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Mercoledì 21 gennaio 2026; + Sant’Agnese,  giovane martire Roma, fine sec. III – inizio IV sec.

Vangelo secondo Marco 3,1-6

In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo.
Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita.
E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.

FARE IL BENE

Alla gente che lo guarda per accusarlo, Gesù fa una domanda trabocchetto: “È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male?...”. Secondo i suoi accusatori, in giorno di sabato non si può fare nemmeno il bene: la legge viene fatta valere più della persona. Gesù va deciso e la mano di quell’uomo viene guarita. Una domanda per noi: ci càpita evitare di fare un bene giustificandoci con il rispetto di determinate regole o di convenzioni sociali?

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