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IMMAGINI DI VANGELO IN UNA STORIA CHE CAMMINA

Da dove comincia il Vangelo? Come tutte le storie ben ordinate, ci aspetteremmo un bell’inizio dalla nascita, con la descrizione dell’ambiente storico e geografico. In realtà, solo l’evangelista Luca inizia con qualche ambientazione, in una successione ordinata degli avvenimenti che conducono a Gerusalemme e da qui camminano per le strade del mondo. Matteo inserisce la nascita di Gesù nella linea genealogica che da Abramo giunge a Giuseppe, e prosegue in uno stretto paragone con l’antica promessa. Marco attacca subito con il Battista che apre la strada a Gesù e prosegue con una collana di fatti fino alla risurrezione. Giovanni risale al principio dell’eternità di Dio, da dove il Verbo viene ad abitare tra noi come luce e vita. Le trascrizioni dei Vangeli negli scrittoi dei monasteri e delle cattedrali illuminano le pagine con fregi colorati da cui emergono le figure dei protagonisti. Il Vangelo assume i contorni del tempo in cui viene trascritto. La splendida fissità delle icone orientali con il volto di Cristo viene travolta da Cimabue che piega il Crocifisso nei tormenti e dalla linea narrativa dei dipinti di Giotto nella cappella degli Scrovegni di Padova, dove Cristo si muove in normali scene di vita. Il Vangelo si rianima nel dipinto di Masaccio nella scena in cui Gesù invita Pietro ad andare a prendere la moneta del tributo nella bocca del pesce. In seguito assume la forma delle figure del presepio e delle rappresentazioni della passione, fino a diventare il soggetto privilegiato dei primi tempi dell’arte cinematografica. Quando il piccolo libro va a finire sul comodino delle camere d’albergo, diventa una ‘rivelazione’. Pierpaolo Pasolini rimane catturato per un’intera notte dalla lettura del Vangelo, e compie uno straordinario percorso per i sassi di Matera e tra i popolani di campagna, forgiando scene e volti del film Il Vangelo secondo Matteo. In quegli stessi anni ‘60 del Novecento, attraversati da un’incipiente secolarizzazione, il Vangelo arriva per la prima volta in mano al giovane Vittorio Messori, ateo spensierato, innestando una formidabile e accuratissima ricerca alle fonti della figura di Cristo, della storicità e autenticità della tradizione cristiana. Le strade del Vangelo si aprono al mondo. La sua storia accompagna i missionari, che rispondono rispondere all’invito di annunciarlo a tutti. Chi ascolta la storia di Gesù, la sua nascita, i miracoli, i discorsi, la morte e la risurrezione - siano le popolazioni autoctone dell’America Latina, siano i primi ascoltatori dell’India e del Giappone, dell’Africa o dell’Europa Orientale - rimane sorpreso di un Dio che vive la vita umana, muore in croce e risorge. Uno sconvolgimento della mente e un’attrattiva del cuore, che riempiono di fascino molti, mentre in altri suscitano opposizione e ostilità fino alla persecuzione verso chi aderisce alla nuova fede. Il Vangelo viene impersonato nella vita dei cristiani che vivono la semplicità del Natale, imitano e allargano la carità di Cristo che raddrizza gli storpi e dona la vista ai ciechi, si vendono ai compratori di schiavi per liberare i prigionieri, crocifiggono l’anima e la carne per riprodurre nella propria persona la passione del Signore. Proprio in questi giorni, l’immagine del crocifisso violentato da un soldato israeliano è venuta a rappresentare tutti i crocifissi dilaniati dalla guerra e dalla prepotenza. Il Cristo del Vangelo si riscontra nella vita di chi lo ama e nella carne di chi viene crocifisso. E’ una storia sempre da raccontare.

Masaccio, Firenze, cappella Brancacci, Il tributo

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