Vai al contenuto

Sabato 30 luglio 2016, San Pietro Crisologo, vescovo di Ravenna e dottore della Chiesa sec V

IL MARTIRIO DI GIOVANNI BATTISTA

Non c’è tiranno che, in ogni tempo della storia fino al presente, resista alla tentazione di eliminare gli avversari. D’altro canto, non c’è persona vera che non venga sottoposta a esclusioni e vessazioni. Oggi il martirio dei cristiani – anche in forma efferata - è diventato fatto di cronaca. Ma c’è qualcosa di più sottile, che la nostra società produce in abbondanza. E’ l’emarginazione dei credenti dalla scena pubblica; è l’esclusione della fede cristiana, nei suoi dati storici, culturali, esistenziali, dalla vita reale delle persone. Comunque, la fede rigenera ogni volta la vita.

Vangelo secondo Matteo Mt 14,1-12

In quel tempo al tetrarca Erode giunse notizia della fama di Gesù. Egli disse ai suoi cortigiani: «Costui è Giovanni il Battista. È risorto dai morti e per questo ha il potere di fare prodigi!».
Erode infatti aveva arrestato Giovanni e lo aveva fatto incatenare e gettare in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo. Giovanni infatti gli diceva: «Non ti è lecito tenerla con te!». Erode, benché volesse farlo morire, ebbe paura della folla perché lo considerava un profeta.
Quando fu il compleanno di Erode, la figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle quello che avesse chiesto. Ella, istigata da sua madre, disse: «Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista».
Il re si rattristò, ma a motivo del giuramento e dei commensali ordinò che le venisse data e mandò a decapitare Giovanni nella prigione. La sua testa venne portata su un vassoio, fu data alla fanciulla e lei la portò a sua madre.
I suoi discepoli si presentarono a prendere il cadavere, lo seppellirono e andarono a informare Gesù.

IL MARTIRIO DI GIOVANNI BATTISTA

Non c’è tiranno che, in ogni tempo della storia fino al presente, resista alla tentazione di eliminare gli avversari. D’altro canto, non c’è persona vera che non venga sottoposta a esclusioni e vessazioni. Oggi il martirio dei cristiani – anche in forma efferata - è diventato fatto di cronaca. Ma c’è qualcosa di più sottile, che la nostra società produce in abbondanza. E’ l’emarginazione dei credenti dalla scena pubblica; è l’esclusione della fede cristiana, nei suoi dati storici, culturali, esistenziali, dalla vita reale delle persone. Comunque, la fede rigenera ogni volta la vita.

Inserisci un commento...