Vangelo secondo Marco 12,13-17
In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso.
Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?».
Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono.
Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».
E rimasero ammirati di lui.
IL POTERE PER LA LIBERTA’ DI TUTTI
Coincidenza vuole che oggi - ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana – incontriamo queste parole di Gesù che sono alla base della distinzione tra il potere politico e statale e la professione della fede in modo personale e pubblico. Lo Stato repubblicano garantisce la libertà di tutti i cittadini, sostenendo ciascuna persona e ciascuna comunità nelle loro libere scelte e combinandole in un rispetto reciproco. Un compito delicato e difficile, sempre in via di attuazione nel corso della storia.