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Venerdì 22 marzo 2024, Santa Lea, vedova, Roma, 384; Beato Clemente Augusto Von Galen, vescovo, Germania 16 marzo 1878 – 22 marzo 1946

Vangelo secondo Giovanni 10,31-42

In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».
Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: ‘Io ho detto: voi siete dèi’? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio, e la Scrittura non può essere annullata, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: ‘Tu bestemmi’, perché ho detto: ‘Sono Figlio di Dio’? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.

UN PASSO NELLA TRINITA’

I Giudei intuiscono la portata delle parole di Gesù, e se ne scandalizzano: quest’uomo si mette al livello di Dio. Non appena come coloro che comunicano personalmente con Dio, ma secondo un rapporto filiale nuovo: compie le opere di Dio - miracoli e perdono dei peccati - ma non solo. Gesù manifesta il fondo del suo essere: “Il Padre è in me e io sono nel Padre”. Tradotto nel linguaggio del Credo è come dire: Dio da Dio. Un passo nell’abisso della Trinità.

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