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Venerdì 5 settembre 2025, + Santa Teresa di Calcutta, Skopje, Macedonia, 26 agosto 1910 – Calcutta, India, 5 settembre 1997

Vangelo secondo Luca 5,33-39

In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere, così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!».
Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».
Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”».

LA NOVITA’ DELLO SPOSO

La novità della presenza di Gesù non tarda a venire confrontata con altre forme. Il Battista aveva attratto discepoli con l’invito alla penitenza. Dove sta la differenza con Gesù? Gesù non vale prima di tutto per gli insegnamenti e le proposte morali. Vale per la sua persona, per la sua presenza amorevole come sposo. La vita del discepolo di Gesù non si gioca primariamente sull’impegno morale, ma sull’attaccamento a Lui, fino a riconoscerlo nel povero, come per madre Teresa: una novità che sbaraglia.

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