Nicea, Costantinopoli, Efeso nella gloria dei santi e nell’unità dei cristiani
Chi lo direbbe? Le città nelle quali si sono svolti i primi tre Concili della Chiesa si trovano tutte nella odierna Turchia, al tempo in cui veniva chiamata ‘Anatolia’ o ‘Asia Minore’, distinta in varie zone geografiche. Il calendario della Chiesa cattolica riporta alla memoria i santi che sono legati a ciascuno di questi concili. Atanasio, diacono e poi vescovo, è il grande difensore della divinità del Figlio di Dio, prima, durante e dopo il Concilio di Nicea del 325
e subisce in diversi tempi l’esilio a causa del prevalere della corrente ariana; la liturgia ne fa memoria il 2 maggio, giorno della sua morte. Gregorio di Nissa e Gregorio Nazianzeno partecipano al Concilio di Costantinopoli del 381;
insieme con Basilio Magno danno un grande contributo alla comprensione della Trinità, definendo la divinità dello Spirito Santo, terza persona con il Padre e il Figlio. Gregorio Nazianzeno e Basilio vengono ricordati il 2 gennaio, Gregorio di Nissa il 10 gennaio. Il 10 ottobre facciamo memoria di Leone Magno, il papa che tiene testa ad Attila e ai barbari invasori dell’Italia, e che invia una lettera al vescovo di Costantinopoli per affermare le due nature di Gesù Cristo, divina e umana. Il vescovo Cirillo, ricordato dalla liturgia il 27 giugno, è il protagonista del Concilio di Efeso nel 431,
che afferma l’unione delle due nature di Gesù nella persona del Verbo; di conseguenza, Maria viene riconosciuta come madre di Dio, avendo generato nella carne umana il Figlio di Dio.
Grandi santi e dottori della Chiesa sostengono e accompagnano la fede che la Chiesa professa fin dalle origini accogliendo e vivendo quello che Gesù di Nazareth ha vissuto e viene poi raccontato nei Vangeli e celebrato nella liturgia del battesimo e dell’eucaristia. Nello scorrere del tempo, all’interno del popolo cristiano, tra vescovi, teologi, fedeli, emergono domande, contrasti, accuse reciproche. Sorgono ‘scuole teologiche’ con spiegazioni contrastanti. Con la domanda: Cosa crediamo quando proclamiamo un solo Dio in tre persone? Chi e che cosa in Dio è ‘uno’? Chi e che cosa in Dio è ‘tre’? Prima di Nicea lo si spiega anche in modi ridotti e sbagliati: esiste un Dio supremo – il Padre - e uno inferiore - il Figlio; i tre nomi – Padre e Figlio e Spirito Santo - sarebbero solo nomi diversi con i quali l’unico Dio si presenta al mondo… Cosa crediamo quando diciamo che Gesù è Dio e uomo? E’ forse diviso in se stesso? Che cosa in Lui è divino? Che cosa in Lui è umano? Come il divino e l’umano in Lui stanno insieme? La sua figura umana è forse un’apparenza, una finzione? Chi ci salva? Dio, o un suo intermediario?
I vescovi si convocano a concilio, con l’intervento del papa di Roma o di suoi inviati. Trovano risposte, e scoprono la meraviglia del mistero cristiano che svela la profondità della vita divina e dell’esistenza umana del Figlio di Dio e ci chiama a partecipare a questa stessa vita attraverso i sacramenti della Chiesa. I tre primi concili rappresentano la base unitaria della fede di tutti i cristiani nel mondo. Quando nei secoli successivi i credenti in Cristo si separano, rimangono uniti nel miracolo della fede dichiarata e professata a Nicea, Costantinopoli, Efeso. Ancor oggi, vescovi e fedeli di tutte le confessioni cristiane si ritrovano a pregare insieme lodando la Trinità e confessando Cristo Figlio di Dio e Salvatore del mondo, a Roma ‘capitale’ del mondo e ad Aquileia ‘capitale’ dell’Occidente.