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Buona Domenica! Gesù ci chiama a seguirlo. Come gli apostoli….

CAMMINA CON NOI
In mezzo al popolo che abita nelle tenebre, viene a camminare Gesù. Sulla spiaggia del lago di Galilea egli lancia un grido: “Convertitevi!”. Subito chiama Pietro e Andrea, Giovanni e Giacomo: diventeranno il suo volto, la sua parola, la sua opera. Chiama anche noi perché lo mostriamo ai figli, agli amici, ai colleghi, alla gente. Nella confusione delle parole e delle musiche, nell’incertezza delle idee, nel freddo e nelle tragedie della neve e del terremoto, brilla una nuova presenza, una luce di speranza: Gesù. ...continua a leggere "22 gennaio 2017 – Domenica Terza del tempo ordinario anno A"

Storie di risurrezione

Non so se i soccorsi all’albergo sommerso e distrutto dalla valanga di neve e dal terremoto siano arrivati in ritardo. So di aver visto uomini che si sono faticosamente aperti una strada dentro sotto e sopra la neve, e hanno camminato per ore sferzati dal freddo, con la forza e la tenacia di chi va salvare il proprio figlio. Un papà, ospite all’albergo, uscito in cerca di qualcosa, era rimasto indenne; quale angoscia quando moglie e due figli sono rimasti sepolti nella rovina dell’albergo! Commentiamo l’episodio con le persone che leggono insieme il Vangelo ogni settimana e un anziano signore sbotta: “Quanta felicità ha provato quando ha rivisto i suoi tre tesori! Se prima non avesse patito così tanto non sarebbe stato così felice”. E per quelli che pensavano di rimanere sepolti sotto la neve e si sono ritrovati vivi e sono stati salvati, cosa sarà stata la gioia della vita, la gioia dell’abbraccio; per la mamma che sospinge fuori dal buco di neve i suoi figli. Uno strano gioco di fatti e di sentimenti prende il cuore. I monaci di Norcia, pure coinvolti nel terremoto, scrivono: “Soprattutto le nostre preghiere sono con quegli uomini e quelle donne che soffrono sotto le macerie, e con le persone che cercano di salvarli. Portando i novizi in viaggio a Monte Cassino, abbiamo celebrato la messa presso la tomba di san Benedetto, sull'antico sito già distrutto tre volte nel corso dei 1500 anni di storia. La grande chiesa ricostruita da zero dopo la seconda guerra mondiale era vuota e silenziosa…”.
Che cosa rende il cuore lieto, che cosa rende le mani forti, che cosa rinnova la speranza? ...continua a leggere "la vita dall’albergo sotto la neve"

UN UOMO LIBERO
I suoi familiari, che credono di conoscerlo da sempre, dicono di Gesù: “E’ fuori di sé”. Tanto doveva essere nuovo e sorprendente il suo comportamento. Gesù è un uomo vero, amante della realtà; ha come regola suprema la volontà del Padre e la dedizione alla sua missione, guarda in faccia le persone e cerca il loro vero bene, anche contraddicendo le cattive usanze della società. Gesù guarda e ama anche me, anche noi. Da Lui, e da chi lo segue, impariamo a vivere e ad agire. ...continua a leggere "Sabato 21 gennaio. S.Agnese vergine e martire, terzo secolo"

UNA CHIAMATA PER DODICI

Un’intenzione e una volontà esplicite. Pensàti, confrontàti con il Padre nella preghiera sul monte, e finalmente chiamati per nome, uno per uno: il numero dodici li fa padri di un nuovo popolo e li costituisce continuatori dei profeti e maestri dell’antica alleanza di Dio con gli uomini. Staranno con Cristo, da Lui impareranno una vita nuova e riceveranno una grazia sovrabbondante. La libertà di ciascuno verrà messa alla prova, fino al dramma del tradimento. ...continua a leggere "Venerdì 20 gennaio 2017 – San Fabiano papa e martire m. 250; San Sebastiano martire m.304"

L’ATTRATTIVA

Quando e dove è accaduto che un uomo attirasse così le folle? Non per un’utopia del futuro, né per un messaggio di parole che scaldano il cuore. Gesù non è una fantasia e non coltiva illusioni. Egli pone la sua stessa presenza: è un uomo nel quale traspare ed opera Dio e la sua potenza di salvezza. Ancora oggi. Mentre navighiamo per sogni che si disfano al mattino, possiamo tuttavia  sempre ricercare e domandare la sua Presenza che salva. ...continua a leggere "Giovedì 19 gennaio 2017, Santi Mario e Marta, coniugi, IV sec."

IL BENE, sùbito

La carità non contraddice la legge, perché la carità è la legge suprema. Si può attendere ‘il giorno dopo’ per fare il bene? Troppo spesso, il bene rimandato è un bene tralasciato. Gesù non guarisce tutti gli uomini malati, ma quelli che le occasioni della vita gli fanno incontrare. Tanto più noi: se non possiamo salvare il mondo, possiamo almeno rispondere all’occasione che accade, possiamo guardare in faccia la persona che domanda un gesto di carità. ...continua a leggere "Mercoledì 18 gennaio 2017 – Santa Margherita d’Ungheria 1242-1270"

IL BISOGNO E LA CARITA’

‘Quando uno è nel bisogno’, dice Gesù. La legge non è per salvaguardare una formalità, ma per salvare un uomo. Gesù svolge una grande opera di purificazione da schemi e precetti che difendono l’apparato ma danneggiano la persona. Quanti strati di burocrazia occorre oggi attraversare per compiere un’opera di carità che abbia una certa rilevanza? Affamati e assetati e assiderati, uomini e donne e bambini senza casa e senza patria, come salvarli se non con l’unica, imperiosa legge della carità? ...continua a leggere "Martedì 17 gennaio 2017 – Sant’Antonio abate, 251-356"

Cominciamo la settimana nella compagnia di Gesù!

LA NOVITA’ DELLO SPOSO

E’ con noi lo sposo oppure se n’è andato? La festa di nozze non è finita, e lo sposalizio dura una vita. Gesù attraversa tutte le condizioni del vivere, la fatica e il lavoro, la solitudine e la compagnia, la gioia e il dolore. Come già nella sua vita terrena, così ora Egli vive con noi in tutti i giorni e in tutti i momenti. Riempie l’istante della sua presenza e ci conduce a uno scopo di verità e pace. ...continua a leggere "Lunedì 16 gennaio 2017 San Marcello I papa, m.309"

Condivido il commento mandatomi da una persona amica, sul libro:
“DALLA LITURGIA VISSUTA , UNA TESTIMONIANZA”

Finalmente ho iniziato a leggere questo libro.
E’ da qualche settimana che stazionava sul tavolino del salotto. Stretta da impegni di vario tipo e forse anche pregiudizialmente convinta che fosse un saggio su “un già saputo” e magari complicato e noiosetto, aspettavo un momento di quiete per leggerlo. Ho iniziato dal capitolo sulla Messa. Che sorpresa! Altroché il già saputo, man mano che procedevo si ridestavano in me un’attenzione ed una consapevolezza verso la liturgia eucaristica riproposta in tutta la sua novità ed attualità per la mia vita. Non ho proseguito subito con il testo , ma ho riletto più volte lo stesso capitolo, quasi a voler consolidare questo sguardo nuovo sulla liturgia , dove il Mistero si fa presente.
Che Grazia , partecipare alla Messa con una coscienza nuova! Persino le parole iniziali “ Nel nome del Padre…”, ripetute migliaia di volte, sono diventate nuove:         un sì al Signore, il sì della certezza che tutte le cose sono sostenute da Lui, sono nel suo nome. Anche tutte le altre parti della Messa sono “vissute” in modo più reale, più concreto, più bello, come un vero paradigma della vita, della mia vita.                  E’ un’incredibile ricchezza che mi aiuta tenere lo sguardo verso Dio.