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Lunedì 30 maggio 2016 – Santa Giovanna d’Arco, 1412-1431

UNA STORIA ATTUALE

Appena dopo aver festeggiato il dono dell’Eucaristia, Corpo del Signore, questo Vangelo ci sorprende con una storia di ingratitudine. Non si tratta solo di una parabola. E’ la grande storia di Dio con gli uomini, e non riguarda solo l’antico popolo ebreo. Per tutti noi, per me, Dio ha cura, manda i suoi servi e perfino il Figlio Gesù. La partita è ancora tutta aperta. Possiamo di giorno in giorno edificare la vita sulla pietra fondamentale della casa-chiesa nella quale abitiamo: riconosciamo, accogliamo e amiamo Gesù, principio di vita.

Vangelo secondo Marco 12,1-12

In quel tempo, Gesù si mise a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti, agli scribi e agli anziani]:
«Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero.
Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra”. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.
Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. Non avete letto questa Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?».
E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.

 

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