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Vangelo secondo Giovanni 3,31-36

Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito.
Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.

LUCE DI SALVEZZA

Nel dialogo con Nicodemo, sapiente di Israele, Gesù porta il discorso fino al cielo, lì dove sgorga la sua origine: “Egli attesta ciò che ha visto e udito” nel rapporto infinitamente amorevole con il Padre. Accettando la testimonianza di Gesù, anche noi partecipiamo alla eterna vita, e a nostra volta testimoniamo ‘quello che abbiamo visto e udito’ in Gesù, al quale il Padre ‘ha dato in mano ogni cosa’ perché la comunicasse al mondo. Una comunicazione di salvezza.

Vangelo secondo Matteo 23,1-12

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

SENZA SCOLLAMENTO

Persone scollegate: parole e insegnamento non corrispondono alla vita e vanno ad appesantire il cammino delle persone a cui ci si rivolge. Non è in gioco un’impossibile perfetta coerenza tra le parole e la pratica, quanto piuttosto l’adesione sincera e la tensione a vivere ciò che annunciamo, nell’unità con il Maestro e con il Padre da cui provengono la vita, l’insegnamento morale, la grazia per praticarlo. L’unità in noi stessi e con l’origine ci rendono veri ed efficaci.

Vangelo secondo Marco 4,1-20

In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva.
Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli diceva loro: «A voi è stato dato il mistero del regno di Dio; per quelli che sono fuori invece tutto avviene in parabole, affinché guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano, perché non si convertano e venga loro perdonato».
E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno».

TOMMASO: IL CENTO PER UNO

Se c’è una persona che ha portato frutto con la parola di Dio seminata nella sua vita, questi è Tommaso d’Aquino. Egli ha accolto e spiegato tutto il mistero cristiano, inserendolo ed esprimendolo in categorie razionali e ordinate, in modo che la teologia - che deriva dalla fede - sia una vera scienza documentata. Tuttavia, il suo amore a Cristo e la sua santità superano la sua immensa dottrina, che alla fine della vita egli considerava come paglia da bruciare….

Vangelo secondo Matteo 11,2-11

In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.
In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

SEI TU COLUI CHE DEVE VENIRE?

‘Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?’ Quante cose, quante persone, quante novità attendiamo? Che cosa e chi risponde al nostro desiderio e al nostro bisogno? L’Avvento ci riporta alle sorgenti, ci propone nuovamente l’iniziativa di Dio per la salvezza nostra e del mondo. Riconosciamo i segni della sua venuta nella testimonianza di tanti fratelli e sorelle che vivono la fede e la carità. Disponiamoci ad accogliere la grazia del sacramento della confessione e decidiamo una particolare azione di accoglienza e carità.

Vangelo secondo Luca 18,1-8

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

PREGHIAMO

Facciamo eco a Gesù che ci invita a ‘pregare sempre’, e preghiamo:                     “Signore Gesù, donaci la fede in te. La fede che è riconoscerti presente in tutte le circostanze della vita: combattimenti e dolori, fragilità e peccati, salute e malattia, speranze e desolazioni. E’ vero che Tu hai fatto miracoli, hai guarito e salvato dalla morte. E’ vero soprattutto che Tu hai sofferto e sei morto, ucciso da noi uomini. E’ vero che tu sei risorto e sei vivo. Aumenta, Signore, la nostra fede in te.”

Vangelo secondo Luca 12,32-48

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno.
Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.
Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!
Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

UNA STORIA, UN COMPITO

Non nasciamo come individui isolati, ma come persone che partecipano della vita di una famiglia e di una comunità. Lo abbiamo sperimentato nuovamente in questi giorni di vacanza e di festa. Ciascuno si ritrova con un compito e un servizio, e la sua vita si comunica come testimonianza. Non chiudiamoci in un egoismo sterile e superbo. Guardiamo con fiducia anche la vita e il lavoro degli altri e impariamo a collaborare senza invidia. La storia vive e cresce con noi, e il Signore ci accompagna nel nostro cammino insieme con tante altre persone.

Vangelo secondo Matteo 13,31-35

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».

UN PICCOLO GRANELLO

E’ stato così fin dall’inizio. Gesù è il primo granello di senape, gettato nel campo dell’umanità e cresciuto nel tempo della storia e nel cuore delle persone. E’ stato ed è ancora il lievito che trasforma in pane buono la nostra farina. La fede, la Chiesa, comincia sempre da questa origine, da questo principio. Non ce la troviamo già fatta e finita. E’ una grazia la ripartenza da questo inizio, dalla potenza di questa novità nel terreno del mondo e del nostro cuore.

Introduzione del celebrante

Siamo convocati in questa Eucaristia come gli apostoli e Maria nel Cenacolo, in comunione con Papa Leone che in questo giorno di Pentecoste accoglie associazioni e movimenti che partecipano al Giubileo della speranza.

Preghiamo: VIENI SPIRITO SANTO

  1. O Dio Padre, effondi il tuo Santo Spirito su tutta la Chiesa e su comunità e gruppi e su ciascun fedele, per rinnovarci nella fede, nella comunione e nella missione, per il bene nostro e del mondo intero,

Preghiamo: VIENI SPIRITO SANTO

  1. Signore Gesù rinnova il dono del tuo Spirito su Papa Leone, i vescovi, i sacerdoti e quanti hanno responsabilità nella Chiesa; donaci vocazioni al sacerdozio, alla vita missionaria e alla vita consacrata,

Preghiamo: VIENI SPIRITO SANTO

  1. Spirito Santo, entra nel cuore dei capi delle nazioni e nei paesi percossi dalla guerra e dalla violenza. Sostieni le decisioni e le iniziative di riconciliazione e di pace,

Preghiamo: VIENI SPIRITO SANTO

  1. Padre, Figlio, Spirito Santo, unico Dio in tre persone, rinnovaci con parola del Vangelo, i sacramenti della Chiesa e i doni e carismi che effondi sul tuo popolo,

Preghiamo: VIENI SPIRITO SANTO

Conclusione del celebrante

Padre Santo, rinnova per tutti il dono del tuo Spirito, e accompagnaci a vivere, sperare, amare, nell’unità della Chiesa per la vita del mondo. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen

IL PERCORSO DELLO SPIRITO

La Pentecoste è la grande festa che allarga la risurrezione di Gesù alle dimensioni del mondo. La sua vita, la sua Pasqua, la sua salvezza, sono per tutti. Lo Spirito Santo rinnova il desiderio di entrare nel mistero di Cristo e di vivere secondo il Vangelo, perché ogni uomo e ogni donna siano raggiunti dalla presenza salvatrice del Signore Gesù. Con l’invocazione dello Spirito Santo domandiamo i suoi doni per la vita e la speranza nostra e di tutti.      Vieni Santo Spirito. Vieni per Maria.

Vangelo secondo Giovanni 10,27-30

In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».

IL NUOVO PAPA E TUTTI I PASTORI DELLA CHIESA

In questi giorni di trepidazione e attesa, abbiamo sperimentato il bisogno e la domanda di essere accompagnati dai pastori della Chiesa, in particolare dal Papa. Gesù buon pastore si rende visibile e vicino e ci accompagna attraverso la presenza dei pastori. Nessun cristiano vive da solo e cammina da solo. Avvertiamo l’urgenza anche di continuare ad avere i sacerdoti come compagni di viaggio e guide di comunità. L’unità di Papa, vescovi, sacerdoti è una garanzia per il nostro cammino di fede e per la nostra presenza nel mondo.