Vangelo secondo Luca 7,31-35
In quel tempo, il Signore disse:
«A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.
È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”.
Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».
GIOIA E DOLORE
Corre la strana idea che la vita cristiana realmente praticata produca cuori appassiti e facce tristi. Poi, in una visita al monastero troviamo persone felici, e in questi giorni ci inseguono le foto sorridenti dei nuovi santi Piergiorgio e Carlo. In realtà, il cristianesimo entra in tutte le circostanze della vita, nella gioia e nel dolore, nella disgrazia e nella esaltazione. Entra con la presenza di Cristo che ci fa compagnia e con una speranza che allarga il cuore fino al cielo.