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Martedì 19 settembre 2023; San Gennaro, vescovo e martire, m. Pozzuoli, 19 settembre 305

Vangelo secondo Luca 7,11-17

In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla.
Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo». Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.

L’INCONTRO CHE SALVA

Incontrare Gesù ed essere salvati. E’ la storia accaduta al ragazzo di Naim e a sua madre, poi a una bambina e infine a Lazzaro. Nei tre episodi colpisce il rapporto di Gesù con i familiari. Qui Gesù dice alla mamma vedova quelle grandi parole che diventano subito miracolo: Non piangere. Ci sono anche tante altre risurrezioni che Gesù compie in chi lo incontra. Risurrezione dalla disperazione, dalla solitudine, dalla indifferenza, dall’abisso della colpa. Incontrare Gesù – anche oggi – è inizio di salvezza.

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