La festa di oggi ci mette di fronte a due grandi amori che si incontrano. Le letture della Messa aprono la musica con il cantico dei Cantici, la canzone d’amore nella quale i Padri della Chiesa hanno intravvisto l’amore della Sposa-Chiesa-Umanità che cerca Cristo-Dio e l’amore dello Sposo-Dio-Cristo che si fa cercare e poi trovare dalla sposa.
Due grandi amori che appaiono sproporzionati l’uno all’altro: come può l’amore di una donna raggiungere Dio e come può Dio abbassarsi fino ad accogliere questo amore, abbassarsi fino ad amarlo?
Il livello del rapporto tra Gesù e la Maddalena supera e travolge ogni misura umana, fino al punto che scrittori e registi non trovano di meglio che ridurlo a melodramma.
Ciascuno di questi amori compie il suo percorso.
Dio, Gesù, si china fino ad amarci e a consegnarsi nell’offerta di tutto se stesso. Gesù si china su Maddalena, la chiama per nome e gli si rivela risorto.
L’amore di Maddalena diventa dedizione, coraggio fino ad affrontare la paura della morte e quella degli uomini.
Si incontrano lì, presso il sepolcro vuoto.
Si incontrano in un cammino:
Gesù nel suo cammino verso il Padre.
La donna inviata all’annuncio verso i discepoli.
L’amore vero non è possesso e chiusura, ma cammino verso il compimneto del proprio destino e la propria missione.
L’amore umano consegnato all’amore divino diventa pienezza di vita umana e di Paradiso