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Venerdì 5 gennaio 2024, San Giovanni Nepomuceno Neumann vescovo, Repubblica Ceca 28-3-1811 – Filadelfia, Usa 5-1-1860

Vangelo secondo Giovanni 1,43-51

In quel tempo, Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi!». Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro.
Filippo trovò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè, nella Legge, e i Profeti: Gesù, il figlio di Giuseppe, di Nàzaret». Natanaèle gli disse: «Da Nàzaret può venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».

UN INCONTRO PERSONALE

Quello che è avvenuto all’inizio, continua ad accadere. Gesù incontra personalmente Filippo; Filippo incontra Natanaele, che rimane diffidente; Filippo lo sfida: “Vieni e vedi”. Accade subito, e Natanaele rimane sorpreso da Gesù e lo acclama subito come Messia: gli basta il suo sguardo. La storia cristiana è una storia di incontri, da persona a persona. L’aderire dipende dalla credibilità del testimone, ma anche da un cuore aperto e disposto. Un passo per ogni generazione, e che si ripete poi nella vita.

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