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EUCARISTIA: MEMORIA, PRESENZA, COMUNIONE

Rete Teologica ‘Santi Angeli’

Dialogo sulla Lettera del vescovo Giampaolo

Quando ci si accosta al Mistero cristiano con cuore desideroso e mente aperta, si viene attratti e illuminati dalla sua luce. Può accadere nella solitudine della preghiera nella propria stanza o in chiesa, ma è una grazia venire introdotti a questa scoperta insieme con altre persone autorevolmente accompagnate. Lo sperimentiamo nella Rete Teologica ‘Santi Angeli’ e diventa evidente Lunedì 9 marzo nel confronto con la Lettera del vescovo Giampaolo alla diocesi, nella parte dedicata all’Eucaristia. Il testo è la guida autorevole al dialogo e subito viene espressa la gioia della scoperta. La consueta partecipazione all’Eucaristia segue il ritmo del calendario festivo e feriale, e inevitabilmente viene sottoposta all’usura dell’abitudine e della superficialità. La Lettera ridesta attenzione, apre alla comprensione, provoca la partecipazione. Il dialogo dà corpo alle parole che disegnano i contorni del mistero eucaristico: presenza, segno e sacramento, memoria; attorno a queste, nel dialogo risuonano altre parole a chiarire il senso dell’Eucaristia: carne e spirito, desiderio e azione di Cristo, ieri oggi domani, gesto e storia, partecipazione e comunione.... Mentre tentiamo di esprimerci, siamo consapevoli – echeggiando le parole del vescovo – che davanti a questo mistero noi possiamo solo ‘balbettare’. Nel seguito degli interventi il dialogo viene a organizzarsi attorno ai tre soggetti protagonisti. Il primo in via assoluta è Cristo. L’Eucaristia è Cristo, la sua persona in azione: il risorto conduce fino a noi il mistero della sua vita, il suo farsi uomo, la sua missione di annuncio e di miracoli, l’ultima cena, la morte e risurrezione. Nell’Eucaristia Gesù è presente con la storia che ha vissuto, per continuare a viverla in noi e con noi. Il secondo soggetto è la Chiesa. Quello che Cristo compie, lo compie attraverso la Chiesa, sacramento che rende visibile la sua presenza e la sua azione. La Chiesa tutta intera è il protagonista umano che Gesù convoca e coinvolge nell’azione sacramentale dell’Eucaristia, attraverso il sacerdote celebrante, l’assemblea dei cristiani e il singolo fedele: “Fate questo…”. Nell’Eucaristia il segno non solo indica la presenza di Cristo, ma la contiene: pane e vino diventano realmente corpo e sangue suo, e la comunità dei battezzati ne viene resa partecipe per venire assimilata a Cristo. Ecco emergere nella Chiesa il terzo soggetto: la comunità dei fedeli e ciascun fedele, riuniti nella comunione ecclesiale fino ad essere identificati come ‘corpo di Cristo’. Il termine ‘corpo mistico’, che in passato veniva usato per indicare il ‘corpo eucaristico’, ora identifica la Chiesa. L’Eucaristia è “il principio di un cambiamento, come una sorta di ‘fissione nucleare’”, che avvolge l’intera realtà e il destino del mondo, secondo l’espressione usata da papa Benedetto nell’enciclica ‘Sacramentum Caritatis’.

Non manca lo spunto finale sull’opera dello Spirito Santo; in tutto il mistero cristiano è in azione la Santissima Trinità: il Padre come principio, il Figlio come protagonista, lo Spirito Santo come motore di azione; la loro presenza riecheggia nelle preghiere eucaristiche.

Come proseguirà il cammino della Rete teologica? Per dare fondamento e sviluppo al dialogo sull’Eucaristia, è opportuno rifarsi all’insegnamento della Chiesa sulla liturgia, andando a riprendere la Costituzione sulla Sacra Liturgia del Concilio Vaticano II, Sacrosanctum Concilium a sessantatré anni dalla sua plebiscitaria approvazione, nel proemio e nel primo capitolo, nn 1-14. Lo faremo nel prossimo incontro previsto per lunedì 11 maggio ore 21 in Seminario.

A cura di b.a e g.c.

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