente che Gesà rivolge a Betsaida, la città di Pietro e Andrea, e a Cafarnao, punto di avvio della sua missione, possiamo solo domandare la sua misericordia che ci abbraccia e ci rilancia.

 

Vangelo secondo Matteo 10,34-11,1I

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.
Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.

GESU’ AL CENTRO

Queste parole di Gesù tagliano ogni pretesa di chi vuole mettere se stesso al centro. Non possediamo gli altri, e neppure noi stessi. Né possiamo lasciarci possedere da nessuno che non sia Dio stesso. Qui c’è la scelta di Benedetto che raduna i monaci, di Francesco che abbandona il padre e le ricchezze, e di un numero sterminato di donne e uomini che amano Gesù e per amore suo amano e servono il prossimo, nella consacrazione religiosa, nella vita di famiglia e di lavoro.

Vangelo secondo Matteo 13,1-9

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

LA PAROLA CHE FA VIVERE

La parola da ascoltare, la traccia da seguire: questo per i cristiani è il Vangelo, che rimane vivo nella persona di Gesù. Rendiamoci disposti ad accoglierlo ogni giorno e nell’annuncio della liturgia domenicale. Nella confusione di tante parole, viviamo con gioia la lettura, l’ascoltò, la vita della Parole di Dio, come respiro della giornata. Parliamone insieme in famiglia e tra amici, nell’impegno e nella pazienza di ogni giorno. Quanti santi e quante opere sante sono nate dalla parola vissuta e praticata! Gesù ci accompagni.

Vangelo secondo Matteo 10,16-23

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.
Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un’altra; in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo».

INDOMABILE MISSIONE

Continua il discorrere di Gesù con gli apostoli sulla missione. Non è una passeggiata tranquilla o un discorso suadente. E’ una presenza che intriga, considerata nemica e contrastata fino alla persecuzione e alla eliminazione. Quasi ogni giorno la liturgia ricorda i martiri, singoli o in gruppo. Chi perde la vita per Cristo, attesta che Cristo vale la vita, più della vita. Manifestando Cristo nei nostri ambienti, famiglia o lavoro, diventiamo noi stessi e ‘costringiamo’ altri a guardare oltre la nostra persona.

Vangelo secondo Matteo 10,7-15)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».

STRADA FACENDO

Per la stessa strada di Gesù camminano i suoi messaggeri, i cristiani: sacerdoti, religiose, missionari, uomini e donne sposati, giovani, famiglie. I cristiani vivono nel mondo, compiono le atttività di tutti, ma hanno un altro cuore e un altro scopo. Portano con sé quello che hanno ricevuto ‘gratuitamente’, cioè l’esperienza vissuta con Gesù, e la ripropongono nell’accoglienza, nella misericordia, nell’amicizia. Ciascuno da solo e insieme realizzano l’inizio di un mondo nuovo, che tutti desideriamo. E’ una grazia da chiedere.

Vangelo secondo Matteo 10,1-7

In quel tempo, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino».

LA CHIAMATA

Gesù non vuole soltanto dei discepoli, cioè persone che lo seguono. Egli ci chiama espressamente ad agire insieme con lui nella sua missione. La sua vita, la sua persona, la sua azione, non sono soltanto il centro del nostro affetto e della nostra ammirazione; diventano principio della nostra missione e motore della nostra azione. Il bene ricevuto è espansivo, e si comunica con parole e opere, nel modo di muoverci, amare, agire: da tutto traspare la sua chiamata.

Introduzione del celebrante

Anche oggi, in riva al mare e nelle nostre chiese di paese e città il Signore Gesù getta la sua parola come semente di vita. Domandiamo di accoglierla perché cresca e porti frutto.

  1. Signore Gesù, apri la nostra mente e il nostro cuore ad accogliere la semente del Vangelo, per custodirla e portare frutto nei nostri pensieri, nelle decisioni e nelle azioni,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore Gesù, sostieni quanti seminano la tua parola nella liturgia della Messa e nelle circostanze della vita. Ti affidiamo Papa Leone (il vescovo Giampaolo nel giorno del suo ingresso a Gorizia) e tutti i nostri pastori,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore Gesù, nella confusione di tante proposte che attraversano il mondo, donaci di ascoltare parole di verità e di vita, per vincere la tentazione della violenza, della vendetta, della guerra,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore Gesù, in questo tempo di estate, donaci di veder fiorire l’amicizia tra le persone, la gioia delle opere di carità, la bellezza del mondo,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

Conclusione del celebrante
Signore Dio Padre, la parola del Vangelo donata dal Figlio Gesù alla Chiesa, trovi un buon terreno in noi e giunga a maturazione nella vita nostra e dei nostri fratelli con la grazia dello Spirito Santo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen

LA PAROLA CHE FA VIVERE

La parola da ascoltare, la traccia da seguire: questo per i cristiani è il Vangelo, che rimane vivo nella persona di Gesù. Rendiamoci disposti ad accoglierlo ogni giorno e nell’annuncio della liturgia domenicale. Nella confusione delle parole di ogni giorno, viviamo con gioia la lettura, l’ascoltò, la vita della Parole di Dio, come respiro della giornata. Parliamone insieme in famiglia e tra amici, nell’impegno e nella pazienza di ogni giorno. Quanti santi e quante opere sono nate dalla parola vissuta e praticata. Gesù ci accompagni.

Vangelo secondo Matteo, 9,32-38

In quel tempo, presentarono a Gesù un muto indemoniato. E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare. E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!». Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni». Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».

MISSIONE CONTINUA

Questo Gesù che percorre ‘tutte le città e i villaggi’, insegna, guarisce malati e indemoniati, sente compassione per le folle ‘stanche e sfinite come pecore senza pastore’, è il Figlio di Dio donato all’umanità per riscattarla dal male, dal disorientamento, dalla dispersione. Mentre lo guardiamo, accogliamo l’invito a pregare perché la sua missione si estenda attraverso altri ‘operai della messe’. Non solo dedicandosi come specifica vocazione, ma esprimendo lo spirito evangelico e missionario attraverso tutte le opere e le condizioni della vita.

 

Vangelo secondo Matteo 9,18-26

In quel tempo, (mentre Gesù parlava) giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: "Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà". Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli. Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: "Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata". Gesù si voltò, la vide e disse: "Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata". E da quell'istante la donna fu salvata.
Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù disse: "Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme". E lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. E questa notizia si diffuse in tutta quella regione.
Mentre Gesù si allontanava di là, due ciechi lo seguirono gridando: "Figlio di Davide, abbi pietà di noi!". Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: "Credete che io possa fare questo?". Gli risposero: "Sì, o Signore!". Allora toccò loro gli occhi e disse: "Avvenga per voi secondo la vostra fede". E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: "Badate che nessuno lo sappia!". Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.

L’INCONTRO CHE SALVA

Appare tutto casuale, come quando si va in strada. Arriva uno dei capi a chiedere l’intervento di Gesù per ridare vita alla figlia appena morta. Approfittando della concitazione, una donna da dietro ariva a toccare il mantello di Gesù sperando nella guarigione. Gesù è un punto luminoso: incontrandolo rinasce la vita. Non in modo automatico, come per magia. Gesù loda la donna per la fede che l’ha salvata e si fa largo nella  diffidenza degli astanti. Quello con Gesù è l’incontro che salva.