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Lunedì 11 ottobre 2021 – San Giovanni XXIII, Angelo Giuseppe Roncalli, Papa Sotto il Monte, Bergamo 188 –Roma 1963

Vangelo secondo Luca 11,29-32

In quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire:
«Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione.
Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.
Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

OCCHI E CUORE APERTI

Stiamo lì a domandarci dov’è il Signore, e perché non si mostra dove e come vogliamo. Dobbiamo sempre imparare a tenere occhi e cuore aperti per riconoscere l’opera di Dio almeno a due livelli. Il primo è questo mondo che si sveglia alla luce ogni mattina, mentre la vita rinasce attorno a noi da tutte le parti. Il secondo livello sono le carezze che Dio ci fa nel corso della giornata: persone, amicizie, coincidenze, fatti. Quante persone, quante cose ci vengono donate ogni giorno?