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19 Aprile 2024, Venerdì della III settimana di Pasqua, + San Leone IX papa, Alsazia, 1002 – Roma, 19 aprile 1054

Vangelo secondo Giovanni 6,52-59

In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao.

LA SUA CARNE E IL SUO SANGUE

Mangiare la sua carne e il suo sangue: sono parole impossibili. Come potrebbero attuarsi, se non per la potenza del Dio creatore, che con lo Spirito Santo domina ogni realtà esistente? Gesù porterà a realizzazione queste parole nell’ultima Cena. Inoltre, come potrà accadere che mangiando la Sua carne si vivrà in eterno? Ancora è in gioco la potenza di Dio creatore; sono in gioco l’amore del Padre, il sacrificio e la risurrezione del Figlio, la potenza dello Spirito Santo.

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