Anche un ragazzo distratto, uscito in strada per una chiacchierata con gli amici, può finire trascinato dentro un corteo che ha dentro gente malintenzionata e malfamata. Un ragazzo che non trova alcun incentivo per ‘fare qualcosa di buono’, può sentirsi stimolato a rovesciare cassonetti e spaccare vetrine. Nessuno resiste al nulla interiore, e basta un qualsiasi straccio di proposta per ribaltare un recipiente vuoto.
Dove vanno i giovani oggi? Al vuoto non si resiste. O ci si addormenta sullo schermo del computer o si entra in un vortice che rende ricattabili ad ogni lampo di attrattiva, fino a diventare carne da cannone manovrabile da fazioni ideologiche, interessi commerciali, basse speculazioni. Il carico di energia che ci si porta dentro sfocia nella violenza: per un gioco in strada o contro insegnanti, medici e chiunque sia giudicato manchevole, governo, potenti e società che meritino di finire bruciati come le macchine in strada e rovinati come le vetrine dei negozi.
Sono coinvolti gli adulti. Di cosa si vive? Tolte le ore di un lavoro più o meno gradito o sopportato; tolta qualche presenza in famiglia quando la famiglia c’è, tolta una scappata al bar, una serata alla partita, forse un capriccio e qualche scivolata, che cosa resta? Che cosa sorprende e attrae una donna che lavora gran tempo fuori casa, e magari gode dell’amore di un uomo fedele e della letizia dei bimbi? Le strade di città sono piene di negozi di abbigliamento e di favolosi appelli all’estetica del viso e del corpo, ossessivamente ripresi da mille pubblicità. Che cosa basta? Uno sprazzo di amicizia, un avvenimento che commuove, spunti di carità che giungono da ambienti religiosi o da programmi di beneficenza.
Ma il bene supremo, il perché del vivere, lo spessore di una realtà buona, lo scopo grande per cui vale la pena dare la vita, dove li trovi? Da quando la fede e il Vangelo sono stati sottratti alla vita pubblica, da quando nelle case è svanito ogni segno religioso, da quando non si racconta più la storia di Gesù e si banalizza l’immagine dei santi, da quando è scomparsa la preghiera e si è frantumata l’unità, girandoti intorno afferri la sabbia e la vita ti scivola tra le mani. Cerchiamo ancora la meraviglia del Dio che crea il mondo e conduce al bene le creature?
Tutto questo mondo, tutto il mondo - ha gridato papa Leone al Meeting di Rimini – “ha bisogno di comunione”. Davanti ai giovani ha ripetuto: “A ogni latitudine, in particolare ai margini e fra coloro che soffrono, troverete chi è già pronto a costruire la civiltà dell’amore”. E agli adulti: “Possiamo stimare di più la potenza del Vangelo, dei legami che genera, della logica che accende, della vita che fa sorgere”. E’ una missione che ancora può attrarre e riempire il cuore di adulti e giovani. C’è in giro un numero impressionante di persone che cercano il bene, persone che fanno il bene. Gente che crede al Vangelo, lo annuncia, lo vive. Nel cuore di ciascuno - uomo e donna, giovane e ragazza - si agita un bisogno insopprimibile di verità, di bellezza e bontà. Ad ogni svolta della vita, ad ogni angolo della giornata occorre poter incontrare amici, genitori, insegnanti, compagni di strada che non ingannano ma accolgono in un cammino insieme, a una speranza vigile. Il dono fatto ad alcuni può diventare fiamma di comunione e di pace per tutti.