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Lunedì 26 ottobre 2026; + San Folco Scotti, vescovo, Piacenza 1165 – Pavia, 16  dicembre 1229

Vangelo secondo Luca 13,10-17

In quel tempo, Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta.
Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato».
Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?».
Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.

FARE IL BENE

Una donna, di sabato, una gurarigione. Gesù stesso prende l’iniziativa, sovvertendo le regole e attuando il comandamento dell’amore con la potenza di Figlio di Dio. La donna si raddrizza e glorifica Dio. Un avvenimento che sorprende tutti, mentre Gesù propone un paragone spiazzante, prendendo di petto gli oppositori: voi provvedete agli animali e non soccorrette questa ‘figlia di Abramo’. Apriamo il cuore per lasciare entrare Gesù, accogliendo la sua potenza che ci rende liberi di fare il bene.

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