Vai al contenuto

Lunedì 30 dicembre 2019 San Raniero, vescovo, m.1077

Vangelo secondo Luca 2,36-40

[Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore.] C’era una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.
Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui.

IL TEMPO DELLA CRESCITA

Nel momento in cui viene presentato e offerto al tempio, Gesù è riconosciuto e accolto, prima dal vecchio Simeone, poi da un’anziana donna, la profetessa Anna. Gesù è uscito ormai dalla grotta di Betlemme e la sua presenza viene ‘ufficilializzata’ davanti a Dio e davanti agli uomini. Subito la sua vita entra nella normale condizione di un bambino di Nazareth. Diventa uomo con il passare degli anni, per addestrarsi a svolgere la sua grande missione. E’ il tempo prezioso della crescita.