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Mercoledì 11 maggio 2022 – Sant’Ignazio da Laconi, cappuccino, 1701–Cagliari 1781; Santa Stella, martire, III secolo

Vangelo secondo Giovanni 12,44-50

In quel tempo, Gesù esclamò:
«Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.
Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.
Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».

TUTTA LA CONSEGNA DI DIO

Gesù anticipa quello che risponderà a Filippo nell’Ultima Cena: “Chi ha visto me, ha visto il Padre”. Gesù comunica le parole, le azioni, la vita del Padre; ‘traduce’ nel linguaggio umano la persona e l’opera del Padre che l’ha mandato, non per condannare, ma per salvare il mondo. Gesù va fino in fondo, donando tutta la sua vita umana, la sua esistenza di Figlio di Dio nella condizione umana. Consegna tutta la vita di Dio, tutto il suo amore. Fino alla morte.