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15 gennaio 2014, San Mauro monaco, VI sec.; San Romedio eremita, Trentino, sec. IV

Vangelo secondo Marco 2,18-22

In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Vennero da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze, quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora, in quel giorno, digiuneranno.
Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri, e si perdono vino e otri. Ma vino nuovo in otri nuovi!».

NELLA SUA COMPAGNIA

Rendersi conto della presenza del Signore Gesù nella vita è una grazia. L’hanno sperimentata in modo assiduo e intenso alcuni santi, come racconta Santa Teresa d’Avila nella sua ‘Vita’. Lo sperimentano tanti cristiani, che nelle situazioni di gioia si ritrovano esaltati e nella condizione del dolore si riconoscono purificati dalla Sua vicinanza e Lo ringraziano. Domandiamo un cuore aperto e uno sguardo libero per accogliere la compagnia di Gesù nel segno degli avvenimenti e delle persone.

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