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LE STRADE DEL NATALE

Un buco nero in cui affondano gli sguardi, i giudizi, le valutazioni, sommersi nella voragine del nulla: come un palombaro che sprofonda sfilandosi dallo scafandro. Di fronte a persone che colorano di nero la vita e le cose, cancellando ogni volto e rinnegando ogni avvenimento, viene voglia di scappare, andando a respirare l’aria che fa vivere.

C’è un’alba che sorge, una vita che ricomincia, una misericordia che rigenera, una speranza che rinasce. Se non la possediamo noi, la vediamo spuntare nella luce del mattino, nel sorriso di un bimbo, nell’invito di un amico, nello sventolio della bandiera. E’ la luce che rispunta la notte di Natale e illumina i giorni che seguono, spandendosi tra le macerie della guerra, dell’egoismo, dell’isolamento, della cattiveria. Come scuotere chi si ritira dagli altri per disprezzo, senza vedere i fiori che spuntano tra le rocce e in mezzo ai sassi? E anche, cosa dire alla donna che ha perso figlio e marito, poi i ladri in casa hanno razziato i suoi pochi beni? Lei ha il coraggio della preghiera, e si abbandona alla provvidenza. Quando ti vengono raccontate le miserie della vita, non puoi ammansire la tragedia spargendo piume al vento. Occorre una mossa. Non è tua la mossa, è Colui che si muove dal cielo in terra a vivere con noi, trasformando in bene questa vita che alcuni denunciano sporca e solitaria, inutile e sprecata.                                                Quando gli occhi si aprono a vedere tanta voglia di vivere attorno al papa che per settimane racconta la risurrezione di Gesù nelle udienze, va a Nicea a cantare la divinità del Figlio di Dio, benedice i Bambinelli che i ragazzi gli presentano in piazza san Pietro, e scende a venerare il Bambino di Betlemme nel presepio. La luce si espande tutt’intorno: diventa speranza tra i cristiani della Palestina, bloccati da innumerevoli muri di frontiera; diventa misericordia per il peccatore che passa in rassegna la sua vita e ha un sussulto di ripresa; riluce in un lampo di gioia nel ragazzino che si infervora per una materia di scuola, nel malato pieno di gratitudine per il medico che lo guarda con affetto, nella sposa che continua ad amare il marito ‘difficile’, nel marito che ha pazienza con la sposa piena di pretese. La riconosci nella donna che viene a servirti e ti porta la spesa, e nel ‘solito’ straniero povero che tende la mano in strada. C’è speranza per un mondo nel quale la gente canta in chiesa, accompagna i ragazzi in strada a cantare l’annuncio del Natale, va in casa di riposo per il concerto ‘di una volta’, dialoga con l’anziano chiuso in stanza. Nel piazzale della Chiesa dopo Messa, i fedeli indugiano davanti a tavoli di patatine e fettine di panettone. In famiglia, i due fratellini cantano in inglese il Natale di chi riconosce il Signore che lo cerca e lo ama e poi accuratamente lo traducono.           Da dove comincia il mondo nuovo, da dove rinasce la speranza per tutti? “Venne ad abitare in mezzo a noi”. Nella grotta e per le strade, in casa e tra i bambini, nella famiglia che si ritrova grandissima con figli e nipoti. La liturgia prolunga i giorni del Natale e ci conduce a cantare e a pregare, a offrire e ricevere, davanti a un Bimbo piccolissimo che apre le porte della vita, fino a spalancare le porte del cielo.

foto: presepio nella Chiesa di S.Pietro in Volta, Pellestrina (particolare)

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