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Giovedì 29 gennaio 2026, + San Costanzo vescovo di Perugia, martire sotto l’imperatore Marco Aurelio (121-180): + San Valerio di Ravenna, vescovo, III-IV sec.; + Sant’ Aquilino, sacerdote e martire, m. Milano, 1018

Vangelo secondo Marco, 4,21-25

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

LA LAMPADA CHE FA LUCE !

Potessimo essere realmente attenti a queste parole di Gesù: vivere come una lampada accesa. Non si tratta di ostentare il proprio cristianesimo, tanto meno la propria (immaginaria?) coerenza. Si tratta di essere se stessi, dentro e fuori, con la grazia che il Signore ci dà, senza timore di esprimere l’origine del nostro essere e del nostro vivere. Il mondo che abbiamo attorno, familiari, amici, colleghi, ha bisogno del respiro della nostra fede e del calore della nostra carità.

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