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Venerdì 28 gennaio 2022 – San Tommaso D’Aquino, sacerdote e dottore della Chiesa, Roccasecca 1225–Fossanova 1274

Vangelo secondo Marco 4,26-34

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

 

IL MIRACOLO DEL SEME

 

Il grano comincia a sbucare dal terreno, la fogliolina spunta nella piccola aiuola: Gesù guardava avanti e intravvedeva il miracolo della semente che la sua vita e la parola, spargevano e ancora spargono nel terreno del mondo e nell’aiuola del cuore delle persone. Crsciamo per l’impulso di questa semente, custodita e alimentata dalla terra, dall’acqua, dal sole. La buona terra della compagnia di Chiesa che ci circonda, l’acqua e il sole della grazia di Dio. Nella pazienza e fedeltà del tempo.