Vai al contenuto

Mercoledì 22 aprile 2020

San Leonida Martire, padre di Origene m.204, Sant’Agapito I, papa, m 536

Vangelo secondo Giovanni 3,16-21

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

UN DOPPIO MOVIMENTO

C’è un doppio movimento nella storia. Da una parte, Dio viene verso di noi, non solo col pensiero o con tutta questa immensa e varia creazione, ma personalmente, facendosi uomo, affinché l’uomo riacquisti tutta la propria identità e il proprio valore. E’ necessario il secondo movimento: che l’uomo si apra, accolga, si faccia abbracciare e salvare. Camminando verso la luce, compiendo le opere di bene, andiamo incontro a Dio. Anche questi giorni di ‘restrizione’ ce ne offrono l’occasione.