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Sabato 17 gennaio 2026, + Sant’Antonio, abate, Coma, Egitto, 250 – Tebaide (Alto Egitto), 17 gennaio 356 + Beato Teresio Olivelli, laico e martire, Bellagio, Como, 7 gennaio 1916 – Hersbruck, Germania, 17 gennaio 1945

Vangelo secondo Marco 2,13-17

In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli insegnava loro. Passando, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre stava a tavola in casa di lui, anche molti pubblicani e peccatori erano a tavola con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Perché mangia e beve insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

LA CHIAMATA DEL PECCATORE

Abbiamo sotto gli occhi la chiamata di Levi-Matteo - raccontata da Marco oltre che dallo stesso Matteo e da Luca - nel dipinto di Caravaggio: la luce invade la stanza e illumina i personaggi, il braccio teso di Gesù, i volti sorpresi o distratti…. Gesù arriva e chiama. Matteo subito risponde. Come uno al quale viene donata una nuova vita, una vita vera, e si mette a far festa. Di quanti peccatori convertiti è fatta la Chiesa? Una conversione che prosegue nel cammino della vita…

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