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Vangelo secondo Marco 3,31-35

In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo.
Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano».
Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

FAMILIARI DI GESU’

Gesù ci mostra ogni volta di più cosa vuol dire essere cristiani. Egli ci invita a un rapporto con lui, non solo come amici, ma come appartenenti alla sua famiglia: un vincolo di amicizia, anzi, di amore. Lo ha capito e vissuto San Francesco di Sales, per sé e per gli altri. Ne parla Papa Francesco nella lettera apostolica per il quarto centenario della morte: ‘Totum amoris est. Tutto appartiene all’amore”. Dice il Santo: “L’amore è il primo atto e il principio della vita cristiana”.

Vangelo secondo Marco 3,22-30

In quel tempo, gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni».
Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito.
Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa.
In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna».
Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».

UN PECCATO IMPERDONABILE

L’estrema frontiera dell’opposizione a Gesù, da parte dei sapienti di Gerusalemme, è l’accusa di scacciare i demoni per opera del capo dei demoni. Una contraddizione. Il pregiudizio e la cattiveria impediscono di vedere il bene compiuto da altri, e si sfornano accuse impossibili e condanne assurde. E’ il peccato contro lo Spirito Santo: non vedere un bene palese e.o definirlo come male. Quante volte è accaduto nella storia contro i cristiani, e forse da cristiani verso altri cristiani?

 

Vangelo secondo Matteo 4,12-23

Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

LA LUCE DI GESU’ OGGI PER IL MONDO

Dalla città di Cafarnao, sul lago di Tiberiade, la luce di Cristo vince le tenebre della menzogna e della violenza. Accogliamo il suo primo invito: “Convertitevi…”: volgete lo sguardo e il cuore verso Lui. Gesù chiama quattro pescatori a condividere la sua missione. Chiama i pastori della Chiesa, e tutti i cristiani a testimoniarlo: siamo il suo volto, la sua parola, la sua opera. La parola di Dio e la vita di Gesù nel Vangelo e in tutta la Bibbia, diventino strumento di conversione e di annuncio.

 

Vangelo secondo Marco 3,20-21

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare.
Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».

FUORI DI TESTA

“E’ fuori di sé”. ‘I suoi… uscirono per andare a prenderlo”. Il ragazzo docile, l’uomo laborioso e tranquillo, non era più lui. Aveva lasciato casa e lavoro e andava in giro, tirandosi dietro persone e folle. Cosa sarebbe successo ancora?  Ecco cosa è successo e continua a succedere. Quell’uomo si palesa come Figlio di Dio, fratello di ogni uomo e donna, Salvatore dell’umanità. Gesù da’ la sua vita per noi, muore e risorge e ci attira a vivere con Lui e come Lui.

Vangelo secondo Marco 3,13-19

In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni.
Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè “figli del tuono”; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.

UNA CHIAMATA PRESENTE

Singoli nomi, che insieme formano una compagnia, inizio di una vocazione e di una missione che percorre il mondo. Uomini presi dal lavoro, dalla famiglia, dalla strada, che si qualificano solo per il fatto di essere chiamati da Gesù e di andargli dietro. Chi gli è stato fedele, pure attraverso pretese e cedimenti, è diventato suo testimone in faccia al mondo, permettendo a chi è venuto dopo di seguirlo a sua volta. Anche per noi una grazia presente, inestimabile.

Vangelo secondo Marco 3,7-12

In quel tempo, Gesù, con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidòne, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui.
Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo.
Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.

LA FOLLA E LA BARCA

Una scena semplice e straordinaria, che Marco annota con la scioltezza di un esperto giornalista: la folla, la barca, la parola e la potenza di Gesù sul male. Tale è la presenza di Gesù nel mondo, in quel tempo e nel nostro tempo. Occorre dunque riconoscerlo, ospitarlo nella barca della nostra vita, lasciare libero campo alla sua azione. Occorre vigilare che le nostre prudenze e le nostre iniziative – nate da buona intenzione – non finiscano per nascondere o rallentare la sua presenza e la sua azione.

Vangelo secondo Marco 3,1-6

In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo.
Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita.
E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.

AL DI SOPRA TUTTO, LA CARITA’

La polemica sul rispetto del riposo del sabato continua ad aggredire Gesù, e gli permette di esprimere con i fatti lo scopo della sua missione: Dio si onora non con l‘adempimento formale delle prescrizioni della legge, ma con l’amore alla persona. Questa è la nuova legge di Cristo e del suo Vangelo. Lo sguardo che Gesù ha verso quell’uomo, lo ha verso di noi, verso di me. Mi guarda nella mia debolezza e nel mio bisogno, e mi accompagna verso la liberazione.

Vangelo secondo Marco 2,23-28

In quel tempo, di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe.
I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!».
E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».

FIGLI E FRATELLI

Il Vangelo procede diritto per la sua strada. Gesù non ci tiene a convenzioni e formalità. Egli ha a cuore le persone, con i loro effettivi bisogni. Nella preghiera del Padre nostro che Gesù ci consegna, domandiamo: “Dacci oggi il pane nostro quotidiano”. La fame di discepoli vale più della regola del sabato. Dio ci vuole figli, non servi. Uomini e donne che si guardino, si rispettino, si servono come fratelli e sorelle, tutti figli di Dio.

Vangelo secondo Marco 2,18-22

In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».

CON LUI E’ FESTA

Entrando nel mondo, che tipo di religione inaugura Gesù? Quale culto, quale morale? La differenza si palesa subito. Tante forme religiose, a partire da Giovanni Battista e dopo, praticano il digiuno e altre forme di penitenza. La vita dei discepoli di Gesù, invece, è determinata dal rapporto con Lui: quando Lui c’è, è una festa; quando la presenza dello sposo viene sottratta, allora è penitenza. Ecco la novità cristiana: l’amicizia con Gesù e la sua presenza determinano la nostra vita.