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Lunedì 1 dicembre 2025, + San Carlo De Foucauld, Strasburgo, Francia, 15 settembre 1858 – Tamanrasset, Algeria, 1 dicembre 1916, + Sant’Eligio, vescovo, Limoges, Francia), 588- Olanda, 1° dicembre 660, + Santa Fiorenza, eremita, sec. IV

Vangelo secondo Matteo 8,5-11

In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò».
Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli».

ARRIVA LA SALVEZZA

Arriva finalmente la salvezza e raggiunge uno straniero, il centurione, e il suo servo. Una salvezza che viene procurata in distanza, e diventa così un segno per tutti. In questo Avvento attendiamo che il Signore si sveli davanti ai nostri occhi e davanti al nostro cuore. Soprattutto decidiamo di volgere verso di Lui gli occhi e il cuore, il desiderio e la domanda. Gli chiediamo non tanto di accontentare le nostre richieste, ma di svelarci e donarci se stesso.

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