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Mercoledì 7 gennaio 2026, + San Raimondo De Penafort, sacerdote, Peñafort (Catalogna), 1175 – Barcellona, 6 gennaio 1275

Vangelo secondo Matteo 4,12-17.23-25

In quel tempo, quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.

UNA GRANDE LUCE

La luce del Natale, che ha percorso il mondo con la stella dell’Epifania, continua a splendere nel cielo della vita. Gesù è venuto e percorre le nostre strade, entra con noi al lavoro, a scuola, a casa. Lo riconosciamo nel volto di chi crede con noi, di chi Lo cerca, di chi soffre e domanda. Gesù ci affida il compito di riflettere nella nostra vita un raggio della sua luce, manifestato nella gioia di vivere e nella carità.

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