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Santi e Defunti

LA SORPRESA DEI SANTI

Arriva a sorpresa la festa dei Santi. Sbuca di domenica, senza il preavviso pubblicitario che negli ultimi anni la faceva competere con il macabro carnevale di Halloween. I santi sono gente di casa. Alcuni li abbiamo visti sbocciare tra noi e percorrere le nostre strade, nati dalla fede cristiana che attraversa la storia, semina vitalità, ripulisce dai mali e rilancia fede, carità e speranza. In questi tempi abbiamo bisogno dei santi? Alcuni di loro occupano l’immaginario collettivo cristiano, e li troviamo  raffigurati nelle case e nei portafogli delle persone. Eccone una schiera: Giovanni XXIII, Giovanni Paolo II, Padre Pio, Faustina Kowalska, e ora il Beato Marella e il Beato Carlo Acutis. Si agganciano ai Santi del passato, quelli che hanno vinto le pandemie, come Carlo Borromeo e Luigi Gonzaga, con un immenso contorno di seguaci. Aprono il nostro sguardo al cielo, sbaragliano la nebbia che ci chiude in noi stessi, lanciandoci oltre l’orizzonte. Noi, attaccati a questa vita, a questo lavoro, a questa casa, a questa poltrona - e l’anima sprofonda nell’imbuto della solitudine – veniamo spalancati all’eternità, invitati alla beatitudine, incamminati all’amore di Dio e dei fratelli. I santi che abitano in cielo nel cerchio della Trinità, ritornano in terra per innalzarci  lo sguardo fino a incrociare il volto di Dio.

Insieme con i santi dichiarati, la nostra gente continua ad avvertire la vicinanza di parenti e amici defunti, dopo averli sostenuti nella malattia e accompagnati con il Rosario e la Messa all’incontro col Padre. La ristrettezza liturgica dei mesi primaverili ha tagliato con una ferita il cuore di chi non ha potuto accompagnarli da vicino con una preghiera pubblica. Ma non si chiude l’orizzonte del cuore, e gli Angeli e i Santi continuano a salire e scendere per la scala di Giacobbe. Nella paura e nella diffidenza che ci chiudono nella prigione di noi stessi, non ci difendiamo appena con la doverosa obbedienza alle prescrizioni sanitarie. Arriva il calendario dei santi che supera la monotonia dei dibattiti televisivi. Arriva la sorpresa del Vangelo, che ogni giorno ce ne fa sperimentare la presenza buona. Arriva la cara memoria delle persone amate che ci guardano dal Paradiso. Dov’è la loro casa, la nostra casa? Risalendo dallo circuito del sospetto, andiamo incontro a una speranza più grande, sulla soglia di un cielo più profondo e luminoso di quello chiarito dal sole e disegnato dalle nuvole. Qui - è scritto nel diario di una persona che già ne sta facendo esperienza - saremo tutti una sola cosa, ci capiremo sempre, ci ameremo sempre.”