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Vangelo secondo Matteo 10,34-11,1

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.
Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».
Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.

CHI E’ COSTUI?

Chi è costui che ha la pretesa di guadagnare il nostro cuore, di conquistare la nostra vita più che non il padre e la madre, il figlio e la figlia? Chi è costui che si identifica con il Padre celeste e nello stesso tempo con un piccolo bambino? Egli è ben più che un uomo, ben più che un sant’uomo. Egli è il Dio della vita e la sorgente dell’amore. Chi Lo ama e Lo segue, ritrova se stesso e si apre alla più grande dedizione.

Vangelo secondo Matteo 13,1-23

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

LA SEMENTE SUL MONDO

Fissiamo negli occhi l’immagine di Gesù che esce di casa (di Pietro?) e siede in riva al mare. Sale sulla barca (di Pietro!) e parla alla folla riunita sulla spiaggia. Gesù allarga lo sguardo e osserva la realtà: il lago e i campi, la casa e il lavoro. Il mondo è un immenso campo dove Dio getta le sementi, non solo nei solchi ben preparati, ma sulla strada e sui sassi e sui rovi. Crescerà qualcosa nei cuori aridi, superficiali, aspri? La semente cresce anche sul ciglio della strada e sui dirupi dei monti. Nel terreno del cuore ben disposto la vita fiorisce, porta frutto e rallegra il mondo.

Vangelo secondo Matteo 19,27-29

In quel tempo, Pietro, disse a Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».

NULLA ANTEPORRE A CRISTO

Benedetto lascia la famiglia, la sua Norcia, e poi la grande città di Roma, per cercare Dio solo. Lui stesso viene cercato da tanti giovani e uomini, che lo scelgono come abate-padre di vita. Inizia in Italia e si diffonde in Europa un nuovo modo di abitare, pregare, bonificare la terra e lavorare; una stabilità che supera il capriccio, un’obbedienza che esalta la persona. Il monastero diventa modello della comunità umana, che ne riprende molti aspetti. Benedetto: un santo a cui guardare.

Vangelo di Matteo, 10,16-23

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: “Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un’altra; in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo.

MISSIONE FEDELE

Con quali mezzi, con quale metodo si svolgerà la missione che Gesù ci affida? L’unica garanzia è l’incarico che abbiamo ricevuto, è la grazia dello Spirito Santo che ci accompagna. Appartenendo a Lui, possiamo essere messi allo sbaraglio, venire insultati, vilipesi, perseguitati. Ma chi potrà rapirci il dono della chiamata, il dono dell’appartenenza, il dono della missione? La perseveranza di una vita ci condurrà in faccia al Signore che viene nel suo ultimo giorno.

Vangelo di Matteo, 10, 7-15

Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino.
Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città.

INVITO ALLA MISSIONE

Già subito Gesù manda in missione i suoi. Egli non è venuto nel mondo per scaldare i suoi in una bella compagnia, ma per renderli protagonisti della sua stessa missione. Dovranno donare quello che hanno ricevuto.
Anche noi abbiamo incontrato e ricevuto Gesù, la sua amicizia, la speranza per il tempo e per l’eternità. Gesù ci consegna tutto quel che costituisce la felicità delle persone e che noi non possiamo produrre con le nostre mani. E’ bello corrispondere al suo invito

Vangelo di Matteo, 10,1-7

In quel tempo Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino.

CHIAMATI E INVIATI

Gesù allarga l’ambito della sua azione, chiamando e coinvolgendo i dodici nella sua missione. In questo modo egli dilata nello spazio e nel tempo la sua opera e ci rende suoi collaboratori. E’ un punto che si accende, a cominciare dal luogo più prossimo. Un punto per un incendio che avvolge il mondo, per un fiume di grazia che percorre tutti i territori della terra, per una esperienza di vita e di salvezza destinata ad ogni persona.

 

Vangelo di Matteo 9, 32-38

In quel tempo, presentarono un muto indemoniato. E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare. E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!». Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni».
Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».

UNA SALVEZZA APERTA

Sembra che tutto il mondo si concentri attorno a Gesù. Indemoniati, malati, infermi, tante folle, gente perduta come pecore senza pastore. Quanto è grande il bisogno delle persone, quanto è vasto? Il cuore di Gesù si allarga e diventa una preghiera per tutti. Egli non chiede semplicemente al Padre di salvare le pecore perdute e di raccogliere la grande messe. Domanda invece che altri operai si facciano collaboratori della sua opera, per una salvezza condivisa e aperta al mondo.

 

Vangelo di Matteo 9, 18-26

In quel tempo, mentre Gesù parlava, giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli.
Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell’istante la donna fu salvata.
Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. E questa notizia si diffuse in tutta quella regione.

DUE DONNE

Due donne, due incontri, due miracoli. In strada, incontrata quasi per caso, la prima donna. L’altra è una figlioletta, ormai morta, per la quale ‘uno dei capi’ va a chiamare Gesù; Gesù entra in casa, le prende la mano e la fanciulla si alza. Raggiungiamo Gesù nelle condizioni della nostra vita, andiamo a supplicarlo a partire dalle urgenze nostre e da quelle delle persone care. Senza timore e senza riserve ci mettiamo a rincorrere Gesù: Egli passa per la nostra strada.