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Lunedì 3 giugno 2024, Santi Martiri Ugandesi, Carlo Lwanga e 21 Compagni, Uganda, 15 novembre 1885 / 27 gennaio 1887

Vangelo secondo Marco 12,1-12

In quel tempo, Gesù si mise a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti, agli scribi e agli anziani]:
«Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero.
Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: ‘Avranno rispetto per mio figlio!’. Ma quei contadini dissero tra loro: ‘Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra’. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.
Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. Non avete letto questa Scrittura: ‘La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi’?».
E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.

LA VIGNA DESOLATA

In questa parabola leggiamo non solo la vicenda dei capi che hanno eliminato i profeti e hanno ucciso Gesù, ma anche il dramma del nostro tempo. Dio continua a mandare i suoi profeti agli ‘affittuari’ della sua vigna che è il mondo, la chiesa, e tutti i doni che fanno vivere l’umanità e le singole persone. Oggi gran parte dei capi e del popolo elimina ogni segno che richiami la presenza di Dio nel tempo. I risultati sono sotto i nostri occhi.

 

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