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Martedì 23 dicembre 2025. + San Giovanni da Kety, Canzio, sacerdote, Kety, Polonia, 1390 – Cracovia, Polonia, 24 dicembre 1473

Vangelo secondo Luca 1,57-66

In quei giorni, per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.

IL PARALLELO

L’evangelista Luca racconta l’annunciazione e la nascita di Giovanni in parallelo con l’annunciazione e la nascita di Gesù, inaugurando un rapporto che riprenderà con l’inizio della sua missione. Questo permette di riconoscere che il Natale di Gesù stabilisce un rapporto con ogni bambino che nasce, con ogni uomo e donna che viene al mondo. L’incarnazione del Figlio di Dio disegna una nuova fisionomia per ogni creatura umana, e apre la strada perché ciascuno venga riconosciuto come figlio di Dio.

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