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Lunedì 5 luglio 2021 Sant’Antonio Maria Zaccaria, sacerdote, Cremona 1502-1539

Vangelo secondo Matteo 9,18-26

In quel tempo, [mentre Gesù parlava,] giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli.
Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell’istante la donna fu salvata.
Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. E questa notizia si diffuse in tutta quella regione.

DI VANGELO IN VANGELO

Abbiamo letto questo racconto due domeniche fa nel Vangelo di Marco. Ora Matteo lo riprende in modo più sobrio. Il rimbalzo da un evangelista all’altro, proprio con la diversità di stile di ciascuno, conferma la storicità del fatto, e ci dice come i discepoli di Gesù rivivono in modo diverso quello che ‘hanno visto e udito’. Ciascun cristiano riverbera in modo nuovo nella propria vita il Vangelo: ne riceve il contenuto, ne accoglie l’annuncio di fede, ne rilancia la testimonianza.