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Fraternità in vacanza – QUANDO IL CRISTIANESIMO ACCADE  –

“Non vedi un fiore crescere, ma vedi che è cresciuto”. La frase risuona nel salone che riunisce tante famiglie con bambini piccolissimi, piccoli, grandicelli. Bambini che l’anno scorso non c’erano, ora portati in braccio come un batuffolo di lana, bambini che sgambettano e si rincorrono, saltano e gridano; camminano lesti sui sentieri che portano al lago, si tolgono scarpe e calzini e provano il brivido dell’acqua. Su ciascun bambino vibrano gli occhi di un padre o di una madre; figli e genitori sono la meraviglia di questa compagnia di famiglie in vacanza a La Thuile a metà agosto. Non li abbiamo visti crescere, ma vediamo che sono cresciuti; non solo in età e statura, né li stiamo a contare nelle corse tra i corridoi e la piazza della struttura che ci ospita. E’ un popolo che cresce, universitari diventati famiglie, sposi ormai nonni. In vacanza ci giunge l’eco dei malati rimasti a casa e delle persone che in questi giorni ‘sono salite al cielo’. Un popolo che si dilata in tutte le direzioni, fino a toccare l’eterno.Il bello del cristianesimo è quando ne fai esperienza. Non solo la dottrina, anche se succede di passare mezza mattina tra amici a raccontare del Concilio di Nicea, scoprendo come la persona divina di Gesù c’entra con noi. L’origine che promana dal mistero di Dio si palesa nella Chiesa riunita nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo e arriva a questo tratto di Chiesa che vive e saltella come il torrente che dalle alte cime scende a valle allargandosi nel letto del fiume.                                                                                              All’inizio di ogni giornata avviene il riconoscimento di una Presenza certa con la preghiera delle Lodi e il richiamo al senso dell’avventura umana coinvolta nel dramma tra l’idolo che inganna e il Dio che colma di felicità; verso sera la celebrazione dell’Eucaristia rende evidente l’unità del corpo di Cristo nel pane condiviso e nella comunione delle persone.                                                                          La bellezza del Vangelo traspare nel popolo cristiano in azione. Veniamo posti insieme di fronte all’Altro, con l’immediatezza della vita di famiglia: ogni gesto diventa semplice, ogni iniziativa possibile. Anche preparare uno spettacolo di ‘lettura’ dell’incontro dell’Innominato con il Cardinal Federico; anche i giochi a squadre di una grandiosa ‘caccia al tesoro’ che coinvolge grandi e piccoli nelle corse tra i prati alla ricerca dei messaggi criptici; anche nella serata finale di ‘frizzi’ dove ci si prende in giro con risate a crepapelle.

Che il cristianesimo ci renda figli e fratelli lo sperimentiamo nella preghiera, nel mangiare, nel camminare per i sentieri in un silenzio che fa udire i battiti del cuore, il fruscio delle foglie e il grido degli uccelli; nei canti che raccontano storie di alpini in pace e in guerra; nei dialoghi dove ci si racconta quel che accade al lavoro e ci si accende sui temi della vita. Se nella normale vita quotidiana accade percepire la solitudine, tristi con noi stessi e timorosi del vicino, qui la confidenza reciproca scorre libera generando scie di amicizia. Non solo tra il centinaio di persone del nostro gruppo diocesano, ma anche nell’intreccio con le comunità di Adria, Vicenza, Treviso, Padova e Modena. Questi giorni di vacanza addestrano all'apertura di cuore, all’appartenenza alla Chiesa, al riconoscimento di un Amore più grande. Ci attende la vita di lavoro e famiglia, in un popolo che cammina per le vie del mondo.

 

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