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Sabato 8 novembre 2025. + Sant’Adeodato, papa, m. 618, + Beato Giovanni Duns Scoto, sacerdote francescano, teologo, 1265 – 8 novembre 1308

Vangelo secondo Luca 16,9-15

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».
I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole».

LA FRECCIA E IL BERSAGLIO
Gesù scombina le nostre categorie e mira la freccia dritta al bersaglio: la salvezza totale, verso la quale va indirizzata ogni nostra iniziativa. Se il fine da raggiungere è Dio, allora lo riconosciamo come valore supremo nello scorrere delle nostre giornate, nell’uso del tempo, nell’impiego dei beni e anche nella ricerca di relazioni che conducono a Lui. Dio diventa realmente il ‘Signore’ della vita, riconosciuto, amato e seguito in Gesù di Nazaret.

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