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Martedì 30 dicembre 2025, + San Ruggero di Canne, vescovo, Canne, Barletta, seconda metà dell’XI secolo – Canne, 30 dicembre 1129

Vangelo secondo Luca 2,36-40

[Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore.] C’era una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

LA PROFETESSA

Dopo l’anziano Simeone, anche Anna, la profetessa, riconosce il Bambino presentato al tempio come redentore del suo popolo. Domandiamo occhi e cuore per riconoscere Gesù che ancora si presenta a noi come speranza per il presente e per il futuro. Accogliere Dio nella concretezza della vita, nella realtà delle persone, nell’esperienza delle scelte e delle azioni di ogni giorno: è una via di speranza e di libertà

 

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