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Vangelo secondo Matteo 13,44-46

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:
«Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra».

ALLA RICERCA DEL TESORO

Tutti alla ricerca del tesoro. Viviamo per questo! Occorre vedere se si tratta di un sasso che luccica e di una farfalla che vola. Cerchiamo un punto stabile, un amore durevole, un motivo valevole. Non teorie, che restano astratte, né possesso di cose, che non riempiono l’anima. Ogni cosa bella e ogni persona vera aprono la strada che porta al vero tesoro: Colui che ha in mano il nostro destino, la nostra felicità, il nostro presente e il nostro futuro. Il tesoro è Gesù.

 

Domenica 1 Agosto 2021, XVIII del Tempo Ordinario

Introduzione del celebrante

Come la folla del Vangelo che va in cerca di Gesù, anche noi incontriamo oggi il Signore e domandiamo di riconoscerlo vivo e presente in questa celebrazione e in tutta la nostra vita.

  1. Signore Gesù, purifica il nostro desiderio e la nostra domanda, perché possiamo cercarti senza orgoglio e senza egoismo, riconoscendoti come Figlio del Padre e nostro fratello,

Preghiamo: Signore Gesù, DONACI DI RICONOSCERTI E DI ACCOGLIERTI

  1. Signore Gesù ti affidiamo gli uomini e le donne che ti cercano: l’attesa, il desiderio, il bisogno e la domanda conducano a incontrare te, Padre che ami tutti i tuoi figli,

Preghiamo: Signore Gesù, DONACI DI RICONOSCERTI E DI ACCOGLIERTI

  1. Signore Gesù, il popolo cristiano, con la guida del papa, dei vescovi, dei sacerdoti e di tutti i tuoi ministri, possa sempre camminare verso di te, per conoscerti, amarti e servirti,

Preghiamo: Signore Gesù, DONACI DI RICONOSCERTI E DI ACCOGLIERTI

  1. Signore Gesù, salvaci dal male che minaccia il mondo; dona a tutti gli uomini saggezza e sobrietà nell’uso delle cose e rispetto per tutto il creato,

Preghiamo: Signore Gesù, DONACI DI RICONOSCERTI E DI ACCOGLIERTI

Conclusione del celebrante

A te, Dio nostro Padre, affidiamo la nostra preghiera, per il bene della Chiesa e di tutta l’umanità, perché ti la esaudisca secondo la misura del tuo amore. Per Cristo nostro Signore

L’ESPERIENZA DEL BENE PIU’ GRANDE

Un passaggio fondamentale: dal pane che Gesù ci dà, al pane che Gesù è. Di che cosa abbiamo bisogno per vivere? Tutto il pane che abbiamo non risponde alla totalità del nostro bisogno. Cibo, ricchezze, cose, e persino ogni persona che amiamo, niente risponde pienamente al desiderio e al bisogno del cuore. Per questo Gesù propone se stesso, e ci domanda di credere in Lui, mandato dal Padre. ‘Chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete’. E’ l’esperienza di compimento sperimentata dai santi: sant’Alfonso e la sua ‘pratica di amare Gesù Cristo’; e quanti andavano a confessarsi dal santo Curato d’Ars. Lo sperimentano e lo testimoniano anche tanti cristiani…

Vangelo secondo Matteo 13,36-43

In quel tempo, Gesù congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo».
Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».

IL BENE E IL MALE

In buona coincidenza con la stagione dei campi già fioriti e maturi, i giorni liturgici ci consegnano le parabole di Gesù sulle sementi, sui terreni e sull’opera dell’uomo. Qui veniamo gratificati anche della spiegazione che Gesù fa della parabola, in modo semplice e puntuale, chiamando ogni cosa con il suo nome.  Veniamo proiettati al nostro ultimo ‘destino’, cioè alla destinazione finale, chiaramente determinata come dannazione o salvezza. Con una prospettiva così, è più facile orientare le scelte della vita.

 

Vangelo secondo Matteo 13,31-35

In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».

I NONNI, SEMENTE FRUTTUOSA

Nato da donna – la vergine Maria – Gesù ha avuto i nonni, la cui storia è raccontata dai Vangeli apocrifi. La loro vita è come la piccola semente del Vangelo, che ha una grande fioritura. I nonni, e gli anziani in generale, tornano ad essere considerati con attenzione ed amore, per il dono che sono stati e che sono, per la dignità personale e per il ricco patrimonio di storia e di fede che piò fruttificare nelle generazioni che seguono.

Vangelo secondo Giovanni 6,1-15

In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

IL PANE CONDIVISO

Ogni domenica facciamo un passo nella vita di Gesù, attraverso il vangelo di Marco e oggi di   Giovanni, e Gesù fa un passo nella nostra vita. Gesù amato, cercato, seguito, incontra ogni bisogno umano: anche il più immediato, come quello del cibo. Vi risponde non automaticamente ma aprendo alla condivisione. Un richiamo essenziale alla ‘fraternità’ e all’amore, come regola e anima dei rapporti anche economici tra persone, famiglie, enti, nazioni. La regola del popolo cristiano è la carità che viene dalla fede, cioè dal riconoscimento della Sua Presenza.

 

Vangelo secondo Matteo 12,1-8

In quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle.
Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato».
Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

LA LEGGE PROFONDA

Chi potrà essere più grande del precetto sul sabato? Più grande delle leggi stabilite dagli uomini? Solo chi possiede tutta intera la misura del destino dell’uomo e soccorre a tutta la sua fame, fame di pane, di felicità, di eternità: Dio, e il Figlio Gesù che lo manifesta al mondo. Egli non sovverte le leggi ‘giuste’ che regolano la società umana, ma le conduce a piena realizzazione, non in un gioco esteriore e formale, ma esprimendo la profondità del Suo amore per l’uomo.

Vangelo secondo Giovanni 15,1-8

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

IL FRUTTO DI UNA VITA

Brigida: questa antica donna fu sposa e madre ed educatrice di otto figli. Alla morte del marito si recò a Roma e compì vari pellegrinaggi, particolarmente in Terra Santa. Riceve particolari rivelazioni da Gesù e promuove il rinnovamento della Chiesa. Come dice il Vangelo, la sua vita – tutta da conoscere - produsse molto frutto. Occorre seguire la grazia del Signore che sostiene e lancia attraverso gli incontri e le circostanze della vita, e fa portare frutti di fede e di carità nella missione della Chiesa.

Vangelo secondo Giovanni 20,1-2.11-18

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» - che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”».
Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

APOSTOLA DEGLI APOSTOLI

Che cosa fa sì che Maddalena, la peccatrice, diventI santa? Un incontro. L’incontro con Gesù. In Lui Maddalena trova uno che le vuole più bene di tutti gli uomini della sua vita, uno che corrisponde con pienezza al suo bisogno di amore. Rimane vicina a Lui sotto la croce e va a trovarlo nel sepolcro. Gesù – Risorto! - la incontra nuovamente e le affida la missione: Apostola degli Apostoli. La donna che annuncia agli apostoli e a noi Cristo risorto!

 

Domenica 25 Luglio 2021, XVII del Tempo Ordinario

Giornata dei nonni e degli anziani

Introduzione del celebrante

Fratelli e sorelle, anche noi facciamo parte della folla che seguiva Gesù. Per noi il Signore moltiplica il pane della Parola e dell’Eucaristia. Affidiamogli la nostra vita e la vita del mondo.

  1. Veniamo a te o Signore, con la nostra fame e la nostra sete, con il nostro bisogno di vita e di speranza. Donaci la parola che illumina e consola e il pane che sostiene e ci risana,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Ti affidiamo Signore i sacerdoti e i ministri che distribuiscono al popolo cristiano la parola del Vangelo e il pane di vita. Con l’intercessione dell’apostolo Giacomo, dona alle comunità cristiane della nostra diocesi e del mondo la grazia della loro presenza e del loro servizio,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Guarda o Signore al nostro mondo: i paesi e le persone che godono di una sovrabbondanza di cibo e di energie possano condividere con i paesi e le persone che soffrono indigenza e fame

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore, con l’intercessione dei Santi Gioacchino e Anna ti affidiamo i nonni e tutte le persone anziane; mettano a frutto la loro vita, e sentano la tua consolazione nella vicinanza e nell’amore di figli, nipoti, parenti e di tutta la comunità,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

Conclusione del celebrante

La nostra preghiera salga a te, Padre, nella grazia dello Spirito Santo, attraverso la preghiera del tuo Figlio Gesù, che vive e regna nei secoli dei secoli

IL PANE CONDIVISO

Ogni domenica facciamo un passo nella vita di Gesù, attraverso il vangelo di Marco e oggi di   Giovanni. Gesù amato, cercato, seguito, incontra ogni bisogno umano: anche il più immediato, come quello del cibo. Vi risponde non in modo automatico ma aprendo alla condivisione. Un richiamo essenziale alla ‘fraternità’ e all’amore, come regola e anima dei rapporti anche economici tra persone, famiglie, enti, nazioni. Siamo chiamati a realizzare un solo corpo, a vivere in un solo popolo, la cui regola è la carità che viene dalla fede, cioè dal riconoscimento della Sua Presenza.