Vai al contenuto

Venerdì 3 marzo 2023 – Santa Katharina Drexel, fondatrice, Stati Uniti 1858 – 1890; Beato Innocenzo da Berzo, sacerdote cappuccino, Brescia 1844 – Bergamo 1955

Vangelo secondo Matteo 5,20-26

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».

COME FIGLI E FRATELLI

In gioco è sempre l’atteggiamento personale, è la posizione del cuore. Non bastano la ‘buona educazione’ e le formalità esteriori. Occorre un cuore aperto e riconciliato. Osserviamo noi stessi, quando siamo a casa o al lavoro, quando incontriamo le persone e quando saliamo su un mezzo pubblico: come guardiamo, come giudichiamo, come trattiamo? Proviamo a immaginare lo sguardo di Dio, lo sguardo di Gesù verso ciascuna persona, e domandiamo di vivere e agire come figli e fratelli.