In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».
PASSAGGIO DI MISSIONE
Timoteo e Tito: due discepoli di Paolo, del quale ieri, domenica, abbiamo ricordato la conversione. Conserviamo tre preziose lettere dell’apostolo a loro indirizzate. E’ un splendida catena di consegna, un passaggio di missione da Gesù a Paolo, ai suoi discepoli vescovi, ai loro successori, fino a noi. La nostra vita cristiana deriva dall’appartenenza a questa storia, dalla comunione con queste persone, fino a chi ci ha fatto incontrare Cristo e a quanti crederanno attraverso di noi. Un fatto vivente.