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Giovedì 28 maggio 2020 San Germano vescovo di Parigi, m. 576

Vangelo secondo Giovanni 17,20-26

In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]
«Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me.
Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo.
Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».

PROMESSA DI VITA

Per noi, Gesù chiede tutto. Chiede che la sua intimità divina, la sua unità con il Padre vengano trasfuse come un fiume di vita nei discepoli. Chiede che dove arriva Lui, possiamo arrivare anche noi, costituendo con Lui e con il Padre un’unità perfetta. Questa promessa di Gesù è così grande, che sfugge alla nostra comprensione. Non sfugge però al nostro desiderio, che si protende sempre più avanti e sempre più in alto, senza confini. Lo Spirito Santo ci conduca a realizzare questa promessa.