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Sabato 18 maggio 2024, + San Giovanni I, papa e martire, m. 18 maggio 526; + San Felice da Cantalice, cappuccino, 1515 – Roma, 18 maggio 1587

Vangelo secondo Giovanni 21,20-25

In quel tempo, Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.

TU SEGUIMI

“Tu seguimi”: Gesù dice a Pietro e a noi. Senza perderci dietro a fantasie o illusioni, lamentele o pretese. Pietro andrà per la sua strada seguendo Gesù fino a testimoniarlo con il martirio a Roma. Giovanni seguirà Gesù rendendosi testimone dell’amore a Dio e ai fratelli, e intanto conclude il suo Vangelo consapevole di tralasciare ‘molte altre cose compiute da Gesù’, che non basterebbero a contenerle i libri del mondo. Noi vogliamo conservare e nutrire con la vita il suo prezioso e profondo Vangelo.

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