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Vangelo secondo Luca 4,38-44

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagòga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva.
Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo.
Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: «È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato».
E andava predicando nelle sinagòghe della Giudea.

IN MISSIONE

Oggi il Vangelo ci conduce a seguire Gesù nei vari momenti della giornata. Gesù, dopo la preghiera e la lettura nella sinagoga, entra in casa di Simon-Pietro, che diventa la sua casa. Guarisce la suocera malata e si ferma a pranzo. Al calar del sole, quando termina la giornata festiva del sabato che impone il riposo, Gesù viene ‘assalito’ dalle folle. Il giorno dopo cerca un luogo deserto, e con decisione si stacca dalla gente di Cafarnao per andare oltre. La missione continua.

 

 

6 settembre 2026 - Domenica XXIII, Tempo Ordinario, Anno A

Introduzione del celebrante

Il Signore ci riunisce in questa Eucaristia come fratelli e sorelle nella comunità della Chiesa. Lo invochiamo con fiducia.

  1. Signore Gesù, fa di tutti noi un cuor solo e un’anima; donaci pazienza, accoglienza e carità per essere segno della tua presenza misericordiosa,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore Gesù, sostieni i pastori della Chiesa, rendili attenti e vigilanti insieme con Papa Leone; (concedi alla Chiesa di Chioggia un vescovo secondo il tuo cuore); accompagna la vocazione e il ministero di sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose.

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore Gesù, libera il nostro mondo dalla guerra, converti la mente e il cuore dei potenti. Di fronte alle grandi calamità della terra, risveglia in tutti il senso di collaborazione e di aiuto reciproco,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore Gesù, alla ripresa della scuola ti affidiamo ragazzi e giovani. Rinnova l’impegno e la dedizione di educatori e insegnanti, con la partecipazione attiva e serena dei genitori,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

Conclusione del celebrante

Padre santo, accogli la preghiera concorde della tua famiglia e donaci di vivere nell’unità e nella pace. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. AMEN

UNA VITA NUOVA NEL MONDO

Come si rende presente la novità cristiana nel mondo? Non basta la pur preziosa testimonianza personale. E’ piuttosto l’unità dei due-tre riuniti nel suo nome; è l’accoglienza fraterna, il perdono, la carità reciproca. Delicata e preziosa è la correzione fraterna insieme con il riferimento alla autorità e alla comunità della Chiesa. Nelle difficoltà e nelle differenze con fratelli e sorelle non possiamo sempre sbrigarcela da soli pretendendo che tutta la ragione sia dalla parte nostra. Siamo responsabili gli uni degli altri, con umiltà e sobrietà.

Vangelo secondo Luca 4,31-37

In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.
Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.
Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.

CHE PAROLA E’ MAI QUESTA?

Gesù lascia definitivamente Nazaret e arriva a Cafarnao, la città del lago che diventa il centro della sua missione. Subito lo troviamo nella sinagoga e ancora la la sua parola genera stupore. Non è lui a rivelare la sua identità, come a Nazaret, ma è il grido di un indemoniato. Gesù reagisce e libera l’indemoniato, rivelando l’autorità della sua parola, che non solo insegna, ma comanda e libera dal male. Attorno a Lui si allarga la domanda: “Che parola è mai questa?”. Chi è costui?

 

 

 

Vangelo secondo Luca 4,16-30

In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi,
a proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

LA GRAZIA DELLA LIBERAZIONE

Una bella chiusura del mese e un bell’inizio della settimana con Gesù che a Nazaaret dichiara la sua identità e la sua missione con le parole del profeta Isaia. L’unzione dello Spirito fa di Lui il Sacerdote e il Salvatore di tutti coloro che hanno bisogno di essere liberati: poveri, prigionieri, ciechi, oppressi… Non si tratta solo di alcune categorie sociali, ma di tutti noi uomini e donne bisognosi di essere liberati dal male esteriore e interiore accogliendo Gesù oggi, anno di grazia della sua venuta.

Vangelo secondo Matteo 16,21-27

In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

CAMMINARE DIETRO A GESU’

Gesù si rivela nella integralità della sua missione di morte e risurrezione. Come Pietro, vorremmo impedire a Gesù il suo sacrificio, e abolire ogni nostra insufficienza e sofferenza. Gesù respinge la protesta di Pietro considerandola opera di satana, e propone di seguirlo portando la croce. Questa è la via per non perdere ma guadagnare la vita, abbracciando la condizione in cui siamo e le circostanze che accadono. Un grande amore alla vita reale per vivere con pienezza, imparando dai cristiani che vivono condizioni di privazione e di persecuzione.

Vangelo secondo Marco 6,17-29

In quel tempo, Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.
E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.

IL MARTIRIO E LA RISURREZIONE

Giovanni Battista è l’unico tra i santi - dopo Maria Madre di Gesù - del quale la liturigia celebra  nascita e morte. L’una e l’altra rimandano alla nascita e alla morte di Gesù. Gesù vedrà nel martirio del Battista una premonizione del suo passaggio. La morte in croce del Signore raccoglie ogni martirio e ogni violenza, per condurli alla vita nuova della risurrezione. L’assurdità dei tanti ‘Erode’ della storia viene vinta e superata dalla vita nuova del Signore risorto.

La Fraternità di Comunione e Liberazione a San Martino di Castrozza

Non sono riuscito a contarli con precisione: i bambini saranno più di trenta, in scala dal bimbetto appena nato fino alle corse dei due-tre anni, ai salti della scuola materna, ai giochi della primaria e oltre, liberi e insieme pronti a ricorrere ai genitori per un soccorso o un sorriso. Spariscono dopo colazione, quando ci raduniamo per la preghiera del mattino e anch’essi in parallelo pregano, cantano, ascoltano. Viviamo giorni di una vacanza accogliente e lieta. La comunità si ridesta, attratta da una grande bellezza: le montagne che svettano aguzze verso il cielo e una Presenza che ci accompagna. Come diceva uno degli adulti presenti, i bambini indicano il metodo con il quale siamo chiamati a vivere: unità e sequela. Si appartiene gli uni agli altri perché insieme si appartiene a Cristo. L'esperienza vissuta dagli apostoli si riproduce in coloro che nel tempo continuano a seguire Gesù. La riflessione che segue la preghiera delle Lodi - ripresa dal libro di don Giussani All'origine della pretesa cristiana che accompagna il cammino della Fraternità di Comunione e Liberazione nei gruppi di Scuola di comunità – racconta l’incontro, l’esaltazione, il dubbio, il cambiamento, la sequela dei primi dietro a Gesù, in paragone con quel che succede a noi: Chi è il Signore per me? Siamo uniti a Lui insieme con tanta gente: alcuni amici di una vita, altri sopravvenuti nel tempo, altri agganciati all’ultima ora.

La mattinata si apre alle escursioni, che il tempo bello favorisce alla grande. Il passo Rolle è uno splendido punto di divaricazione per mete spettacolari raggiunte con belle camminate fino a un punto di sosta accessibile anche con la macchina. E’ spettacolare la celebrazione della Messa nello scenario delle Pale di San Martino e di altre vette che innalzano il tempio di Dio imitato dalla Sagrada Familia e dalle nostre cattedrali. La Messa è il sacramento efficace della nostra unità. Lo richiamano alcune persone che vengono a raccontarci la loro storia: l’uomo e la donna diventati padre e madre di Andrej quando aveva due anni: ora ne ha dodici e quando lo vedi sorridere e parlare avverti un senso della vita profondo e lieto. Tre suore di carità dell’Assunzione ci raccontano la loro vocazione e la vicinanza a persone e famiglie abbandonate nel quartiere Corvetto di Milano: la carità è il fiorire della fede e diventa servizio a Gesù. In video dialoghiamo con alcune amiche di Mary, la madre di quattro figli colpita da sla: il bene della vita non coincide con l’esaudimento di tutti i desideri, ma con l’adesione alla Sua volontà di bene per noi. La questione si chiarisce ascoltando un amico che racconta l’incontro con una novità di vita intravista in una persona e sperimentata in una compagnia nel contesto della Fraternità di Comunione e liberazione. Già qui sperimentiamo che il cammino della felicità e della realizzazione di sé coincide con l’adesione alla volontà di Dio che ci abbraccia. La comunione vissuta in questi giorni diventa un po’ simbolo e richiamo alla vita intera. Appartenendo e seguendo Gesù presente nel segno di una Chiesa reale, veniamo liberati dai nostri idoli e possiamo attraversare con libertà i passaggi, i tormenti, le speranze della vita. In questi giorni viviamo un’esperienza che può proseguire in ogni ambito e in ogni circostanza. La vacanza non è una pausa del vivere né un’oasi nel deserto. E’ piuttosto un punto di ristoro, di chiarezza e di rilancio per la vita che continua, così come accade nella gioia clamorosa della festa dell’ultima sera e nella lieta pazienza di ogni giornata.

30 agosto 2026 - Domenica XXII, Tempo Ordinario, anno A

Introduzione del celebrante
In questa eucaristia festiva sperimentiamo la gioia di presentaci al Signore affidandogli la nostra vita, la nostra comunità, la Chiesa e il mondo intero.

  1. Signore Gesù, tu ci chiami riconoscerti come Colui che ci salva con la croce e la risurrezione. Donaci la grazia di seguirti portando la nostra croce dietro a te, in compagnia con i fratelli,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore Gesù, sostieni coloro si lasciano sedurre dal tuo amore donando la vita a te. Ti affidiamo papa Leone, i nostri pastori e i consacrati. (Il tuo santo Spirito guidi la scelta del nostro nuovo vescovo)

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore Gesù, donaci di non rassegnarci alla guerra e di compiere opere di pace e di carità. Rendici più umani attraverso l’accoglienza e il perdono,

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

  1. Signore Gesù, in questo tempo di estate apri il nostro sguardo a scoprire la bellezza e varietà del creato e il nostro cuore alla conoscenza e all’accoglienza delle persone.

Preghiamo: ASCOLTACI O SIGNORE

Conclusione del celebrante
A Dio Padre consegniamo la nostra preghiera in comunione con tutta la Chiesa. Per Cristo nostro Signore.

CAMMINARE DIETRO A GESU’

Gesù si rivela anche oggi nella integralità della sua missione di morte e risurrezione. Come Pietro, vorremmo impedire a Gesù il suo sacrificio, e abolire ogni nostra insufficienza e sofferenza. Gesù respinge la protesta di Pietro considerandola opera di satana, e propone di seguirlo portando la nostra croce. E’ la via per non perdere ma guadagnare la vita, abbracciando la condizione in cui siamo e le circostanze che accadono: un grande amore alla vita reale per avere la pienezza della vita, imparando dai cristiani che vivono condizioni di persecuzione.

 

Vangelo secondo Matteo 24,42-51

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo.
Chi è dunque il servo fidato e prudente, che il padrone ha messo a capo dei suoi domestici per dare loro il cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così! Davvero io vi dico: lo metterà a capo di tutti i suoi beni.
Ma se quel servo malvagio dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda”, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a mangiare e a bere con gli ubriaconi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli ipocriti: là sarà pianto e stridore di denti».

FIDUCIA E CONSEGNA

E’ vero che nessuno sa il giorno e l’ora della venuta e della chiamata del Signore. Eppure a volte c’è una sorta di premonizione che apre il cuore alla consegna. E’ accaduto a Santa Monica mentre sul litorale di Ostia ragionava con il figlio Agostino. Lieta di vederlo cristiano, riteneva compiuta la missione della sua vita, e si affidava al Signore non preoccupata nemmeno del luogo dove sarebbe stata sepolta. “Solo – diceva – ricordatevi di me all’altare del Signore”. Pronta e affidata.