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Martedì 9 giugno 2020  Sant’Efrem, diacono e dottore della Chiesa, 306-373

Vangelo secondo Matteo 5,13-16

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

BASTA LA PRESENZA

Il Signore ci riempie il cuore con il dono delle parole che descrivono la nostra identità e missione: sale che dà sapore, luce che illumina. Possiamo essere così solo per derivazione, solo per grazia. Gesù riempie di gusto la nostra vita, e le dà sapore. Lui è la luce che illumina il mondo, e noi ne portiamo il riflesso come uno specchio. Quando accade così, negli ambienti in cui viviamo e lavoriamo, basta la presenza. E gli altri si accorgono di noi. Anzi, di Lui.