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Venerdì 14 agosto 2020 San Massimiliano Maria Kolbe, martire ad Auschwitz, 1894-1941

Vangelo secondo Matteo 19,3-12

In quel tempo, si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e di ripudiarla?». Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio».
Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

RITORNO ALLA SORGENTE

Senza la misura di un amore totale e integrale, non si può fare vera esperienza di amore. Amore totale è dedizione all’altro senza misura di tempo e di modo. E’ quello che si realizza – come prototipo positivo – nell’amore tra coniugi. Si può vivere così? La condizione umana si infragilisce, il cuore si corrompe. E’ necessario ritornare alla sorgente dell’amore con il quale Dio ha creato l’uomo e la donna. E’ la grazia che permette di dare la vita per i fratelli, come Mssimiliano Kolbe.