IN UN MONDO SENZA DIO, RENDERE PRESENTE CRISTO
Accade in modo casuale, facendo una cernita di libri per familiari e amici. Alla ricerca di testi concreti e leggibili, storie reali e vite di santi, tra gli scaffali sbuca un libretto di cento pagine, più volte lasciato in disparte e finalmente preso in considerazione. Eccomi a leggere la prefazione a uno scritto dal titolo ‘Missionari senza battello’. “Che donna, questa Madeleine Delbrel”, commenta il presentatore. La Delbrel l’avevo sentita citare di striscio come donna di frontiera. Ora la trovo collocata in un contesto che mi incuriosisce, la Missione di Francia, con il grido del Cardinale Suhard, arcivescovo di Parigi dal 1940 al1949, che nel 1943 definisce la Francia paese di missione. E’ il tempo dell’esperienza dei preti operai, forzosamente interrotta nel 1953. In questo contesto Madeleine rende nota la sua posizione in una lettera ai Padri Perrot e Augros referenti del Seminario della Missione di Francia. Dieci anni prima, nel 1943, in occasione della partenza di missionari dal porto di Le Havre, in Missionari senza battello, scriveva: « …avevamo pensato che tutti i paesi fossero segnati sulle carte geografiche e che le linee nere che indicano le ferrovie e i battelli fossero sufficienti per andare dagli uni agli altri. Vivendo in mezzo agli uomini, abbiamo imparato il contrario». Madeleine aveva scoperto che il mondo operaio e quello delle periferie nelle fabbriche, nei corridoi del metrò, nei treni locali, negli uffici pubblici, erano totalmente estranei alla fede cristiana. Annota: “Al centro di tutti vi è la chiesa: solitudine della chiesa tra questi mondi… La parrocchia: piccolo gregge, felice della propria fede, indecifrabile al mondo esterno; vecchia chiesa, raggomitolata come un uccello, che scalda i suoi fedeli sotto le sue ali.” Scopre che le fabbriche modificano il ritmo umano, e la fede crolla. “Per raggiungere questi paesi in cui il Cristo è assente, da cui Cristo è partito, occorre prendere la strada”. Va ad abitare con alcune compagne in una località alla periferia di Parigi, per vivere alla maniera di tutti, con il fuoco della fede e della carità. Constata che il marxismo ha strappato dal cuore delle persone la fede in Dio, assente in ogni aspetto della vita sociale. Nello stesso tempo si accorge che tra i marxisti ci sono persone estremamente generose e disposte a fare il bene degli altri. Cosa manca dunque negli ospedali, nelle scuole, nei luoghi della dirigenza e del potere? Manca Gesù Cristo, manca la Chiesa, mancano “la verità e la carità di Cristo in azione attraverso l’universo sociale”. Madeleine Delbrel vede nell’Azione cattolica una possibilità di mandare ‘tutti al fronte’ a testimoniare Cristo negli ambienti del lavoro, della scuola, delle periferie. Una testimonianza non solo personale, perché “la vera testimonianza cristiana è comunitaria’. Scrive: “Percorrere a grandi passi tutte le strade, sedersi in tutti i metrò, salire tutte le scale, portare il Signore ovunque”. Seminare Dio nel cuore del mondo, attraverso la presenza, la condivisione, la carità, l’amore. Come Santa Teresa del Bambin Gesù, dice a se stessa: “Nel cuore della Chiesa, io sarò l’amore”. Un amore che attraversa tutte le condizioni umane, tutte le circostanze, nel fluire della vita di ogni uomo e di ogni donna. Come San Paolo, Madeleine Delbrel vive perché “Cristo sia tutto in tutti”. Accadeva ottant’anni fa. La ‘profezia’ di Madeleine Delbrel è ancora viva oggi.
don Angelo Busetto